Anima e spirito sono la stessa cosa?

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La risposta di P. Angelo Bellon (dal sito Amici Domenicani)
 

Cara Camilla,
1. di per sé l’anima umana è spirituale, e come tale è incorruttibile e immortale. Può morire solo ciò che è composito, costituito di parti. La disgregazione delle parti in un vivente ne segna la morte.
L’anima umana invece, essendo spirituale, non è costituita di materia e pertanto non ha parti e conseguentemente è incorruttibile e immortale.

2. Che l’anima umana sia spirituale si può provare con le sole risorse della ragione.
Sant’Agostino, all’età di 18 anni, pur non essendo ancora cristiano, dopo aver letto le opere di Platone e l’Ortensio di Cicerone, due grandi pensatori pagani, si convinse della spiritualità dell’anima umana. A suo tempo, nel nostro sito, ne ho portato le argomentazioni. Continua a leggere

Inno all’amore – Debora Vezzani

La nuova canzone di Debora Vezzani. Si intitola “Inno all’amore” ed è ispirata al brano di San Paolo (1Cor 13,1) conosciuto come “Inno alla carità”, nel quale viene esaltata la virtù della carità come dono di sé.
Il testo mette in musica, a mio avviso, le più belle e vere parole mai scritte sull’Amore, che ci ricordano il motivo per cui Dio ci ha creati e la missione che ci ha affidato.
Particolare significativo: la canzone è uscita proprio ieri, giorno dell’Immacolata e di inizio del Giubileo della Misericordia.
 


 
INNO ALL’AMORE

Se parlassi le lingue degli uomini
Se parlassi le lingue degli angeli
Ma, ma non avessi amore Continua a leggere

L’agape come fondamento

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Se le ragioni per cui ami una persona sono tutte legate alle sue qualità, alle sensazioni oppure alle circostanze, prima o poi il fondamento del tuo amore cede. Scegli di amare. San Paolo fa riferimento a questo tipo di amore ricorrendo al termine greco agape. Differisce dagli altri tipi di amore, cioè phileo, che sta per amicizia, e eros, che indica l’amore sessuale. Questi hanno naturalmente il loro peso, ma sono per natura più instabili e possono mutare in base alle sensazioni. L’agape è invece la componente affettiva e incondizionata, è amore in salute e in malattia, nella buona e nella cattiva sorte. Scegli di amare così, non te ne pentirai. Questo è il tipo di amore che Dio prova per noi e che Dio dona a chi lo chiede per amore dell’amato. L’aspetto curioso è che se ricostruisci il tuo rapporto ponendo l’agape come fondamento, allora l’amicizia e gli aspetti romantici dell’amore diventano più allettanti che mai. Continua a leggere

Papa Francesco e la bellezza del matrimonio: “amarsi così come Cristo ama la Chiesa”, senza riserve e per sempre

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PAPA FRANCESCO, UDIENZA GENERALE, 6 maggio 2015

La Famiglia – 13. Matrimonio (II)
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel nostro cammino di catechesi sulla famiglia tocchiamo oggi direttamente la bellezza del matrimonio cristiano. Esso non è semplicemente una cerimonia che si fa in chiesa, coi fiori, l’abito, le foto…. Il matrimonio cristiano è un sacramento che avviene nella Chiesa, e che anche fa la Chiesa, dando inizio ad una nuova comunità familiare.

E’ quello che l’apostolo Paolo riassume nella sua celebre espressione: «Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa» (Ef 5,32). Ispirato dallo Spirito Santo, Paolo afferma che l’amore tra i coniugi è immagine dell’amore tra Cristo e la Chiesa. Una dignità impensabile! Ma in realtà è inscritta nel disegno creatore di Dio, e con la grazia di Cristo innumerevoli coppie cristiane, pur con i loro limiti, i loro peccati, l’hanno realizzata! Continua a leggere

Francesco abbraccia Benedetto e prega i cardinali «Servite verità, giustizia e carità, sempre»

