Quei poveri che pranzano in chiesa, e l’accusa di “profanazioneˮ

I commenti per gli “ultimiˮ a tavola con il Papa in San Petronio. Avveniva agli inizi del cristianesimo. Accadeva anche a Roma, con Gregorio Magno che serviva a tavola. E nel V secolo si tenne un pranzo per i poveri a San Pietro ammirato da Paolino da Nola
 
Papa Francesco lo aveva detto poco prima durante l’incontro all’Hub Regionale di Bologna: «Da lontano possiamo dire e pensare qualsiasi cosa, come facilmente accade quando si scrivono frasi terribili e insulti via internet». È accaduto anche nel caso della decisione dell’arcivescovo Matteo Zuppi di far mangiare un migliaio di i poveri con Papa Francesco all’interno della basilica di San Petronio.

Commentatori, giornalisti e “hatersˮ di professione, insieme a siti sedicenti cattolici, non si sono limitati a dissentire dalla scelta (critica del tutto legittima), ma hanno come spesso accade esasperato i toni, tirando in ballo addirittura la parola «profanazione». Nessuna sorpresa: se si è arrivati a dare dell’eretico al Pontefice sulla base di presunte eresie che lui mai ha scritto o pronunciate, anche un pranzo con poveri e disagiati sotto le volte di una chiesa può venire presentato come un atto eversivo e gravissimo, un affronto alla sacralità del luogo e un’offesa – anzi una profanazione – del Santissimo Sacramento. Continua a leggere