Corti e quella bellezza nata da verità e amore

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di Cesare Cavalleri
 
Accostarsi alla letteratura, al romanzo, significa incontrare una persona, lo scrittore. Accostarsi al Cavallo rosso, significa incontrare Eugenio Corti che si è riversato nella narrazione. Louis Aragon ha spiegato la differenza tra la letteratura e le altre forme di comunicazione: quando ascoltiamo musica, o navighiamo in internet, musica e rete sono fuori di noi, ma quando leggiamo un libro, dopo poche righe già pensiamo con il pensiero dell’autore. Il pensiero redatto nella forma del libro diventa il nostro pensiero. Noi sogniamo, per così dire, il sogno dell’autore e, nel caso di Corti, questo sogno è veritiero, coinvolgente, incessante perché il Cavallo rosso è un romanzo di più di mille pagine costruito magistralmente con piccoli stacchi, brevi sequenze e quando si comincia a leggerlo non ci si stacca più. E il lettore pensa con il pensiero dell’autore. […] Continua a leggere

È morto Eugenio Corti. L’autore del “Cavallo rosso” che scriveva «per tradurre in bellezza»

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Il grande romanziere si è spento ieri sera intorno alle 22. Diceva di sentirsi, ancora a novant’anni, un soldato. «Perché è questo lo spirito con cui dovrebbe vivere ogni buon cristiano: “Militia est vita hominum super terra”»

Si è spento ieri sera intorno alle 22, Eugenio Corti, grande scrittore autore del capolavoro Il cavallo rosso. Corti, nato a Besana Brianza il 21 gennaio 1921, era non solo un apprezzato romanziere e autore di testi teatrali, ma anche saggista e intellettuale. Di recente, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, gli aveva conferito la Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte. Sebbene il mondo della grande cultura gli abbia conferito giusti riconoscimenti solo in età tardiva, Corti è stato autore di successo. Il cavallo rosso, pubblicato per la prima volta nel 1983, vanta innumerevoli ristampe e traduzioni (anche in lituano, rumeno e giapponese). Continua a leggere

Ripartire dall’umano con padre Brown

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di Giovanni Fighera
 
Lo scrittore inglese G.K. Chesterton è senz’altro uno dei protagonisti del Meeting di Rimini 2013. A lui è dedicata una mostra, uno spettacolo teatrale e la presentazione della nuova edizione italiana del suo romanzo “Uomo Vivo” (Manalive), ad opera dell’editrice Lindau. In un appuntamento dedicato all’«Emergenza uomo» risalta l’opera di uno scrittore che ha avuto la capacità di leggere l’umano nel profondo. Come dimostrano, ad esempio, i racconti di padre Brown.

Ogni volta che si legge un racconto di Chesterton su padre Brown, il lettore riparte da zero, come se da ogni fatto derivasse tutto il resto: ex uno omnia. Non orpelli inutili o abbellimenti fini a se stessi, ma tanta essenzialità, acuta intelligenza, vivo spirito di osservazione caratterizzano le storie del minuto prete cattolico, «ingenuo e impacciato all’apparenza», che cerca non il «criminale da punire, ma l’uomo da far ricredere e l’anima da recuperare». Continua a leggere

Due libri a difesa dell’uomo comune

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[tratto dal sito uomovivo.blogspot.it ]
 
Fabio Trevisan ci parla de “L’Uomo Comune” e “Ciò che non va nel mondo”
 
La meritoria iniziativa della Casa editrice Lindau di dare continuità alle pubblicazioni del grande scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) ci permette di accostare temi ricorrenti ed importanti nell’opera del saggista e romanziere londinese, al di là di logori schemi ideologici che vorrebbero collocare ed inquadrare le sue opere secondo categorie pre-confezionate e quindi pregiudizievoli alla comprensione dei testi.I due saggi a difesa dell’uomo comune che ci accingiamo a recensire per stimolarne una proficua ed attenta lettura sono “L’Uomo Comune” e “Ciò che non va nel mondo“. Dotato di un naturale temperamento artistico (soprattutto nella pittura e nella poesia) che gli permise di fruire di una vasta e fertile immaginazione, Chesterton  era altresì provvisto di un incredibile talento per l’essenzialità della verità filosofica, che partiva dalla constatazione sorprendente e meravigliosa dell’ovvio e della semplicità dell’uomo comune. Continua a leggere

Chesterton/ Quella “profezia” sui banchieri di Wall Street

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di Paolo Gulisano

Gilbert Keith Chesterton non è uno scrittore del secolo passato, ma del futuro prossimo. Nella produzione decisamente abbondante, consona al suo autore, che ci ha lasciato, accanto alle ben note opere narrative, tra le quali spiccano i racconti di Padre Brown, nonché i romanzi, ricchi di immaginazione fantastica, da Il Napoleone di Notting Hill a L’Osteria Volante a L’uomo che fu Giovedì, troviamo una produzione saggistica assolutamente eccezionale: il suo talento ebbe modo di sfornare opere come Ortodossia o le biografie di santi come Francesco d’Assisi e Tommaso d’Aquino, e altro ancora. Continua a leggere

La ricerca del Graal non si fa da soli

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di Giovanni Fighera

Se chiediamo ai ragazzi se abbiano sentito nominare le storie di Lancillotto e Ginevra o la storia del Sacro Graal, molto probabilmente risponderanno di sì. Se, però, chiederemo loro se abbiano studiato lo scrittore francese Chrétien de Troyes (1135-1190 ca), se abbiano letto almeno qualche riga dal Lancillotto o il cavaliere della carretta o dal Perceval, dall’Erec et Enide o dall’Yvain, quasi sicuramente la loro risposta sarà negativa. Raramente gli insegnanti di Letteratura italiana dedicano qualche ora di lezione a questo autore. E pensare che Chrétien de Troyes è uno degli scrittori più importanti del Medioevo, forse il più grande prima dell’avvento di Dante. Continua a leggere