Tutti salvi i 13 ragazzi della grotta. L’impegno di tanti, il sacrificio di uno: Saman Gunan

SGT MAJOR SAMAN KUNAN

La vicenda dei 13 ragazzi intrappolati dal 23 giugno scorso in una grotta in Thailandia si è conclusa con la salvezza di tutta la squadra ma anche a prezzo di una vita: il sub volontario, ex militare, è morto per mancanza di ossigeno
 
di Paola Belletti

(Aleteia, 11.07.18)
 
Il salvataggio dei Cinghialotti: i numeri di una lunga prova di resistenza, competenza e amore fraterno

Quattro i chilometri di percorso dalla grotta Pattaya Beach alla luce del mondo esterno. Non troppa, all’inizio, perché dopo più di due settimane (18 giorni per la precisione, dal 23 giugno) passate all’oscurità gli occhi di quei bambini non sono in grado di reggerla. Quattro i ragazzi estratti la prima giornata di recupero, avviato con l’incombere di nuove piogge; notava poco fa su Skytg24 il giornalista che la situazione meteo pare avere risparmiato in questi ultimi giorni proprio la zona circostante la grotta. In tre giorni, dal 9 all’11 luglio, sono usciti tutti, compresi i quattro Seal Navy che per una settimana hanno fatto compagnia ai ragazzi.

Più di cento erano i soccorritori impegnati nel salvataggio di queste vite che improvvisamente si sono mostrate per quel che sono: preziosissime. E non per i loro cari soltanto, ma per tutta la loro nazione e per il mondo intero. Non è mica colpa dei social, non c’entra il web. C’entra la pasta di cui siamo fatti e a tutte le latitudini. C’entra una rete invisibile e forte che un po’ ci tiene in trappola e un po’ ci culla ed è la dipendenza reciproca, l’amore, il senso di bene per ogni vita che sia sbucata nel mondo. Certo esiste anche la forza opposta che ci allontana e ci fa trovare gli uni gli altri molesti se non detestabili, addirittura. Non importa, quella spesso se ne va di fronte al pericolo. Continua a leggere