Santo Sepolcro: gli archeologi dicono che gli evangelisti avevano ragione

 Cos’ha rivelato l’apertura della lastra di marmo dell’Edicola
 
Il 20 ottobre 2016 ha avuto luogo uno degli eventi più straordinari degli ultimi secoli: l’apertura della lastra di marmo che custodiva il luogo in cui secondo la tradizione si trovava la tomba di Gesù, all’interno della basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Sotto la lastra ce n’era un’altra, anch’essa di marmo grigio, con una fessura sul lato e una croce di Lorena. Molto probabilmente risale all’epoca delle Crociate, dall’inizio del XII secolo.

Rimossa la seconda lastra è emersa la sorpresa, in base a testimonianze raccolte da varie fonti. Proprio sotto questa lastra è stato infatti scoperto un elemento fondamentale del sito: una panca di pietra scavata nella roccia e collegata direttamente alla parete verticale, sempre scavata nella roccia dietro di essa.

Le cronache dei viaggiatori medievali come Félix Faber (1480), che vide l’Edicola senza l’attuale copertura marmorea, testimoniano che il banco e la parete formavano un unico pezzo di pietra, che corrisponde al muro nord della piccola stanza, il luogo tradizionalmente venerato come la tomba di Gesù. Continua a leggere

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

Qumran, tra misteri e conferme. «Differenze minime tra la Bibbia dei rotoli e la nostra»

di Domenico Agasso Jr.
 
È una scoperta importante perché dimostra «come la comunità degli esseni che viveva sulla terrazza rocciosa proprio al di sopra delle grotte fosse straordinariamente attiva e che produsse una gran quantità di documenti, molti dei quali probabilmente sono ancora da trovare». Simone Venturini, docente di Scienze bibliche presso l’Università della Santa Croce di Roma e officiale presso l’Archivio segreto vaticano, commenta così l’impresa dell’équipe internazionale di Oren Gutfeld e Ahiad Ovadia, archeologi della Hebrew University di Gerusalemme, e Randal Price della Liberty University della Virginia (Usa): il ritrovamento della «Grotta 12 di Qumran (Q12)».

Qumran è la celebre località sulla riva occidentale del Mar Morto, in Palestina, all’interno del territorio dell’attuale stato di Israele, vicino alle rovine di Gerico, in cui, in undici grotte, sono stati trovati documenti biblici, i cosiddetti «manoscritti del Mar Morto». Continua a leggere

In quale testo Gesù è citato per la prima volta?

In quale testo Gesù è citato per la prima volta?

Risale a 2000 anni fa. Per gli studiosi è autentico e rivela il legame tra Cristo e Re Davide
 
Gesù e gli apostoli Giacomo, Pietro e Giovanni. Sono tutti citati in quello che, secondo alcuni studiosi, è il più antico testo esistente in cui si parla del Cristo. Sono alcune tavolette di metallo unite con degli anelli, un libretto scritto con un codice particolare che sarebbe stato tradotto come riporta il Daily Mail (30 novembre).
 
LA SCOPERTA IN GIORDANIA
 
La scoperta in realtà risale al 2008, quando un beduino ritrovò questo manufatto in una vallata dell’attuale Giordania, che secondo gli esperti corrisponde al territorio in cui si rifugiarono i cristiani di Gerusalemme dopo la distruzione della città nel 70 dopo Cristo. Continua a leggere

Ritrovato un documento cristiano di oltre 1.500 anni che parla dell’Eucaristia

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Il papiro, di origine egiziana e scritto in greco, riporta varie citazioni bibliche
 
In una conferenza sulla sua collezione di papiri svoltasi il 4 settembre, la Biblioteca John Rylands dell’Università di Manchester (Gran Bretagna) ha reso nota una grande notizia: la professoressa e storica Roberta Mazza ha rinvenuto un documento del VI secolo scritto in greco che descrive l’Eucaristia e rimanda ai primi cristiani.

Mazza, ricercatrice dell’Istituto di Ricerca John Rylands, fondato di recente, si trovava nella biblioteca omonima – ritenuta la più grande del Regno Unito e che ospita il cosiddetto frammento di San Giovanni, l’originale più antico del Nuovo Testamento – per analizzare e classificare alcuni delle migliaia di frammenti di documenti storici inediti che vi sono conservati quando ha effettuato il ritrovamento. Continua a leggere

La scienza laica scopre i resti “fossili” del Big Bang. Proprio come diceva il gesuita Lemaître 100 anni fa

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Con grande enfasi sta girando in tutto il mondo la notizia che, grazie a un potentissimo telescopio che scruta il cosmo dal Polo Sud, la scienza ha finalmente scoperto le tracce “fossili” del Big Bang da cui tutto ha avuto inizio, confermando quanto fino a oggi è stato supposto.

Ma chi aveva supposto tutto ciò un secolo fa – ricorda opportunamente Enzo Pennetta – è stato l’astronomo e fisico belga George Lemaître (1894-1966), padre gesuita. Che subito venne però deriso da Albert Einstein, il quale bollò come “abominevole” quella sua ipotesi giudicandola troppo simile al racconto biblico del Genesi.

Nessuno ricorda infatti che fu proprio padre Lemaître a ideare per primo quella teoria poi di enorme successo nota come Big Bang che oggi in buona sostanza si vorrebbe invece far passare come l’ipotesi fredda e razionale di una origine del cosmo laica e indipendente da ogni prospettiva religiosa. Continua a leggere

L’uomo è più antico di quanto si pensi. Scoperta sballa le cronologie accettate

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Scoperto nel giacimento di Atapuerca, in Spagna, il Dna umano più antico della storia. Una ricerca realizzata in collaborazione con l’Istituto tedesco Max Planck di Antropologia Evolutiva, ha consentito di ricostruire con nuove tecniche la sequenza del genoma mitocondriale quasi completo di resti umani datati 400.000 anni, conservati nel sito paleontologico di Atapuerca, a 20 km da Burgos, uno dei più importanti in Europa perché custodisce testimonianze dello stile di vita degli ominidi di milioni di anni fa.

Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista ‘Nature’, il genoma corrisponde a un femore di 400.000 anni fa, (l’antico proprietario è classificato come Homo heidelbergensis) il fossile umano più antico di cui è stato ritrovato il Dna. Nell’articolo si sottolinea che solo nel permafrost (suolo glaciale) si è recuperato in passato Dna di tale antichità, ma non umano. Continua a leggere

Il Vangelo di Marco si basa sulla testimonianza di Pietro

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All’estero, sopratutto in America, tantissimi studiosi del cristianesimo primitivo hanno un loro blog personale in cui pubblicano documenti, riflessioni, rispondono a domande e dialogano tra loro. Storici, teologi, biblisti, studiosi del Nuovo Testamento di diverso orientamento: cattolici, agnostici, protestanti, ebrei.

E’ molto interessante seguire il dibattito, in particolare recentemente sul blog di Larry W. Hurtado, noto docente di Nuovo Testamento presso l’Università di Edimburgo, è apparso uno scambio epistolare tra lui e Richard Bauckham, tra i maggiori biblisti americani, docente all’University of St Andrews e membro della British Academy e della Royal Society of Edinburgh. Continua a leggere

La vera tradizione

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di Mauro Leonardi
11-02-2014

Si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi… Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – ….– quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra,ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». (Mc 7, 1-13)
 
Nella sua etimologia la parola tradizione ha l’idea del movimento, del dono, del cambiamento nella fedeltà. Continua a leggere