Coraggio, speranza, grazia e conversione

Papa Francesco

La santità è una strada da percorrere con coraggio, speranza, grazia e conversione. Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 24 maggio 2016 a Casa Santa Marta ha preso spunto dalla Prima Lettura (1 Pt 1,10-16) per ribadire che la santità non si compra, non si vende e non si regala: è un cammino che dobbiamo fare noi in prima persona, in modo irreprensibile e con una conversione quotidiana, dei piccoli comportamenti – ha sottolineato il Santo Padre – come il non sparlare del nostro vicino, del nostro compagno di lavoro. Terminare la giornata magari con la lingua gonfia a forza di morsi, ma andando sempre avanti.

“Questo camminare: la santità è un cammino, la santità non si può comprare, non si vende. Neppure si regala. La santità è un cammino alla presenza di Dio, che devo fare io: non può farlo un altro nel mio nome. Io posso pregare perché quell’altro sia santo, ma il cammino deve farlo lui, non io. Camminare alla presenza di Dio, in modo irreprensibile. E io userò oggi alcune parole che ci insegnino come è la santità di ogni giorno, quella santità – diciamo – anche anonima. Primo: coraggio. Il cammino verso la santità vuole coraggio”. Continua a leggere

Scoprirsi innamorati e nella fragilità amarsi

(dal blog mienmiuaif)

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico
 
Ho sempre immaginato l’innamoramento come un evento concreto, come una lista della spesa: lei possiede questa o quell’altra peculiarità, lui quello o quest’altro difetto; a lei piace fare questo, a lui quest’altra cosa; lei si diverte in un modo, lui in un altro. E nell’incontro di questo e quello si finiva per non scoprirsi innamorati, ma comprati.

L’Amore non si compra, l’Amore non si programma, l’Amore non si prende in affitto o si prenota. Concepire l’Amore come un fatto concreto, limitato al nostro desiderio e alla nostra soddisfazione di felicità, è un atto di brutale violenza verso noi stessi e verso l’altro. Eppure è proprio in questa sottile tentazione che l’uomo cade più spesso, pensando di amare e di usare amore, così come usiamo lo sciacquone del bagno. Continua a leggere

Santa Marta: “Non c’è santo senza passato, non c’è peccatore senza futuro”

Pope Francis celebrating Mass in Santa Marta

Durante l’omelia del mattino, papa Francesco rievoca la storia di re Davide: commette adulteri e delitti ma chiede sempre perdono a Dio e non strumentalizza mai il nome del Signore per fini propri
 
La misericordia è stata esercitata da Dio nei confronti degli uomini da sempre. Già molto prima della venuta sulla terra di Gesù Cristo, la storia personale del re Davide è emblematica di come anche un adultero ed assassino possa diventare profeta e sovrano del popolo d’Israele.

È proprio Davide il protagonista della prima lettura odierna (Sam 16,1-13), in cui papa Francesco, nell’omelia mattutina alla Casa Marta, ha evidenziato come il Signore preferisca scegliere chi ha umiltà e non usa “Dio per vincere una causa propria”.

Saul, ad esempio, viene bocciato perché ha un “cuore chiuso”, mentre la scelta ricade sul pastorello Davide, ultimogenito di Iesse, a dimostrazione che “il Signore vede il cuore”, al contrario degli uomini, spesso “schiavi delle apparenze”. Continua a leggere

Il Papa: Ragazzi siate coraggiosi e controcorrente

papa4_49086973_300 “Siate coraggiosi e controcorrente.. Con Lui possiamo fare cose grandi; ci farà sentire la gioia di essere suoi discepoli, suoi testimoni. Scommettete sui grandi ideali!”.
Lo scrive il Papa nel Messaggio per il giubileo dei giovani, che si svolgerà dal 23 al 25 aprile e coinvolge i ragazzi dai 13 ai 16 anni.

