A 11 anni è laureato in Fisica: «Dio esiste, serve più fede per dire l’opposto»

Bambino prodigio. William Maillis è un rarissimo genio e ha già le idee chiare sul mondo che lo circonda. Ecco la sua storia.
 
(UCCR, 15.10.18)
 
Poco più di due anni fa, William Maillis salì in piedi su una sedia dietro ad un leggio, modificò l’angolazione del microfono e recitò un passo greco della Bibbia prima di decostruire una citazione del filosofo francese René Descartes. Aveva 9 anni. Così iniziava il suo percorso alla Penn-Trafford High School in Pennsylvania.

Oggi ha 11 anni e quest’estate si è laureato mentre i suoi coetanei stanno terminando la quinta elementare. Venne ritenuto un bambino prodigio fin da quando aveva 5 anni, anche se si ebbero i primi sospetti quando iniziò a parlare con frasi strutturate all’età di 7 mesi, a far di conto all’età di 2 anni, a parlare tre lingue all’età di 3 anni e ad imparare l’algebra all’età di 4 anni (c’è un video su Youtube in cui risolve in diretta le equazioni). La psicologa Joanne Ruthsatz ha studiato il suo caso e ha concluso dicendo che i bambini come lui sono circa 1 su 10 milioni.

Non tutto è facile, William soffre di solitudine e isolamento in quanto fatica a sentirsi accettato dai suoi coetanei e dai ragazzi più grandi, suoi compagni di studi. Un altro grande ostacolo è che la formazione scolastica non è sufficientemente stimolante per la sua mente così attiva. Il padre è il reverendo Peter Maillis, pastore della Chiesa ortodossa, che ha raccontato anche la passione per la storia del figlio William. Il professore di storia ha spiegato come a volte lasci la parola al giovane talento su temi storici che lo appassionano molto: la Grande Depressione, l’ascesa del razzismo in Europa, la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra Fredda ecc. Per lui la storia è un hobby«Mi piace teorizzare», ha spiegato William. «Ad esempio immagino cosa sarebbe accaduto se la Francia avesse vinto la Guerra dei sette anni, o se la Germania vincesse la prima guerra mondiale». Continua a leggere

Scienza e fede, Bergoglio: l’armonia porta alla conoscenza e alla sapienza

Con i partecipanti alla summer school di astrofisica della Specola vaticana papa Francesco cita Dante e augura che il loro lavoro sia «mosso» dall’amore per la verità e per l’universo

C’è la scienza, che mira a «conoscere l’universo», c’è «un altro sguardo, quello metafisico, che riconosce la Causa Prima di tutto, nascosta agli strumenti di misurazione», e «un altro sguardo ancora, quello della fede, che accoglie la Rivelazione». Piani diversi ma niente affatto incompatibili, per papa Francesco, che con i partecipanti alla summer school di astrofisica della Specola vaticana ha sottolineato che «l’armonia di questi diversi piani di conoscenza ci conduce alla comprensione, e la comprensione – speriamo – ci apre alla Sapienza».

La scuola estiva, dedicata quest’anno alle «stelle variabili nell’era dei grandi dati», si svolge dal 4 al 29 giugno a Castelgandolfo, la sede storica dell’Osservatorio astronomico della Santa Sede gestito dai Gesuiti (il direttore, oggi, è fratel Guy Consolmagno) fin da quando, negli anni Trenta, l’aumento delle luci elettriche aveva reso il cielo di Roma così luminoso da rendere impossibile l’osservazione delle stelle più deboli. Come è noto, peraltro, a causa del dilatarsi continuo della città di Roma e dei suoi dintorni, anche il cielo della cittadina laziale che affaccia sul lago Albano si è fatto così luminoso da costringere gli astronomi del Papa a fondare a Tucson, nel deserto statunitense dell’Arizona, il Vatican Observatory Research Group.

