Alessandro D’Avenia: «Il celibato è una scelta, a volte fare l’amore è dare una carezza»

Lo scrittore della fragilità parla del nuovo libro e fa un bilancio dei suoi 40 anni. «Sono innamorato di Dio e delle persone. E quando vivi un sentimento così profondo che fai? Te lo tieni stretto»
 
«Ancora adesso, a quarant’anni anni, mi sorprende il modo in cui i miei genitori mi dimostrano che per loro sono importante. Questo mi dà una forza che nessuno può togliermi», dice Alessandro D’Avenia e racconta della mattina di un mese fa — il 2 maggio, giorno del suo compleanno — colazione nello stesso bar milanese in cui si trova ora, con vista su Santa Maria delle Grazie: «Ci eravamo salutati il giorno precedente a Roma: loro tornavano a casa, a Palermo, mentre io ero diretto a Milano, per riprendere la scuola. Così il 2 mi alzo, vengo qui e, colpo di scena, li vedo entrare e venirmi incontro per un abbraccio: avevano passato la notte da mia sorella, volevano esserci per farmi gli auguri a sorpresa. Sono cose del genere che mi hanno permesso di diventare l’uomo che sono».

Quanto è piena la sua vita? C’è il successo dei suoi libri: l’ultimo, «L’arte di essere fragili» (Mondadori), dallo scorso novembre è nella classifica dei più venduti, «pensavo di togliermi uno sfizio e fare un libro per i professori, sulla scuola che sogno con una letteratura al servizio della vita e non solo del programma, e invece…». C’è il suo lavoro di insegnante di italiano e latino al liceo San Carlo di Milano: «Ogni mattina, durante l’appello, guardo i miei studenti, uno per uno. Loro si spazientiscono. “Dai prof, è una tortura, perché lo fa?”. E io rispondo: perché voi siete più importanti della lezione. Curare le relazioni è la forma dell’amore nel nostro tempo veloce, fatto tutto di prestazioni anziché di presenze». Continua a leggere

“Basta proteggere i ragazzi I brutti voti servono, eccome”

È il prof più amato dagli adolescenti: “Capiscono il bullismo leggendo Arancia meccanica. Che errore basare la scuola sulla performance”
 
Alessandro D’Avenia assomiglia al Piccolo Principe e ha l’energia dell’Attimo fuggente. Ma soprattutto ha un dono: sa parlare ai sedicenni. Sì, quei sedicenni indecifrabili che non sorridono nemmeno nei selfie e sembrano buoni solo a chattare.

Invece no: il prof-scrittore li incontra a teatro, in libreria. Li stuzzica su idoli un po’ più edificanti di Justin Biber e delle miriadi di youtuber. Leopardi e Omero in testa.

Come fa? Dice la verità. Cruda, senza sconti. Ma poi non li molla lì, da soli. Li aiuta a non avere vergogna della loro fragilità e a cercare in quel caos interiore tipico dell’adolescenza (e non solo) il loro talento, piccolo o grande che sia. Ecco perché è entrato nel cuore di tanti ragazzi e di tanti genitori.
 
Libri, teatro. D’Avenia, mica è uno di quei prof che non si presenta mai a scuola?
 
«Non sarei credibile. Ho fatto un solo giorno di assenza. Ho un contratto part time per riuscire a fare tutto». Continua a leggere

Ora di religione, dieci risposte ai luoghi comuni

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di Nicola Rosetti*
*docente di Religione cattolica nella scuola secondaria

da Ancoraonline, 06/07/16
 
È sempre molto vivo il dibattito attorno all’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) nella scuola italiana. Sono numerose le obiezioni sollevate sull’opportunità della presenza di questa materia nel curricolo scolastico: proviamo a riportare le contestazioni più frequenti e cosa si può rispondere ad esse.
 
1) Lo studio della religione non serve a niente, andrebbe abolito
Il compito della scuola è quello di aprire gli occhi degli studenti sul mondo che li circonda. Di questo mondo fa parte a pieno titolo anche l’universo religioso: ignorarlo sarebbe una forma di oscurantismo. Continua a leggere

“La scuola cambia davvero soltanto se punta su autonomia e parità”

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Il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà: educare non è trasmettere nozioni, ma suscitare curiosità e interesse nello studente.