 
Carissimi ragazzi e ragazze,

la Chiesa sta vivendo l’Anno Santo della Misericordia, un tempo di grazia, di pace, di conversione e gioia che coinvolge tutti: piccoli e grandi, vicini e lontani. Non ci sono confini o distanze che possano impedire alla misericordia del Padre di raggiungerci e rendersi presente in mezzo a noi. Ormai la Porta Santa è aperta a Roma e in tutte le Diocesi del mondo.
Questo tempo prezioso coinvolge anche voi, cari ragazzi e ragazze, e io mi rivolgo a voi per invitarvi a prenderne parte, a diventarne i protagonisti, scoprendovi figli di Dio (cfr 1 Gv 3,1). Vi vorrei chiamare uno a uno, vi vorrei chiamare per nome, come fa Gesù ogni giorno, perché lo sapete bene che i vostri nomi sono scritti in cielo (Lc 10,20), sono scolpiti nel cuore del Padre che è il Cuore Misericordioso da cui nasce ogni riconciliazione e ogni dolcezza. Continua a leggere

Non giudicate… ma per favore abbiate giudizio… 

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di Robert Cheaib
 
Mi capita a volte di trovarmi giudicato da alcune persone quando esprimo un mio giudizio su qualche situazione… lo so, sono contraddittori, ma per ora prendiamo la loro obiezione per buona. Si rifanno, infatti, subito alle parole del Signore: «Non giudicate, per non essere giudicati». Ma è proprio vero che il Signore ci chiama a non esprimere giudizio? A non avere una visione? A non discernere i fatti?

Dato che è un problema che non affronto soltanto io, ma che mi è stato sottoposto in varie salse, e per rimanere nel formato di #rispostalvolo [col senno di poi, la risposta non è poi così breve…], formulo la domanda così: è sbagliato giudicare? Continua a leggere

Perché nella Bibbia Dio fa morire così tante persone?

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La Rivelazione è stata progressiva per adattarsi alla comprensione umana
 
di DON ANTONIO RIZZOLO
 
Ma se Dio è Amore e contrario a ogni violenza perché nell’Antico Testamento fa morire così tante persone?

Mauro
 

È un problema che molti si pongono, leggendo la Bibbia. Nell’antichità l’eretico Marcione aveva trovato una soluzione semplicista: basta non considerare parola di Dio l’Antico Testamento e parte del Nuovo. Come superare, invece, questo contrasto e considerare tutta la Bibbia rivelazione di Dio? La costituzione conciliare Dei Verbum ci fornisce i due criteri fondamentali. Continua a leggere

Papa Francesco: Non c’è umiltà senza umiliazione

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Una folla a piazza San Pietro per la domenica delle Palme
 
“Al centro di questa celebrazione, che appare tanto festosa, c’è la parola che abbiamo ascoltato nell’inno della Lettera ai Filippesi: «Umiliò sé stesso».” E’ l’umiltà, e l’umiliazione che sempre ne consegue, al centro dell’omelia di Papa Francesco, oggi, alla domenica delle palme che ha visto una grande folla gremire piazza San Pietro per ascoltare le parole del Pontefice e assistere alla grande, solenne processione. “Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo la storia dell’Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele! Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, il loro Padre, che li aveva fatti uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà. Continua a leggere

Come va interpretato l’Antico Testamento in riferimento a narrazioni di violenza?

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(Quesito tratto dal sito Amici Domenicani)

Come va interpretato l’Antico Testamento, soprattutto in riferimento a narrazioni di violenza e di sterminio?
 