L'abbraccio dei due Papi al Concistoro

di Massimo Introvigne
 
Il 14 febbraio 2015 Papa Francesco ha presieduto il Concistoro per la creazione di venti nuovi cardinali (due gli italiani: l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, e quello di Ancona, Edoardo Menichelli), cui ha proposto una meditazione sulla «romanità» che deve contraddistinguere ogni porporato nel servizio entusiasta alla verità, e sulla carità di cui deve dare prova. «Quella cardinalizia», ha detto il Papa, «è certamente una dignità, ma non è onorifica. Lo dice già il nome – “cardinale” – che evoca il “cardine”; dunque non qualcosa di accessorio, di decorativo, che faccia pensare a un’onorificenza, ma un perno, un punto di appoggio e di movimento essenziale per la vita della comunità». Canonicamente, tutti i cardinali sono «incardinati nella Chiesa di Roma». Non è un mero simbolo. La fedeltà di un cardinale alla Chiesa si misura dalla sua unione con «la Chiesa che è in Roma» che «svolge un ruolo esemplare» e «presiede nella carità». Continua a leggere

San Paolo e le donne

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da famigliacristiana.it
 
Domanda 1 Ho seguito le celebrazioni sull’Anno paolino, conclusosi senza che nessuno accennasse alle tante affermazioni misogine di san Paolo. Se penso a lui non mi vengono in mente la caduta da cavallo, l’inno alla carità e la missionarietà, ma la sua cnclamata disistima per le donne. Giusi C. – e-mail

 
RISPOSTA 1
Paolo e la donna in 1Cor 11,2-16 e 14,33b-35; e in Gal 3,28

Negli scritti sicuramente autentici di Paolo i brani che fanno più problema, specialmente se accostati tra loro, si trovano nella stessa lettera, la 1Corinti. Il primo è quello in cui egli tratta dell’acconciatura delle donne nelle riunioni di preghiera (11,2-16), il secondo è quello in cui ordina alle donne di tacere nell’assemblea (14,33-35). Continua a leggere

Sottomissione for dummies (lezione per ripetenti)

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di Costanza Miriano per La Croce – quotidiano
 
Non pensavo che qualcuno mi si sarebbe filato ancora su questa storia della sottomissione. Insomma l’ho spiegata anche al maiale. Pensavo di essere finalmente fuori moda. Invece per colpa o merito del mio amico Mario mi ritrovo a cercare di spiegare di nuovo cosa ho capito io della parola sottomissione usata da San Paolo, e lo faccio per la volta numero duecentosettantaquattro – includendo i tentativi in inglese e violettese (quella specie di lingua spagnola imparata sentendo le canzoni di Violetta, che mi si è resa necessaria quando la Procura generale spagnola ha aperto un fascicolo nei miei confronti su mandato del ministro della Salute e della Pari opportunità, per l’ipotesi di istigazione alla violenza sulle donne. Non mi riprenderò mai dalle risate fatte pensando al magistrato spagnolo che si è dovuto sorbire i racconti dei vomiti dei miei figli nel tentativo di ravvisare tracce di reato, poveraccio). Continua a leggere

Papa Francesco: «Le nostre parole rivelano che cristiani siamo»

santa27_300 L’esame di coscienza sulle nostre parole ci farà capire se siamo cristiani della luce, delle tenebre o cristiani del grigio: è quanto ha detto Papa Francesco nell’omelia mattutina a Casa Santa Marta.

Gli uomini si riconoscono dalle loro parole. San Paolo – afferma il Papa – invitando i cristiani a comportarsi come figli della luce e non come figli delle tenebre, “fa una catechesi sulla parola”. Ci sono quattro parole per capire se siamo figli delle tenebre: “E’ parola ipocrita? Un po’ di qua, un po’ di là, per stare bene con tutti? E’ una parola vacua, senza sostanza, piena di vacuità? E’ una parola volgare, triviale, cioè mondana? Una parola sporca, oscena? Queste quattro parole non sono dei figli della luce, non vengono dallo Spirito Santo, non vengono da Gesù, non sono parole evangeliche … questo modo di parlare, sempre parlare di cose sporche o di mondanità o di vacuità o parlare ipocritamente”. Continua a leggere

Giudicare o non giudicare?

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Due riflessioni in merito al comando “non giudicare” di Gesù (da non disgiungere dal “giudicate tutto” di san Paolo) molto utili in questo tempo di grande confusione.
 

