La vita e il “libro del mistero”

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di Francesco Agnoli
 
In una delle su poesie più belle, Il Libro, Giovanni Pascoli esordisce così: “Sopra il leggio di quercia è nell’altana/aperto, il libro”. La quercia è antica, il libro è lì per essere letto. Gli uomini ci si avvicinano e lo sfogliano – indietro, avanti, avanti, indietro-, “ad inseguire il vero”. Quale uomo rinuncia totalmente a leggere il libro? Cercare di capire qualcosa è un obiettivo di tutti. Quando soffriamo, o quando si incontra la morte di un caro, o di un bambino, o il male della guerra, urliamo: perché?

L’ultimo verso della poesia di Pascoli recita così: “sotto le stelle, il libro del mistero”. Come se per il poeta fosse il cielo il garante del senso. Come se proprio per questo, il libro fosse leggibile, almeno in parte, anche dall’uomo.
La metafora del libro ha una lunga storia. La troviamo già in sant’Agostino: “Altri, per trovare Dio, leggono un libro. È un gran libro la stessa bellezza del creato… Dio non ha tracciato con l’inchiostro lettere per mezzo delle quali tu lo potessi conoscere… Gridano verso di te il cielo e la terra: “Io sono opera di Dio””. Continua a leggere

Maurice Caillet, confessione di un massone

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Attratto dall’occultismo, è diventato un massone. Profondamente ateo, ha vissuto una trasformazione tanto inattesa quanto decisiva.
 
Essere un massone ha facilitato la mia crescita professionale. Eppure, nel 1983, mi sono ritrovato in gravi difficoltà lavorative. Nello stesso periodo, la salute di mia moglie Claude cominciava a destarmi sempre più preoccupazioni. Aveva gravi e dolorosi problemi di digestione. Non toccava quasi più cibo. Nessuna terapia, né scientifica né occulta, riusciva a guarirla. Proposi a Claude di lasciare la Bretagna per qualche giorno e andare a Font-Romeu, contando sui benefici di un cambio di clima. All’inizio di febbraio del 1984 la portai, distesa, in macchina. Sfortunatamente, dovette rimanere a letto per tutto il soggiorno. Continua a leggere

Ugo Amaldi, quando le equazioni parlano di Dio

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Nel 2012 al Premio internazionale della Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa ricorrono tre anniversari: il trentesimo compleanno del Premio, i cinquant’anni dalla fondazione del Comune dei Giovani, i cent’anni dalla nascita di Don Didimo Mantiero.
«Fin da quando è nato 30 anni fa, il Premio alla Cultura Cattolica della città di Bassano ha sempre avuto come obiettivo quello di indicare al pubblico delle personalità che, nel loro specifico ambito di competenza, abbiano saputo “fare della fede cultura”, come diceva Papa Giovanni Paolo II. Continua a leggere