Risposta del sacerdote:

Carissimi Nicola e Alessandro,

1.noi siamo abituati a leggere il vangelo e gli altri scritti del Nuovo Testamento, dove il modo di esprimersi e anche gli stessi contenuti hanno notevoli differenze con larghi passi dell’Antico Testamento. Continua a leggere

La comunione dei santi – S. Teresa Benedetta della Croce

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“Al posto del Tempio di Salomone, Cristo ha costruito un tempio di pietre vive, la comunione dei santi. Lui sta al centro come il grande sacerdote eterno e sul suo altare è lui stesso il sacrifico offerto per sempre. Tutta la creazione è resa partecipe di questa liturgia: i frutti della terra vi sono associati in offerte misteriose, fiori e luci, le tende e il velo del Tempio, il sacerdote consacrato, così come l’unzione e la benedizione della casa di Dio. Non mancano i Cherubini. Le loro figure scolpite facevano la guardia al Santo dei santi. Ora i monaci, loro immagini viventi, vegliano affinché non cessi mai la lode a Dio, sulla terra come in cielo. I loro canti di lode chiamano l’intera creazione fin dall’aurora ad unirsi per magnificare il Signore: monti e colli, fiumi e torrenti, mari e terre con tutti gli abitanti, nuvole e venti, pioggia e neve, tutti i popoli della terra, gli uomini di ogni condizione ed etnia, e infine gli abitanti del cielo, gli angeli e i santi. Dobbiamo unirci anche noi, mediante la nostra liturgia, alla loro lode eterna di Dio. Noi, chi? Non solo i religiosi, ma tutto il popolo cristiano”.
 
S. Teresa Benedetta della Croce
 

«Tutti nasciamo come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie»

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Forse un giorno, neppur troppo lontano, avremo un santo, regolarmente canonizzato, come patrono di internet e protettore di tutti i cybernauti. Già comunque adesso abbiamo un valido intercessore in Carlo Acutis, un ragazzo di 15 anni, “patito” di internet come i suoi coetanei, ma a differenza di tanti di loro, convinto che debba diventare “veicolo di evangelizzazione e di catechesi”. Sul web è ancora presente (www.miracolieucaristici.org), la mostra virtuale progettata e realizzata da lui a 14 anni, che sta facendo il giro del mondo e che testimonia come davvero per Carlo l’Eucaristia è stata la sua “autostrada per il cielo”.

Già, perché Carlo continua ad essere un mistero: con i suoi 15 anni limpidi e solari, con la sua voglia di vivere e la sua prorompente allegria, ma soprattutto con la sua fede che scomoda ed interpella quella di noi adulti. Nasce il 3 maggio 1991 a Londra, dove i suoi genitori si trovano per esigenze di lavoro. Continua a leggere

Cari padri sinodali siate padri per noi

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Le attese di una madre cristiana
 
di Costanza Miriano

(da Avvenire.it)
 
Cari Padri sinodali, sono una figlia della Chiesa e già vi dico che qualunque cosa farete per me sarà fatta bene, per principio. Sono anche una mamma, di quattro figli che stanno crescendo in un mondo entusiasmante – perché vivo e alla ricerca di Dio –, ma sempre più lontano dalla visione cristiana dell’uomo e della storia. Per questo, cari Padri, pensando ai figli miei e a tutti gli altri che crescono in questo tempo, vengo in ginocchio a dirvi che noi, mio marito, io, e tutti quelli che hanno a che fare con questa materia prima grezza e preziosissima che è la vita umana nei suoi primi anni, abbiamo disperato e urgente bisogno di voi. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a dire ai nostri figli che la via proposta da Cristo, quello che noi e tanti altri genitori cristiani cerchiamo di vivere – a fatica, con mille contraddizioni, con la povertà e il limite, ma ci proviamo –, è una cosa buona, e non è un parto della nostra fantasia ma viene da una tradizione di duemila anni, e che, anche se a volte richiede eroismo, è possibile, e il fatto che sia faticoso non è segno che abbiamo sbagliato, perché la croce abbracciata per amore è la via del cristiano alla felicità. Continua a leggere

Le tre armi per sconfiggere il Diavolo: ragione, libertà, dignità. Spettacolare intervista all’esorcista Babolin

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Evitate spiegazioni sensazionalistiche, il Maligno lo si combatte con un «doveroso discernimento». La confusione e la schiavitù dell’istinto, l’amore e il perdono. Da non perdere.
 