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“Non giudicate per non essere giudicati” (Mt 7, 1-2)

“Giudicate tutto e trattenete ciò che vale” (1 Tess 5,21)

Il comando di Gesù per bocca di Paolo, il primo per bocca di Matteo.

Dobbiamo giudicare o non dobbiamo giudicare? Il giudizio è una volta un comando, una volta una proibizione: che cos’è che dobbiamo giudicare? Che cos’è che non dobbiamo giudicare? Continua a leggere

“Cos’è la speranza per un cristiano?”

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Cos’è la speranza per un cristiano? Papa Francesco ha preso spunto dalle parole di San Paolo, nella Prima Lettura, per sottolineare la dimensione unica della speranza cristiana. Non si tratta di ottimismo, ha avvertito, ma di “un’ardente aspettativa” protesa verso la rivelazione del Figlio di Dio. La creazione, ha detto, è “stata sottoposta alla caducità” e il cristiano vive dunque la tensione tra la speranza e la schiavitù. “La speranza – ha detto riecheggiando San Paolo – non delude, è sicura”. Tuttavia, ha riconosciuto, “non è facile capire la speranza”. Alcune volte, ha affermato, “pensiamo che essere persone di speranza sia come essere persone ottimiste”. Ma non è così. Continua a leggere

Papa Francesco alle famiglie: «La fede non è un bene privato, ma da condividere con la testimonianza»

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Alle ore 10.30 di oggi, XXX Domenica del Tempo ordinario, il Santo Padre Francesco ha celebrato, sul Sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa per la Giornata della Famiglia, in occasione dell’Anno della fede.
Pubblichiamo di seguito il testo dell’omelia che il Papa ha pronunciato dopo la proclamazione del Santo Vangelo:

OMELIA DEL SANTO PADRE

Le Letture di questa domenica ci invitano a meditare su alcune caratteristiche fondamentali della famiglia cristiana.

1. La prima: la famiglia che prega. Il brano del Vangelo mette in evidenza due modi di pregare, uno falso – quello del fariseo – e l’altro autentico – quello del pubblicano. Continua a leggere

“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità…”

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“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.

E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, a nulla mi gioverebbe. Continua a leggere

Chi colma il cuore della donna

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Un bellissimo articolo di Costanza Miriano (dal suo omonimo blog).

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Ecco il testo della relazione che avevo preparato per il Seminario per i 25 anni della Mulieris Dignitatem, organizzato dal Pontificio Consiglio per i laici. Purtroppo poi non ho resistito e ho cominciato a raccontare di telefonate alle amiche incaricate di dirmi che sono magra e di mariti divanauri – figure mitologiche metà uomo e metà divano – incontrate in tutta Italia. Mi sono così giocata la possibilità, probabilmente unica in vita mia, di apparire autorevole davanti a donne venute dai cinque continenti. Aggiungo solo che il giorno dopo le partecipanti al seminario sono state ricevute in via eccezionale dal Papa, al quale ho dato “Casate y sé sumisa”, “Sposati e sii sottomessa” in spagnolo. Continua a leggere

La Basilica di San Paolo fuori le Mura

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di Margherita del Castillo
 
Benvenuti a Roma, presso la papale arcibasilica patriarcale maggiore arcipretale abbaziale di San Paolo fuori le Mura, ovvero uno dei luoghi più sacri per la cristianità intera. Saulo di Tarso, un umile e grande Apostolo del Signore, che lo ha annunciato con la parola, lo ha testimoniato col martirio e lo ha adorato con tutto il cuore, come ci ha ricordato Papa Francesco, fu sepolto qui, nell’area sepolcrale lungo la via ostiense, dal discepolo Timoteo, dopo essere stato decapitato tra il 64 e il 67 d.C. durante le persecuzioni neroniane. E qui ancora riposa, in un massiccio sarcofago posto sotto l’altare maggiore. Dal I sec. d.C. questo sito divenne meta di incessanti pellegrinaggi che resero indispensabile la costruzione di una basilica, iniziata solo in seguito all’Editto di Costantino. Fu proprio l’imperatore a volere un primitivo edificio di cui si conserva traccia della curva absidale presso l’altare centrale. Continua a leggere

Il Sacramento del Matrimonio

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NEL SEGNO DELL’UNIONE DI CRISTO E DELLA CHIESA

Il sacramento del matrimonio non è una semplice benedizione di Dio,
che si limita alla celebrazione del rito. Gli sposi stessi diventano sacramento.
Sono essi a dire bene di Dio nel mondo con il loro amore.
 

