Il tavolo della Provvidenza che non resta mai vuoto

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A Milano nella chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio
 
L’idea è semplice quanto efficace. E in fondo non così diversa da tante altre già presenti in moltissime parrocchie italiane: raccogliere alimenti per chi è in difficoltà. Ma il modo con cui l’hanno fatto nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, a Milano, ha indubbiamente un tocco in più di creatività.

In chiesa, dall’inizio della Quaresima, è comparso ben in vista (come da foto) un tavolo, con tanto di tovaglia a quadretti.
Impossibile non vederlo. Ma è ciò che si legge, avvicinandosi, sui due cartelli appoggiati sopra che fa la differenza. Il primo indica il senso: «il tavolo della provvidenza; il secondo – diciamo così – il “modo d’uso”: “Se hai bisogno prendi, altrimenti porta”. Continua a leggere

Tra Expo e movida, la chiesa by night di don Pino

La chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio a Milano

di Marco Respinti
 
Il logorio della vita moderna, certo. I mille impegni, gli appuntamenti, gli affanni. E poi il lavoro e la famiglia, per carità sacrosanta… E allora un posticino per la preghiera, un attimo di meditazione e di raccoglimento, una breve visita al Santissimo in Chiesa? Belle cose, ci mancherebbe; ma chi ce la fa più? Anche per la Messa domenicale scarseggia il tempo. Ci sono i mestieri da sbrigare, i compiti da portare a termine, quel lavoretto che mi manca solo tanto così per finirlo, i parenti da visitare, la gita per svagarsi… Nessuna di queste cose è in sé cattiva, ma tutte assieme rischiano di travolgerci, fornendoci alibi di ferro. Non abbiamo più il tempo e il tempo ci tiranneggia dettando l’agenda. Per questo san Bernardo di Chiaravalle le cose sane e buone (quelle malvage non le prendeva nemmeno in considerazione) la apostrofava così, «maledette occupazioni».

Ma a Milano non ci sono scuse. La chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, costruita sul Naviglio Grande nel 1556 intorno agli ex voto di un’immagine della Madonna (e ricostruita nel 1909 in stile neogotico incompiuto) e per questo nota in dialetto come gesa de la riva, fa gli straordinari nel cuore della nuova movida. Continua a leggere