Comunione spirituale

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“Quando non vi comunicate e non partecipate alla Messa, potete comunicarvi spiritualmente, la qual cosa è assai vantaggiosa… Così in voi si imprime molto dell’amore di Nostro Signore.
(Santa Teresa di Gesù, Cammino di perfezione, cap. 35)
 

La comunione spirituale è una pratica eucaristica consistente nel desiderio di ricevere il santo Sacramento: “è unirsi a Gesù Cristo presente nell’Eucaristia, non già ricevendolo sacramentalmente, ma per un vivo desiderio procedente dalla fede animata dalla carità”.[1]. È l’atto di culto spirituale con cui quanti sono “impossibilitati a ricevere la comunione possono esprimere il desiderio interiore di unirsi con le loro gioie e le loro sofferenze al sacrificio di Gesù Cristo”.[2]
L’impossibilità può essere dovuta al fatto di essere impediti a partecipare alla celebrazione eucaristica oppure dal non poter ricevere la santa Comunione a causa di situazioni di peccato o di altre condizioni oggettive, come ad esempio il digiuno eucaristico richiesto prima della Comunione eucaristica. Continua a leggere

Cristo si sarebbe incarnato se l’uomo non avesse peccato?

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Risposta di Padre Angelo Bellon, dal sito Amici Domenicani
 

Carissimi,
1. San Tommaso dice che “ci sono in proposito opinioni diverse.
Alcuni dicono che il Figlio di Dio si sarebbe incarnato anche se l’uomo non avesse peccato.
Altri invece affermano il contrario.
E quest’ultima opinione pare che sia da preferirsi.
Le cose infatti che dipendono dalla sola volontà di Dio, al di sopra di tutto ciò che è dovuto alle creature, non possono venire alla nostra conoscenza se non attraverso la sacra Scrittura, nella quale la volontà divina ci è manifestata. Siccome dunque nella sacra Scrittura il motivo dell’incarnazione viene sempre posto nel peccato del primo uomo, è meglio dire che l’opera dell’incarnazione fu disposta da Dio a rimedio del peccato, in modo che se non ci fosse stato il peccato non ci sarebbe stata l’incarnazione. La potenza di Dio però non è racchiusa in questi limiti: Dio infatti si sarebbe potuto incarnare anche se non ci fosse stato il peccato” (Somma teologica, III, 1, 3). Continua a leggere

San Tommaso d’Aquino

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Sacerdote e dottore della Chiesa

Roccasecca, Frosinone, 1225 circa – Fossanova, Latina, 7 marzo 1274

Domenicano (1244), formatosi nel monastero di Montecassino e nelle grandi scuole del tempo, e divenuto maestro negli studi di Parigi, Orvieto, Roma, Viterbo e Napoli, impresse al suo insegnamento un orientamento originale e sapientemente innovatore. Affidò a molti scritti impegnati e specialmente alla celebre ‘Summa’ la sistemazione geniale della dottrina filosofica e teologica raccolta dalla tradizione. Ha esercitato un influsso determinante sull’indirizzo del pensiero filosofico e della ricerca teologica nelle scuole dei secoli seguenti. (Mess. Rom.)

Patronato: Teologi, Accademici, Librai, Scolari, Studenti Continua a leggere

San Tommaso d’Aquino

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Sacerdote, Dottore della Chiesa

Tommaso nacque a Roccasecca nel 1225, nel feudo dei conti d’Aquino (Frosinone), da Landolfo, nobile di origine longobarda, e Teodora.
A soli cinque anni fu messo, come oblato, nella vicina Abbazia di Montecassino per ricevere l’educazione religiosa. Era commovente la serietà con cui questo bambino, fissando quei venerandi monaci, con gli occhi ansiosi chiedeva: “Chi è Dio?”.
A dieci anni era già all’Università di Napoli, presso il convento di S. Domenico Maggiore, per compiervi gli studi, e qui, all’insaputa dei suoi, innamoratosi dell’ideale Gusmano, a quattordici anni vestì il bianco abito. Continua a leggere

Il Papa: Fede e ragione non avversarie ma alleate

L’udienza generale del 21 novembre. Solo la fede dà alla ragione il suo orizzonte ultimo

di Massimo Introvigne

Nell’udienza generale del 21 novembre 2012 Benedetto XVI, riprendendo il filo del discorso dal mercoledì precedente, quando aveva parlato della conoscenza di Dio tramite la fede, la quale «permette un sapere autentico su Dio che coinvolge tutta la persona umana» e la guida «oltre le prospettive anguste dell’individualismo e del soggettivismo che disorientano le coscienze», ha proposto un’ulteriore meditazione sulla ragionevolezza della fede. Continua a leggere