«In tutto il mondo sul tema dell’educazione si va verso un potenziamento di autonomia e parità. È arrivato il tempo cha anche l’Italia proceda su questa strada con maggior coraggio». Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà ha le idee chiare su come aiutare il nostro Paese.

Nel volume
Far crescere la persona, della Fondazione e da lei curato, si parla di una scuola che fatica a tenere il passo con il mondo che cambia. Quanto fatica?
Direi tanto. Siamo ancora legati a una antica concezione di scuola che deve «trasmettere nozioni». Ma studi scientifici recenti, come quello condotto dall’americano James J.Heckman (pubblicati in un volume in uscita in Italia per il Mulino), hanno dimostrato che il miglior apprendimento non è quello che si basa sul passaggio di nozioni, ma quello che ha la capacità di guardare anche ad altri aspetti della personalità dello studente: la responsabilità, la stabilità emotiva, l’essere coscienziosi, il saper relazionarsi con gli altri, e potremmo continuare. Aspetti che restano nella nostra scuola ancora relegati in un angolo. Anzi spesso questo approccio è stato bollato come «cattolico», ma ora è molto più evidente l’aspetto totalmente laico. Continua a leggere

La verità non può essere nascosta ai giovani

Marcia per la vita: contestata la partecipazione di una scuola

di Maurizio Patriciello
 
«La verità vi farà liberi». Parola di Gesù. La Verità con la maiuscola – il figlio di Dio incarnato – e ogni verità che da lui prende corpo. La menzogna, però, non si arrende e tenta in ogni modo di scimmiottare la verità. La verità genera fiducia. San Paolo, riferendosi a Gesù: «Io so in chi ho creduto», diceva. E perciò riesco a riposare. Perché di lui mi fido. Riposare nella verità. Ci sono valori che sono cari a tutti. Sono diventati veri pilastri del vivere civile. Il valore della vita, per esempio. Chi non sarebbe disposto a battersi per la difesa di un cagnolino? Chi oggi avrebbe il coraggio di affermare che un bambino dalla pelle nera è da considerare inferiore a un bambino europeo? Non sempre fu così e ce ne vergogniamo.

Pur tra mille battaglie abbiamo raggiunto traguardi un tempo inimmaginabili. È un bene, l’umanità avanza. Ma quanto siamo strani! In Sicilia un vecchio fruttivendolo viene insultato e massacrato da un gruppo di ragazzini. Poi gli danno fuoco. Disumano. Inorridiamo. Ci chiediamo dove abbiamo sbagliato nell’educazione dei figli. La comoda storiella che è l’ambiente malsano a generare i bulli è stata smentita da tempo. A Capri un giovane viene picchiato e oltraggiato da alcuni coetanei. I bulli sono tutti di via Chiaia, la via dei napoletani benestanti. Che cosa dunque accade ai nostri giovani? A Caserta, sabato, vengo invitato a parlare ai giovani di alcune scuole che fanno una marcia per la vita. Stupendo. Continua a leggere

Troppa paura di dire “no”. Questa è una cultura che non regge il fallimento

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di ALESSANDRO D’AVENIA

«La colpa non è dei maestri, che coi pazzi devono fare i pazzi. Infatti se non dicessero ciò che piace ai ragazzi, resterebbero soli nelle scuole… E allora? Degni di rimprovero sono i genitori che non esigono per i loro figli una severa disciplina dalla quale possano trarre giovamento… essi devono abituare gradualmente i giovani alle fatiche, lasciare che si imbevano di letture serie e che conformino gli animi ai precetti della sapienza… Invece i fanciulli nelle scuole giocano.»

Questa geremiade appartiene ad Agamennone, maestro sbeffeggiato da Encolpio e Ascilto, giovani protagonisti del Satyricon di Petronio, che rispondono all’ennesima ramanzina del fallito, scappando da scuola e avventurandosi per le vie della città, irte di peripezie che mostrano loro che avrebbero fatto meglio a studiare un po’ di più prima di affrontare il mondo, improvvisando. È il racconto comico di una società decadente, quella neroniana, con una scuola al passo con la decadenza. Continua a leggere

Far pagare l’ICI alla scuole paritarie è un vero controsenso

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di Pietro Vernizzi

“Le rette scolastiche degli enti senza fini di lucro non servono a generare profitto ma a coprire una parte delle spese. Far pagare l’Imu alle paritarie è quindi un controsenso”. Lo afferma Giuseppe Fioroni, ex ministro dell’Istruzione nel governo Prodi, secondo cui per risolvere il problema basterebbe una legge di una riga nella quale si affermi che “gli enti gestori di scuole senza reddito e senza profitto non possono essere considerati attività commerciali”. Lo scorso 8 luglio la Cassazione ha accolto il ricorso del Comune di Livorno, stabilendo che le scuole paritarie devono pagare l’Imu perché non sono attività che possono godere dell’esenzione.
 