«Provenite da tanti Paesi e da culture diverse, e avete specializzazioni differenti», ha detto il Papa a professori e studenti della summer school. «Questo ci ricorda come la diversità possa unire per un obiettivo comune di studio, e come il successo del lavoro dipenda anche da tale diversità, perché è proprio dalla collaborazione tra persone di diversi retroterra che può venire una comprensione comune del nostro universo». Anche quanto al tema scelto quest’anno, le «stelle variabili», si tratta, ha notato Francesco, di studi che «provengono dallo sforzo collaborativo di molte nazioni e dal lavoro comune di molti scienziati» ed «è solo lavorando insieme, in squadra, che potete dare un senso a tutte queste nuove informazioni. L’universo è immenso e, man mano che cresce la nostra comprensione di esso, aumenta anche la necessità di imparare a gestire il flusso di informazioni che ci giungono da tante fonti. Forse – ha detto il Papa – il modo in cui gestite una tale quantità di dati può dare speranza anche a coloro che nel mondo si sentono travolti dalla rivoluzione informatica di Internet e dei social media». Continua a leggere

L’età e le dimensioni dell’Universo non sono un’obiezione a Dio, anzi!

Universo

L’Universo esiste da miliardi di anni e l’esistenza umana sembra davvero un semplice blip sul calendario cosmico, esistono un gran numero di galassie, enormi quantità di stelle, pianeti e altre entità astronomiche, la terra stessa ha miliardi di anni eppure gli esseri umani hanno iniziato ad esistere solo da un periodo relativamente recente di tempo.

Queste evidenze scientifiche sono statisticamente le più trattate dalle persone di fede atea quando giustificano la loro posizione esistenziale. Eppure, è proprio attraverso la ricerca scientifica che si può replicare: John Barrow e Frank Tipler, nel loro capolavoro intitolato “Il principio antropico” (Adelphi 2002), hanno ben spiegato che le dimensioni e l’età dell’Universo sono proprio ciò che dovremmo aspettarci di osservare. Infatti, un universo corrispondente a dati differenti sarebbe rimasto vuoto e disabitato poiché in un tempo più breve di 15 miliardi di anni gli elementi pesanti (ossigeno e carbonio), indispensabili sia per la costituzione della terra che per i composti organici di cui è fatta la materia vivente, non avrebbero avuto il tempo e lo spazio necessari per formarsi in quantità sufficiente nelle nucleo-sintesi stellari. Continua a leggere

L’Universo ordinato e sintonizzato rimanda all’intelligenza del Creatore

Nella tradizione cristiana e cattolica, il tema della perfezione dell’ordine del cosmo (che non a caso significa“ordine”, in greco) come rimando all’intelligenza del suo Creatore, e dunque prova della sua esistenza, è presente da secoli.

Nel libro della Sapienza si legge “Tu hai disposto ogni cosa con misura, calcolo e peso” (Sap 11,20). Similmente San Paolo: “Le sue [di Dio] perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute” (Rm 1,20). Così anche San Tommaso: “La quinta via si desume dal governo delle cose. […] Vi è dunque un qualche essere intelligente, dal quale tutte le cose naturali sono ordinate a un fine: e quest’essere chiamiamo Dio” (Summa Teologica Iª q. 2 a. 3 co.). Continua a leggere

Il fisico Roberto Cingolani: «se penso all’Universo annuso la trascendenza»

Roberto Cingolani

Segnaliamo una bella intervista del giugno scorso a Roberto Cingolani, fisico italiano e direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT).

Il noto scienziato si è soffermato sui contenuti dell’enciclica di Francesco, “Laudato sì”, nella quale il Papa ha riflettuto anche sul ruolo della scienza e della tecnologia, nonché di argomenti come il clima, l’ecologia e l’inquinamento che rovinano la Creazione di Dio. «Chi trova strano che un Papa parli di scienza non ha letto l’enciclica, perché io, al contrario, vi ho riscontrato un atteggiamento molto scientifico», ha spiegato Cingolani. Nemmeno «vedo un atto d’accusa in quanto l’obiettivo della scienza non era la deriva che il Papa descrive e che è sotto gli occhi di tutti. Semmai, l’accusa ricade sullo sciagurato uso che l’uomo fa delle conoscenze scientifiche e sulla mancanza di una cultura della sostenibilità». Continua a leggere

La scienza non contraddice la fede, se è scienza vera. Scaricate gratis un bel libro di Agnoli e Pennetta

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da Il Timone
 
L’autentica ricerca scientifica non è affatto in contrasto con la fede cattolica. Anzi, molti dei grandi luminari della scienza sono stati dei sinceri credenti, in più di un caso addirittura sacerdoti.