Come si sconfigge il Diavolo? Oggi su Avvenire è stata pubblicata un’interessante intervista a don Sante Babolin, esorcista a Padova e autore di un libro appena pubblicato dalle Edizioni Messaggero Padova (L’esorcismo. Ministero della consolazione). Diciamolo subito: l’intervista a Babolin è di notevole interesse soprattutto perché il sacerdote tratta il tema del male e del Maligno rifuggendo spiegazioni sensazionalistiche e, come spesso vediamo sia sulla stampa laica sia su quella cattolica, approfittando del tema per ingenerare più curiosità che comprensione. Continua a leggere

Quattro Papi per la riforma nella continuità

I 4 Pontefici

di Massimo Introvigne
 
La grande «festa della fede» del 27 aprile 2014, come l’ha definita Papa Francesco al Regina Coeli, ha già offerto materia di riflessione anche ai sociologi, che certo continueranno ad analizzarla per qualche tempo. Non è solo il milione di pellegrini a Roma – anche se forse erano di più delle cifre ufficiali – a meritare un’analisi. Ci sono state altre riunioni religiose con folle più grandi: il record è proprio di san Giovanni Paolo II (1920-2005), che radunò cinque milioni di persone a Manila, nelle Filippine, per la Giornata Mondiale della Gioventù del 1995. Colpisce stavolta l’eco planetaria, i maxischermi in tante città, le televisioni di oltre cento Paesi, Internet, la stima di oltre un miliardo di persone che hanno seguito l’evento nel mondo. Manila 1995 fu una festa soprattutto per le Filippine, Roma 2014 è stata una festa mondiale. La partecipazione corale ha coinvolto ortodossi, protestanti, ebrei, perfino alcuni musulmani: e hanno colpito semmai per la loro «separatezza» i pochi irriducibili che si sono chiamati fuori come i Testimoni di Geova, per cui le canonizzazioni sono «riti pagani». Continua a leggere

La santità di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II

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Il 27 aprile, festa della Divina Misericordia istituita proprio da Giovanni Paolo II, la Chiesa eleverà agli onori degli altari due papi che con i loro pontificati hanno plasmato il volto dell’ultimo secolo dello scorso millennio. In questi giorni i postulatori della causa di canonizzazione, ovvero padre Giovan Giuseppe Califano per Giovanni XXII e il presbitero polacco Slawomir Oder  per Giovanni Paolo II, hanno spiegato le caratteristiche della loro santità. La Chiesa è vicina a celebrare un evento unico che testimonia come, di fronte ad un mondo sempre più sordo e ostile nei confronti della cattedra di Pietro, lo Spirito Santo si fa visibile dove è più necessaria la sua forza.

Ciò che caratterizza la vita di san Giovanni XXIII è stata la sua continua ricerca della santità, spiega padre Califano. La santità è stato un proposito coltivato in ogni momento della sua vita fin dall’adolescenza: «Già da giovane seminarista, a 15 anni, scriveva: ‘Io rinnovo il proponimento di volermi fare santo davvero, e lo farò attraverso quattro risoluzioni che propongo di praticare: spirito di unione con Gesù, raccoglimento nel suo cuore, recita del Rosario, essere sempre in tutte le mie azioni presente a me stesso». Continua a leggere

Papa Francesco e le tre tentazioni del demonio. «Il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI!»

Papa Francesco

11 Aprile  2014

«Tutti siamo tentati, perché la legge della vita spirituale, la nostra vita cristiana, è una lotta: una lotta. Perché il principe di questo mondo – il diavolo – non vuole la nostra santità»

Papa Francesco nell’omelia oggi alla Messa alla casa Santa Marta, ha parlato del diavolo. «La vita di Gesù è stata una lotta», ha esordito. «Lui è venuto a vincere il male, a vincere il principe di questo mondo, a vincere il demonio che ha tentato Gesù tante volte, e Gesù ha sentito nella sua vita le tentazioni» come «anche le persecuzioni». Quindi ha avvertito i fedeli: i cristiani «che vogliono seguire Gesù, devono conoscere bene questa verità».