La sentenza ha riaperto una ferita. Secondo lei perché?

Intanto va ricordato che le sentenze della Cassazione non hanno immediatamente una valenza universale. Creano però un riferimento giuridico non indifferente, e vanno inserite nel contesto che stiamo vivendo oggi. Continua a leggere

Messaggio del Pontificio Consiglio per la Famiglia agli organizzatori della manifestazione del 20 giugno

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AL COMITATO “DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI”, IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DEL 20 GIUGNO 2015 – ROMA, PIAZZA SAN GIOVANNI

Cari amici del Comitato Difendiamo i nostri figli, con piacere intendo far giungere alla manifestazione da voi promossa questo Messaggio, a nome del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Papa Francesco, incontrando alcuni giorni fa dei vescovi europei, ha detto loro, citando la Sua preziosa Esortazione Evangelii Gaudium: Desidero con voi condividere la mia ferma volontà di promuovere la famiglia, quale dono di Dio per la realizzazione dell’uomo e della donna creati a sua immagine e quale «cellula fondamentale della società», «luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dovei genitori trasmettono la fede ai figli” Queste parole del Papa testimoniano l’amore della Chiesa per il nostro mondo e il nostro tempo. Continua a leggere

Papa: Differenza uomo donna fa crescere figli. Famiglie reagiscano a colonizzazione ideologica

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Le differenze tra uomo e donna fanno crescere i figli. Le famiglie reagiscano alla colonizzazione ideologica. Così Papa Francesco aprendo il Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma. Di seguito le parole del Papa:
 
“Come sapete, da alcuni anni stiamo riflettendo e ci interroghiamo su come trasmettere la fede alle nuove generazioni della città che, a seguito di alcune ben note vicende, ha bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale. E questo è un compito molto forte. La nostra città deve rinascere moralmente e spiritualmente, perché sembra che tutto sia lo stesso, che tutto sia relativo; che il Vangelo è sì una bella storia di cose belle, è bello leggerlo, ma rimane lì, un’idea. E non tocca il cuore! La nostra città ha bisogno di questa rinascita. E questo impegno è tanto importante quando parliamo di educazione dei ragazzi e dei giovani, per la quale i primi responsabili siete voi genitori. I nostri ragazzi, ragazzini, che incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima, e la famiglia deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzini andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e sua moglie tante volte dovevano “ri-catechizzare” i bambini, i ragazzi per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano lì. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale. Continua a leggere

Genitori liberi di scegliere in Italia come in Europa

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Il «buono scuola» strumento di vera democrazia
 
Il dibattito sulla libertà educativa tocca le corde più profonde del nostro stare assieme come cittadini. La scuola, come ricorda spesso Dario Antiseri, ha, tra gli altri, il compito di «costruire menti critiche», ovvero di promuovere una nozione matura di democrazia, in cui la partecipazione non si risolve nella genuflessa sudditanza nei confronti del sovrano di turno, ma diventa attiva condivisione del momento decisionale. Un monopolio burocratico-statale come quello che caratterizza il sistema italiano rappresenta perciò – a parere di chi scrive – uno dei maggiori ostacoli all’esercizio della libertà educativa, in forza della quale si manifesta la prima e fondamentale forma di esercizio della sovranità da parte dei cittadini. Eppure, a distanza di anni, nessun passo avanti significativo è stato ancora compiuto nel nostro Paese nella direzione della libertà educativa dove, come afferma ancora Antiseri, «le scuole libere sono libere esclusivamente di morire». Continua a leggere

Papa Francesco: “I genitori non devono autoescludersi dall’educazione dei figli”

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All’udienza generale di oggi Papa Francesco ha invitato mamme e papà a riprendersi il proprio ruolo nella vita dei figli. E a ricostruire «l’alleanza educativa» tra famiglia e società.
 
