L’amore di mamma e papà, luce familiare per Paolo VI

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Nel settembre del 1959 si svolse a Milano un Sinodo minore diocesano che, per volontà dell’arcivescovo Giovanni Battista Montini, ebbe come tema di studio e discussione «Matrimonio e famiglia». Secondo il cardinal Montini tali questioni, basilari per la vita umana e cristiana, sempre più frequentemente, in quegli anni, erano soggette all’«amaro rilievo dei moltissimi errori, oggi divulgati con i mezzi più moderni e più insidiosi, che minano in radice la sanità e la santità delle due istituzioni».

L’arcivescovo stabilì così che la sua diocesi s’impegnasse nell’analisi di questi temi nel corso di tutto l’anno successivo, raccomandando al clero diocesano, all’Azione cattolica e alle altre organizzazioni laicali uno studio accurato e una «fedele e felice applicazione». Continua a leggere

Confessiamoci, è come un secondo Battesimo

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di Massimo Introvigne

Proseguendo le sue catechesi del mercoledì sul Credo, all’udienza del 13 novembre 2013 Papa Francesco ha commentato la formula: «Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati». Il Papa ha fatto notare che troviamo qui l’unico riferimento esplicito a uno dei sacramenti nel Credo, quasi un’eco della parola di Gesù: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato» (Mc 16,15-16). Il Pontefice ha quindi commentato le tre espressioni della formula: «professo»; «un solo battesimo»; «per la remissione dei peccati».

Anzitutto, «professo». L’espressione è più forte di «dico» o «affermo»; è «un termine solenne che indica la grande importanza dell’oggetto, cioè del Battesimo. Continua a leggere

Consigli per un buon matrimonio

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Propongo un bel brano di San Riccardo Pampuri sul Sacramento del Matrimonio che ho trovato tra i suoi scritti. L’ho ricopiato qui perchè l’ho trovato molto attuale (pur essendo scritto nel 1924) e anche illuminante sulla bellezza, la dignità e l’altissimo valore sacro del matrimonio cristiano. Da leggere e meditare.

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Al Dottor Benedetto Secondi

Torrino, 30 marzo 1924

Una gioventù cresciuta nell’indifferentismo religioso della scuola, e sovente anche della famiglia, o male influenzata da un ambiente sociale praticamente ateo, frivolo e non di rado grandemente corrotto, si avvia al matrimonio con una leggerezza veramente impressionante, tanto da non porre in questo affare che può decidere della felicità o dell’infelicità di tutta la vita, nemmeno quella istintiva prudenza che un agricoltore mette nella compera di un puledro o di un paio di buoi, dei quali, dopo tutto, potrà liberarsi non appena non gli servano più bene. Continua a leggere