IL DEMONIO CI ATTACCA. «Anche noi siamo tentati, anche noi siamo oggetto dell’attacco del demonio – ha detto il Pontefice -, perché lo spirito del Male non vuole la nostra santità, non vuole la testimonianza cristiana, non vuole che noi siamo discepoli di Gesù. Continua a leggere

La fede nell’arte e nei versi di Michelangelo

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Come abbiamo osservato nel precedente articolo il genio di Michelangelo è men che mai sradicato dalla quotidianità umana, piuttosto da questa scaturisce. La “divinizzazione” letteraria dell’artista, voluta in primis da uno dei suoi più importanti amici ed estimatori, Giorgio Vasari (1551-1574), fu ripresa e travisata dalla storiografia ottocentesca e del primo Novecento. Se sfogliando il suo carteggio emergono virtù cristiane quali la speranza e la carità fraterna, un capitolo a parte merita la fede manifestata da Michelangelo, la quale non solo condizionò la carriera, ma anche le opere e le scelte poetiche dello scultore. In maniera compendiaria abbiamo scelto alcuni dei documenti maggiormente rappresentativi e capaci di restituire lo spirito del nostro scultore e di offrire al lettore un nuovo sguardo sulle sue opere. Continua a leggere

La santità è possibile

Cari fratelli e sorelle,

la nostra celebrazione eucaristica si è aperta con l’esortazione “Rallegriamoci tutti nel Signore”. La liturgia ci invita a condividere il gaudio celeste dei santi, ad assaporarne la gioia. I santi non sono una esigua casta di eletti, ma una folla senza numero, verso la quale la liturgia ci esorta oggi a levare lo sguardo. In tale moltitudine non vi sono soltanto i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca e nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina. Della gran parte di essi non conosciamo i volti e nemmeno i nomi, ma con gli occhi della fede li vediamo risplendere, come astri pieni di gloria, nel firmamento di Dio.

Quest’oggi la Chiesa festeggia la sua dignità di “madre dei santi, immagine della città superna” (A. Manzoni), e manifesta la sua bellezza di sposa immacolata di Cristo, sorgente e modello di ogni santità. Continua a leggere

Il Papa: i cristiani prendano sul serio la propria fede, non vivano all’acqua di rosa

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Tutti i battezzati sono chiamati a camminare sulla strada della santificazione, non si può essere “cristiani a metà cammino”. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Pontefice ha affermato che sempre nella nostra vita c’è un prima e un dopo Gesù, sottolineando che Cristo ha operato in noi “una seconda creazione” che noi dobbiamo portare avanti con il nostro modo di vivere. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Prima e dopo Gesù. Papa Francesco ha svolto la sua omelia, prendendo spunto dal passaggio della Lettera ai Romani incentrato sul mistero della nostra redenzione. L’Apostolo Paolo, ha osservato il Papa, “cerca di spiegarci questo con la logica del prima e dopo: prima di Gesù e dopo di Gesù”. San Paolo considera il prima “spazzatura”, mentre il dopo è come una nuova creazione. E ci indica “una strada per vivere secondo questa logica del prima e dopo”: Continua a leggere

Papa Francesco: “Credo la Chiesa santa”

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Nell’udienza generale del 2 ottobre Papa Francesco, proseguendo le sue catechesi sul «Credo», dopo avere esaminato la settimana scorsa la proposizione «Credo la Chiesa una», ha proposto una meditazione sull’affermazione successiva: «Credo la Chiesa santa».