Un caso da manuale è quello di Lazzaro Spallanzani e di Gregor Mendel, studiosi decisivi per il progresso della conoscenza umana e grandi credenti. Solo che il più delle volte non ci vengono presentati così, soprattutto non viene sottolineata la dimensione religiosa della loro esistenza e della loro opera. Continua a leggere

Il prof. Enrico Bombieri, medaglia Fields: «la matematica rinforza la certezza di Dio»

Enrico Bombieri

Qualcuno farà fatica a crederci, ma il più importante matematico italiano non lo conosce nessuno. O, almeno, nessuno al di fuori del mondo scientifico. Il suo nome è Enrico Bombieri, l’unico italiano ad aver vinto la medaglia Fields, che corrisponde al Nobel dei matematici. Insegna presso l’università di Princeton, negli Stati Uniti.

L’ottimo Francesco Agnoli ha recentemente intervistato il prestigioso matematico, il quale ha riflettuto a lungo sul rapporto tra scienza e metafisica, spiegando: «Per me la matematica è un modello della verità sia pure un modello assai ristretto da chiare regole di consistenza, che ci dice che una Verità assoluta (con la V maiuscola) deve esistere anche se non possiamo comprenderla». E ancora: «Cercare di giustificare l’esistenza di Dio con la matematica mi rammenta la storia che si racconta di sant’Agostino ancor che, passeggiando in riva al mare meditando sul mistero della Trinità, vide un fanciullo con un piccolo cucchiaio con il quale raccoglieva l’acqua del mare e la versava con cura nel suo secchiello. Sant’Agostino chiese: ‘Bimbo, cosa stai facendo?’ e il fanciullo rispose: ‘Sto contando quanta acqua c’è nel mare’. ‘Ma questo e impossibile!’, replicò sant’Agostino. E il fanciullo: ‘Comprendere il mistero della Trinità è più difficile’. La matematica, che è la scienza della verità logica, certamente ci aiuta a comprendere le cose ed è naturale per un matematico che crede in Dio, qualunque sia la sua denominazione, di riconciliare il concetto dell’esistenza di Dio con la sia pure limitata verità che proviene dalla matematica». Continua a leggere

Sindone, scienza e fede. «È come affacciarsi sulla soglia del mistero della Risurrezione»

SINDONE: 300 MALATI IN PREGHIERA DAVANTI AL TELO

La Sacra Sindone sarà esposta dal 19 aprile al 24 giugno. Intervista a Emanuela Marinelli sindologa di fama internazionale

Dal 19 aprile al 24 giugno a Torino ci sarà l’ostensione della Sindone. Tra i “pellegrini” ci sarà anche papa Francesco, che visiterà il capoluogo piemontese domenica 21 e lunedì 22 giugno. Emanuela Marinelli è sindologa di fama internazionale, da quasi quarant’anni impegnata nello studio del Sacro Telo.

Professoressa, come è nata la sua passione per la Sindone?
Studio la Sindone da 38 anni, da quando vidi in tv un servizio che parlava delle ricerche di Max Frei, il direttore del laboratorio scientifico della polizia di Zurigo. Questo botanico aveva scoperto sulla Sindone granuli di polline provenienti da piante desertiche che fioriscono in epoche diverse in Palestina, altri di piante della Turchia dell’Est, altri dei dintorni di Costantinopoli, altri ancora di specie esistenti in Francia e in Italia, e questo confermò le verosimili tappe storiche del Telo. Continua a leggere

Addio a Charles Townes, il premio Nobel per la fisica che si inginocchiava di fronte al mistero di Dio

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di Francesco Agnoli
 
E’ morto Charles Townes. Il Corriere della sera lo descrive così:

«Scienziato poliedrico e interessato ai rapporti fra scienza e religione, è stato uno dei pionieri nel campo dell’astronomia a infrarossi. Insieme a un team di colleghi fu il primo a scoprire molecole complesse nello spazio ed è accreditato per aver determinato la massa di un buco nero supermassivo al centro della Via Lattea».

Vediamo qualcosa di più riguardo ai suoi interessi al rapporto scienza e fede.