Di seguito il testo completo:
 

Oggi, cari fratelli e sorelle, voglio darvi il benvenuto perché ho visto fra di voi tante famiglie; buongiorno a tutte le famiglie.

Continuiamo a riflettere sulla famiglia e oggi su una caratteristica essenziale della famiglia, ossia la sua naturale vocazione a educare i figli perché crescano nella responsabilità di sé e degli altri. Quello che abbiamo sentito dall’Apostolo Paolo all’inizio è tanto bello, tanto bello: «Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino» (Col 3,20-21). Continua a leggere

Educazione sessuale: ce n’è proprio bisogno?

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tratto da: quarantadue.ianix.net
 
Mia figlia ha 14 anni, è un timido fiore che sboccia alla vita, e mentre la guardo diventare donna, ripenso a quando, tanti ma tanti anni fa ormai, capitò a me. Ricordo che tra ragazze ci spiavamo nei cambiamenti che vedavamo succedere nel nostri corpi, con un po’ di invidia per quelle più avanti e un po’ di compassione per quelle più indietro. Naturalmente io era la più bambina di tutta la classe: crescevo lunga, secca, piatta, come una pertica coi capelli arruffati, senza l’ombra di rotondità ad ammorbidire il mio profilo squadrato.

A quei tempi educazione sessuale a scuola non era prevista e anche a casa l’argomento era appena sfiorato, con le femmine soprattutto. L’ora di biologia serviva giusto a conoscere i meccanicismi della riproduzione, spiegati con la stessa freddezza e genericità con cui si parlava dell’esperimento dei piselli di Mendel. Continua a leggere

Droga WhatsApp? La lettera dei presidi

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dal blog di Costanza Miriano
 
Ecco la lettera firmata congiuntamente da tutti i dirigenti delle scuole medie e superiori di Parma e provincia.
 
WhatsApp è una applicazione per smartphone molto versatile e di grande utilità: basta una connessione internet per scambiare gratuitamente messaggi (testuali e vocali), foto, video, posizione geografica e fra poco anche vere e proprie telefonate.

La usano centinaia di milioni di utenti, tra questi anche la maggior parte dei nostri alunni: in classe durante le lezioni, a casa mentre fanno i compiti, di notte invece di dormire, e poi mentre camminano per la strada, parlano con il nonno o tra di loro, mentre mangiano il gelato, sull’autobus, al bar, mentre guardano la tv. Il massimo dell’esperienza WhatsApp sono però i gruppi: se non fate parte del gruppo «2D», di quello «Pierino è un cretino» o di quello «Contro il prof di matematica», non potete dire di conoscere davvero WhatsApp. Continua a leggere

Buona scuola, la svolta del costo standard

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(da Avvenire, 8.03.15)​
 
Due parole: costo standard. Ma anche una «formula» che potrebbe far superare una contrapposizione dura a morire, anche in presenza di una legge (la 62 del 2000), che sancisce la nascita di un unico sistema scolastico nazionale con differenti gestori. Stiamo parlando della parità scolastica, che in queste ultime settimane è tornata sotto i riflettori dopo la decisione del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini di individuare uno strumento con il quale riconoscere la libertà di scelta in campo educativo, nell’ambito del provvedimento sulla buona scuola.

Nel testo che dovrebbe vedere la luce martedì, infatti, troverà spazio la possibilità di detrazioni fiscali per le spese sostenute dalle famiglie, a iniziare dalle rette pagate per l’iscrizione alle scuole paritarie, parte integrante del sistema scolastico nazionale. Continua a leggere

Paritarie, “pressing” per le detrazioni

di Enrico Lenzi e Luca Liverani

(da Avvenire.it)
 
Salgono a tre le lettere aperte al premier Matteo Renzi affinché nel provvedimento sulla buona scuola siano previsti interventi a sostegno della libertà di scelta delle famiglie. L’ultimo documento in ordine di tempo arriva da Palazzo Madama, dove i senatori del Partito democratico hanno voluto aggiungere la loro voce. Prima firmataria del documento è la senatrice Rosa Maria Di Giorgi, già assessore all’educazione nella giunta fiorentina dell’allora sindaco Matteo Renzi.

