La famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, “un’autentica scuola del Vangelo”

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All’Angelus papa Francesco propone una serie di “virtù evangeliche” che rafforzano le famiglie: “raccoglimento e preghiera, mutua comprensione e rispetto, spirito di sacrificio, lavoro e solidarietà”. Le famiglie indebolite da “incomprensioni e difficoltà”. La gioia comunicata dalla fede. L’appello per i migranti cubani. Il “grazie” al coro di bambini.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – “Il nucleo familiare di Gesù, Maria e Giuseppe è per ogni credente, e specialmente per le famiglie, un’autentica scuola del Vangelo. Qui ammiriamo il compimento del disegno divino di fare della famiglia una speciale comunità di vita e d’amore. Qui apprendiamo che ogni nucleo familiare cristiano è chiamato ad essere ‘chiesa domestica’, per far risplendere le virtù evangeliche e diventare fermento di bene nella società”.

Papa Francesco ha sottolineato così, prima della preghiera dell’Angelus di oggi, il valore della famiglia e della famiglia cristiana in un momento in cui essa “è soggetta a incomprensioni e difficoltà di vario genere che la indeboliscono”. Continua a leggere

Il Papa: la nostra è la Chiesa dei martiri, uniamoci ai fratelli perseguitati

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“La nostra Chiesa è Chiesa dei martiri”. Nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, soffermandosi sulla lapidazione di Santo Stefano, Papa Francesco ricorda con parole commosse quanti oggi sono perseguitati e uccisi perché cristiani. E sottolinea che ci sono anche “martiri nascosti” che cercano strade nuove per aiutare i fratelli e per questo vengono perseguitati dai “Sinedri moderni”. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, mostra il giudizio del Sinedrio contro Stefano e la sua lapidazione. Da questa scena drammatica si sviluppa l’omelia di Francesco che, nel cuore, porta i volti e le storie di tanti che anche oggi, come il primo martire della Chiesa, sono perseguitati e uccisi solo perché fedeli a Gesù. I martiri, osserva il Papa, non hanno bisogno di “altri pani”, il loro unico pane è Gesù. E sottolinea che Stefano “non aveva bisogno di andare al negoziato, ai compromessi”. Continua a leggere

L’importanza di andare a Messa ogni domenica

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(dal sito papaboys.org)
 
E’ il Giorno del Signore! E’ il tempo adatto per incontrare il nostro Dio! E’ il momento dove la tomba causata dai peccati  si apre per far risorgere il nostro cuore!
 

Quesito – Caro Padre Angelo, sono un ragazzo di sedici anni e da tempo volevo chiederLe qual è l’importanza di andare a messa ogni domenica e non limitarsi a fare una preghiera. La ringrazio. Alberto
 

Risposta – 

Caro Alberto,
la Messa non è una preghiera qualunque. Se così fosse, avresti ragione tu.
Desidero presentarti in dieci punti tutti i beni racchiusi nella Messa, beni per i quali vale la pena di partecipare ad un atto che, in assoluto, è il più grande della storia.
Eccoli.  Continua a leggere

Papa Francesco all’Angelus: «Un cristiano annacquato è come il vino allungato. Non si sa cosa sia»

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L’invito del Santo Padre ai fedeli in Piazza San Pietro: «Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare»
 
Papa Francesco all’Angelus ha detto che «è triste trovare cristiani annacquati, che sembrano il vino allungato e non si sa se sono cristiani o annacquati. Come il vino annacquato, che non si sa se è vino o acqua». E ha aggiunto, con un’altra immagine: «Se il sale diventa scipito non serve più a nulla». Il «sale» dei cristiani annacquati, infatti, ha spiegato il Papa, «ha perso il suo sapore e sono diventati mondani».

«NON CONFORMATEVI A QUESTO MONDO». Le due immagini, quella dei cristiani annacquati e quella del sale scipito, di cui si è servito a braccio il Santo Padre alla preghiera domenicale, sono state scelte per commentare il Vangelo di oggi (Matteo 16, 21-27), dove Gesù annuncia la Sua passione, morte e resurrezione. «È un momento critico – ha detto il Papa – in cui emerge il contrasto tra il modo di pensare di Gesù e quello dei discepoli. Continua a leggere

Durante la Messa meglio niente applausi

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di A. Giuliano, da Avvenire, del 19.06.2014, pag. 25
 
La Messa è finita. Nel sen­so che ormai pare stia an­dando a farsi benedire l’osservanza delle più ele­mentari norme liturgiche. Che non ci sia più religione in alcu­ne celebrazioni eucaristiche è una questione seria. E padre Se­rafino Tognetti, monaco e pri­mo successore di don Divo Bar­sotti alla guida della Comunità dei Figli di Dio, non può fare a meno di rilevarlo in questo pro­vocatorio volumetto. In appen­dice a un testo denso di stupo­re per il paradosso del cristia­nesimo la cui forza si sprigiona nella debolezza («Cercate voi in tutta la letteratura di tutto il mondo, antica e moderna, stu­diate tutte le religioni del mon­do e ditemi se trovate un re­agnello o una divinità che si fac­cia mite, vittima») ecco alcune osservazioni appassionate sul­la realtà sconfortante di certe Messe odierne. Sotto la sua len­te finisce quindi l’uso «ultima­mente in voga» di applaudire in chiesa. Continua a leggere

“Se ognuno di noi non si sente bisognoso della Misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa”

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Papa Francesco, nell’Udienza Generale di oggi, 12 febbraio 2014, in piazza San Pietro, ha condotto la sua catechesi sull’Eucaristia e sul senso e il modo con il quale noi tutti, la domenica a Messa, la viviamo. Ci sono tre indizi, ha detto il Papa per riuscire a capire se viviamo bene l’Eucaristia. Il primo è il pensiero per chi ci sta accanto, nei banchi. Riusciamo a sentirli come fratelli e sorelle? Mi avvicino ai problemi dei più bisognosi? Prego per loro? Il secondo indizio è la grazia di sentirsi perdonati: “Se ognuno di noi non si sente bisognoso della Misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa. Noi andiamo a Messa perché siamo peccatori e vogliamo ricevere il perdono di Gesù”. Il terzo indizio è la coerenza tra liturgia e vita: “Una celebrazione può risultare anche impeccabile dal punto di vista esteriore, bellissima, ma se non ci conduce all’incontro con Gesù, rischia di non portare alcun nutrimento al nostro cuore e alla nostra vita”. Continua a leggere

Gmg: Papa, il cristiano mantiene la speranza, si lascia sorprendere da Dio, vive nella gioia

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Pubblichiamo di seguito l’omelia pronunciata questo mercoledì da papa Francesco durante la Santa Messa celebrata nel Santuario nazionale di Nostra Signora di Aparecida.

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Venerati fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio, Cari fratelli e sorelle!

Quanta gioia mi dà venire alla casa della Madre di ogni brasiliano, il Santuario di Nostra Signora di Aparecida! Il giorno dopo la mia elezione a Vescovo di Roma ho visitato la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, per affidare alla Madonna il mio ministero di Successore di Pietro. Oggi ho voluto venire qui per chiedere a Maria nostra Madre il buon esito della Giornata Mondiale della Gioventù e mettere ai suoi piedi la vita del popolo latinoamericano. Continua a leggere