Charles Townes aveva vinto il Premio Nobel per la Fisica nel 1964; era membro della Pontificia Accademia delle Scienze; aveva vinto anche il Premio Templeton, per «contributi alla comprensione della religione». Ricevendo il Templeton aveva dichiarato che «lo sviluppo concreto della scienza fu possibile grazie alla religione monoteista» e che «lo stesso concetto di un universo governato in modo ordinato da un Dio era un presupposto per lo sviluppo delle leggi scientifiche». È stato autore di un saggio, La convergenza tra scienza e religione, pubblicato su IBM Journal Think e sul Mit Alumni Journal. In Italia ha partecipato al Meeting di Rimini del 2009. Continua a leggere

Fabiola Gianotti: «Io credo in Dio, scienza e fede sono compatibili»

Fabiola Gianotti

Dal 1 gennaio 2016 l’italiana Fabiola Gianotti è direttore generale del CERN di Ginevra, è il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Un ruolo certamente meritato anche per aver enormemente contribuito alla scoperta del bosone di Higgs.

La Gianotti viene definita la “signora della scienza”, ed è senza dubbio tra gli scienziati più noti al mondo. Il 6 gennaio scorso è stata ospite della trasmissione Otto e mezzo”, condotta dalla faziosa Lilli Gruber. In collegamento da Ginevra (il video lo trovate qui sotto), la Gianotti ha risposto a molte domande sulla fisica delle particelle così come alla richiesta sul rapporto tra scienza e fede: «la scienza e la religione devono restare su due strade separate», ha risposto la Gianotti, «la scienza si basa sulla dimostrazione sperimentale e la religione si basa su principi completamente opposti, cioè sulla fede, tanto più benemerito chi crede senza aver visto. E la scienza non potrà mai dimostrare l’esistenza o la non esistenza di Dio».   Continua a leggere

Big Bang, un’idea nata…dalla Chiesa

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di Giuliano Guzzo
 
Il grande risalto avuto dalle parole di papa Francesco il quale, intervenendo alla Pontificia Accademia delle Scienze nella Casina Pio IV ai Giardini Vaticani, ha dichiarato che il Big Bang «non contraddice l’intervento creatore divino, ma lo esige», lascia intendere che si sia trattato dell’ennesima “apertura” del pontefice argentino. In realtà così non è – né può essere – dato che nel 1927 fu un astronomo gesuita, padre Georges Lemaître (1894 –1966), il primo a formulare tale ipotesi, allora chiamata dell’atomo primigenio. E la Chiesa che fece? Perseguitò forse padre Lemaître come (non) fece, anche se molti ancora lo pensano, con Galileo? Nient’affatto. Infatti non solo l’ipotesi del gesuita venne progressivamente accolta – «Tutto sembra indicare che l’universo materiale ha preso, da tempi finiti, un potente inizio» disse nel novembre 1951 papa Pio XII (1876-1958) -, ma pochi anni dopo, nel 1939, venne eletto membro della Pontificia Accademia delle Scienze, della quale, dal marzo 1960, fu anche presidente sino alla morte. Continua a leggere

Creazione, evoluzione e Magistero della Chiesa Cattolica

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Intervista al professor Rafael Pascual, LC

ROMA, venerdì, 2 dicembre 2005 (ZENIT.org).- Circa l’origine del mondo, padre Rafael Pascual sostiene che “evoluzione e creazione di per sé possono essere compatibili”, tanto da poter parlare di una “creazione evolutiva”, ma che tuttavia la “Bibbia non ha una finalità scientifica”.

Tempo fa l’Arcivescovo di Vienna, il Cardinale Cristoph Schönborn, aveva innescato il dibattito su questo argomento in un articolo apparso sul New York Times (7 luglio 2005), in cui sosteneva che è Dio, attraverso un “disegno intelligente, il vero artefice dell’evoluzione” e che “le teorie scientifiche che cercano di giustificare l’apparire del disegno come risultato del caos e della necessità non sono affatto scientifiche”. Continua a leggere

Il Papa: nuova denuncia della tecnocrazia

Il Papa all’Università Cattolica: con la tecnocrazia si rischiano conseguenze imprevedibili

Il 3 maggio 2012 Benedetto XVI si è recato in visita alla sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Con l’occasione, il Papa ha offerto una nuova riflessione sulla tecnocrazia, un tema che da tempo lo preoccupa e che occupa un ruolo di rilievo nell’enciclica Caritas in veritate. Continua a leggere