La santità della Chiesa, ha detto il Papa, «è una caratteristica che è stata presente fin dagli inizi nella coscienza dei primi cristiani, i quali si chiamavano semplicemente “i santi” (cfr At 9,13.32.41; Rm 8,27; 1 Cor 6,1), perché avevano la certezza che è l’azione di Dio, lo Spirito Santo che santifica la Chiesa». Ma oggi come possiamo credere che la Chiesa è santa? Con «uomini peccatori, donne peccatrici, sacerdoti peccatori, suore peccatrici, Vescovi peccatori, Cardinali peccatori, Papa peccatore? Tutti. Come può essere santa una Chiesa così?». Continua a leggere

Servono i miracoli per diventare santi? “L’eccezione” di Giovanni XXIII

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La vastità del culto liturgico già reso al Papa buono e il “santo subito” dei padri del Concilio Vaticano II hanno dispensato Roncalli dal secondo miracolo.
 
Sarebbe bastata la notizia che Giovanni Paolo II diventava ufficialmente santo per la Chiesa insieme a Giovanni XXIII per fare il giro del mondo suscitando l’interesse generale, ma la particolarità che per il “Papa buono” il suo successore Francesco abbia deciso di “soprassedere” sul secondo miracolo prescritto per la canonizzazione ha stimolato ulteriormente la curiosità. Continua a leggere

Intervista ai maestri

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di Stefano Chiappalone

«I libri seri non istruiscono, interrogano», diceva Nicolás Gómez Dávila, e Irene Bertoglio dopo aver letto molti “libri seri” ha deciso a sua volta di interrogarne gli autori nel suo primo volume (per ora…) di Interviste ai maestri. In un mondo che scarseggia di punti di riferimento e pullula di falsi maestri, ben vengano dunque le positive testimonianze raccolte in questo moderno florilegio di combattenti sui più svariati fronti della buona battaglia. Ciascuno troverà maggiore consonanza con questo o quel “maestro”, ma tutti sono «accomunati da una convinzione: nonostante le difficoltà che segnano la vita, esiste un disegno buono sull’essere umano», come nota l’autrice nell’Introduzione, quasi riecheggiando il “c’è del buono in questo mondo” di tolkieniana memoria. Continua a leggere

I cattivi papi e la santità della Chiesa

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Nella vita purtroppo si possono talvolta anche incontrare sacerdoti e vescovi indegni perché mestieranti o moralmente corrotti e per il cristiano coerente con la sua fede questo spettacolo di immoralità di alcuni membri del clero è ovviamente una grande tristezza e c’è l’obbligo morale di pregare per la loro conversione affinché cessi il loro cattivo esempio con il conseguente scandalo per i semplici. Ma che dire quando i corrotti sono proprio coloro che siedono sulla Cattedra di San Pietro? Si obbietta contro la santità della Chiesa l’esistenza di Papi cattivi. Questa Chiesa dunque – si afferma- non è sempre stata una scuola di moralità come invece predica agli altri ( “ Predica bene e razzola male”…), poiché anche alcuni dei suoi Capi supremi furono visti disonorare la Sede pontificia. Continua a leggere

La santità è possibile

Cari fratelli e sorelle,

la nostra celebrazione eucaristica si è aperta con l’esortazione “Rallegriamoci tutti nel Signore”. La liturgia ci invita a condividere il gaudio celeste dei santi, ad assaporarne la gioia. I santi non sono una esigua casta di eletti, ma una folla senza numero, verso la quale la liturgia ci esorta oggi a levare lo sguardo. In tale moltitudine non vi sono soltanto i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca e nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina. Della gran parte di essi non conosciamo i volti e nemmeno i nomi, ma con gli occhi della fede li vediamo risplendere, come astri pieni di gloria, nel firmamento di Dio. Continua a leggere

Chiara, la seconda Gianna Beretta Molla

Proprio nei giorni scorsi avevo pubblicato il documentario su Santa Gianna Beretta Molla (1922-1962), e vengo a conoscenza di questa incredibile, toccante storia di vita dei nostri giorni (molto simile a quella di Santa Gianna).
Non si può non rimanere profondamente colpiti, commossi, segnati da questa vicenda. Un’altra straordinaria e luminosa testimonianza di Fede vissuta, che dà senso al dolore e alla vita. Continua a leggere…