Ecco il Cristo Crocifisso dipinto da San Giovanni della Croce dopo la sua visione mistica

Migliaia di persone hanno trovato negli scritti di uno dei più grandi mistici della storia, San Giovanni della Croce, una via di incontro con Dio. Pochi, però, conoscono l’immagine del Cristo Crocifisso che egli stesso dipinse dopo aver ricevuto una rivelazione mistica.

Si tratta di un piccolo disegno (le sue dimensioni originali sono di 57×47 millimetri), che fra’ Giovanni della Croce dipinse durante il suo soggiorno ad Avila, dove venne nominato, su richiesta di Santa Teresa di Gesù, confessore delle religiose carmelitane del monastero dell’Incarnazione, tra il 1572 e il 1577.

Le cronache dell’epoca riferiscono che fra’ Giovanni ebbe una visione di Cristo crocifisso e che dopo la plasmò su un pezzetto di carta. In seguito il santo la consegnò a una delle religiose della comunità. Il disegno, conservato in quel convento in un semplice reliquiario di legno dorato, può essere ammirato dai visitatori che lo desiderano.

Si tratta di un’opera geniale che rappresenta l’immagine di Cristo morto in croce nel momento stesso in cui consegna lo spirito. Malgrado le sue piccole dimensioni, ci si sente schiacciati dalle sue membra disgiunte, con le mani lacerate sul punto dei fori dei chiodi per il peso del corpo inerte che cade in avanti.

Colpisce la testa di Gesù che cade sul petto, il che fa sì che il volto sia appena visibile. Le gambe sembrano compresse dal peso del corpo, che non riescono più a sostenere.

L’immagine si vede dall’angolo in alto a destra, prospettiva che ci invita a guardare Gesù sulla Croce dagli occhi di Dio Padre, commosso per l’atto supremo di donazione del figlio per i peccati di uomini e donne.  Continua a leggere

Garrigou-Lagrange. Il tomista d’assalto

220px-Garrigou1

Rigoroso discepolo degli insegnamenti di san Tommaso d’Aquino e per questo definito «tomista di stretta osservanza», ma anche un metafisico e allo stesso tempo un contemplativo come san Giovanni della Croce.

È Réginald Garrigou-Lagrange (1877-1964), il teologo domenicano conosciuto come il capostipite del tomismo romano pre-conciliare e ricordato ancora oggi come uno dei grandi avversari della Nouvelle théologie impersonata da pensatori come Yves-Marie Congar, Henri de Lubac o Jean Daniélou. Oggi, a cinquant’anni esatti dalla morte del “maestro dell’Angelicum”, (l’ateneo pontificio di Roma dove insegnò per più di mezzo secolo), rimane intatta e attuale la forza del suo pensiero, a cominciare da capolavori come Dieu, son existence et sa nature, De Revelatione, Le tre età della vita interiore, Perfezione cristiana e contemplazione, o di un testo giovanile del 1909, spesso citato e molto amato da Paolo VI, come Le sens commun, la philosophie de l’être et les formules dogmatiques. Continua a leggere

San Giovanni della Croce

25600G

Fontiveros, Spagna, c. 1540/2 – Ubeda, Spagna, 14 dicembre 1591

Sembra sia nato nel 1540, a Fontiveros (Avila, Spagna). Rimase orfano di padre e dovette trasferirsi con la mamma da un luogo all’altro, mentre portava avanti come poteva i suoi studi. A Medina, nel 1563, vestì l’abito dei Carmelitani. Ordinato sacerdote nel 1567 dopo gli studi di filosofia e teologia fatti a Salamanca, lo stesso anno si incontrò con santa Teresa di Gesù, la quale da poco aveva ottenuto dal priore generale Rossi il permesso per la fondazione di due conventi di Carmelitani contemplativi (poi detti Scalzi), perchè fossero di aiuto alle monache da lei istituite. Il 28 novembre 1568 Giovanni fece parte del primo nucleo di riformati a Duruelo, cambiando il nome di Giovanni di San Mattia in quello di Giovanni della Croce. Vari furono gli incarichi entro la riforma. Continua a leggere