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Essere segno

… Gli sposi sono il richiamo permanente per la Chiesa di ciò che è accaduto sulla croce. L’evento del calvario è segno dell’infinito amore dello sposo per la sposa, abbandono totale dell’uno nell’altra, vita che scaturisce dalla morte.
Essere sposi nel Signore vuol dire essere segno permanente di questo amore di Cristo e della Chiesa. Continua a leggere

Il Papa: il cristiano non pensa alla sua pace, ma va sulle strade ad annunciare quella di Cristo

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Vita cristiana non è “stare in pace fino al Cielo”, ma andare per il mondo ad annunciare Gesù che “si è fatto peccato” per riconciliare gli uomini con il Padre. Lo ha ribadito Papa Francesco all’omelia della Messa di questa mattina in casa S. Marta.
La vita cristiana non è stare in un angolo a ritagliarsi una strada che porta comodamente in cielo, ma è un dinamismo che spinge a stare “sulla strada” ad annunciare che Cristo ci ha riconciliati con Dio, facendosi peccato per noi. Continua a leggere

Papa Francesco: «La vita è una battaglia. Non siate cristiani tiepidi e da salotto»

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“E se diamo fastidio, benedetto sia il Signore. Avanti, come dice il Signore a Paolo: ‘Coraggio’”! (Papa Francesco)

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Il Papa: alla Chiesa serve il fervore apostolico, non i cristiani da salotto

La Chiesa ha tanto bisogno del fervore apostolico che ci spinge avanti nell’annuncio di Gesù. E’ quanto sottolineato, stamani, da Papa Francesco nella Messa alla Casa Santa Marta. Il Papa ha inoltre messo in guardia dall’essere “cristiani da salotto” senza il coraggio anche di “dare fastidio alle cose troppo tranquille”. Alla Messa, concelebrata con il cardinale Peter Turkson e mons. Mario Toso, presidente e segretario di “Giustizia e Pace”, ha preso parte un gruppo di dipendenti del dicastero e della Radio Vaticana. Continua a leggere

La fede senza le opere. E le opere senza fede.

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La predicazione sulla giustificazione, nel pensiero di Paolo.

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di Benedetto XVI

Cari fratelli e sorelle,

nella catechesi di mercoledì scorso ho parlato della questione di come l’uomo diventi giusto davanti a Dio. Seguendo san Paolo, abbiamo visto che l’uomo non è in grado di farsi “giusto” con le sue proprie azioni, ma può realmente divenire “giusto” davanti a Dio solo perché Dio gli conferisce la sua “giustizia” unendolo a Cristo suo Figlio. E questa unione con Cristo l’uomo l’ottiene mediante la fede. Continua a leggere

Non c’è grido umano che non sia ascoltato da Dio

Benedetto XVI nella consueta udienza del mercoledì ha parlato della potenza dello Spirito Santo: «che orienta il nostro cuore verso Gesù Cristo, così non siamo più noi a vivere, ma è Cristo che vive in noi». Proseguono le catechesi del Papa sull’insegnamento alla preghiera. In occasione dell’udienza di oggi, Benedetto XVI ha usato le lettere di San Paolo alle prime comunità cristiane, ricordando che non è «un caso che le sue Lettere siano introdotte e si chiudano con espressioni di preghiera». Continua a leggere

E’ veramente risorto

di Piero Gheddo

Fra pochi giorni è Pasqua, la festa della nostra fede, il giorno centrale, fondamentale della nostra fede. Noi siamo cristiani, discepoli di Cristo perché Lui è risorto dalla morte. “Se Cristo non fosse risorto”, dice San Paolo, “vana sarebbe la nostra fede”.

Cosa vuol dire essere cristiano? Credere nella morte e risurrezione di Gesù il Cristo, che cambia la storia dell’umanità e di ogni uomo e cambia, deve cambiare, anche la nostra piccola vita.

Tre livelli di comprensione della Pasqua:  Continua a leggere