«Facciamo seguito al dibattito sollevato in questi giorni sul tema del finanziamento pubblico alle scuole paritarie, sotto forma di sgravi fiscali – si legge nel documento, al momento sottoscritto da 25 senatori –, per confermare l’esigenza di affrontare e risolvere definitivamente la contrapposizione ancora esistente in Italia tra questi istituti e le scuole statali». Continua a leggere

Educazione all’affettività e sessualità a scuola: nasce il Progetto “RispettiAMOci”

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di Anna Fusina
 
Il Forum delle Associazioni Familiari dell’Umbria ha lanciato il Progetto “RispettiAMOci”, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado per un’educazione all’affettività e sessualità basata sul rispetto e sull’approccio integrale alla persona.
Ne parliamo con il Presidente del Forum, Dott. Ernesto Rossi.
 
Dott. Rossi, come e quando è nato il vostro progetto?

L’idea parte da una riunione della Commissione scuola del Forum delle Associazioni Familiari dell’Umbria, formata dai professionisti e volontari delle associazioni impegnate sulle tematiche di scuola e relazionalità, che si è tenuta nell’aprile dello scorso anno e ha prodotto un lavoro di sei mesi conclusosi a ottobre, anche se occorre dire che RispettiAMOci è un laboratorio in continua evoluzione. Continua a leggere

Bagnasco: salvare l’alfabeto dell’umano

download Il cardinale Angelo Bagnasco lo riconosce con commozione sincera: «C’è una vita brulicante di eroismo quotidiano, nei giovani, nelle famiglie, che deve fare inginocchiare noi vescovi e pastori di fronte a tanta ricchezza, a tanto eroismo nascosto. Le nostre parrocchie, i nostri gruppi, le nostre associazioni, forse sono l’unica cosa rimasta della vita aggregata, della vita d’insieme, della possibilità della gente di oggi di incontrarsi non per fare qualcosa ma per essere di più, soprattutto per chi è più debole». Lo riconosce di fronte ai quattrocento partecipanti al convegno ‘Non abbiamo che cinque pani’, che vede riuniti ieri e oggi a Montesilvano le undici diocesi della Conferenza episcopale abruzzese molisana con tutti i loro pastori, in preparazione del Convegno ecclesiale di Firenze.

Accolto dal presidente della Ceam, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, e da monsignor Pietro Santoro, vescovo dei Marsi, che sta guidando la regione ecclesiastica verso l’appuntamento di novembre sul tema ‘In Gesù Cristo il nuovo umanesimo’, Bagnasco ha portato il suo prezioso contributo dopo la lectio divina tenuta dalla biblista Rosalba Manes, partendo proprio dal riconoscimento di tanta ricchezza che anima le parrocchie e le chiese locali. Continua a leggere

Papa a Scholas Occurrentes: ricostruire patto educativo, no a deleghe

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Non cambieremo il mondo, se non cambiamo l’educazione; per farlo occorre costruire ponti e ricostituire il patto educativo a scuola, in famiglia e nella società: è quanto ha affermato ieri pomeriggio il Papa, nell’Aula del Sinodo in Vaticano, in videoconferenza con i con ragazzi disabili collegati da varie parti del mondo, per la chiusura del IV Congresso Mondiale “Scholas Occurrentes”. La rete internazionale di scuole, nate in Argentina per volere dell’allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, oggi conta 400mila istituti, sparsi nei 5 continenti uniti da sport, scienza e tecnologia. Presentate anche nuove sinergie con l’università Lumsa di Roma e progetti in Mozambico. Massimiliano Menichetti:
 
In ogni ragazzo c’è un tesoro
Le mani aperte verso lo schermo che salutano, il volto che esprime gioia e gratitudine del Papa e dei ragazzi in videoconferenza. E’ l’istantanea piena di forza di questo incontro tra Francesco nell’Aula del Sinodo in Vaticano, con altre 260 persone, e i ragazzi disabili collegati da Stati Uniti, Sud America, Africa, Australia, Medio Oriente. Continua a leggere

Bagnasco e l’impegno dei cattolici

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da La Croce Quotidiano, 27.01.15
 
La prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei è stata di impressionante nettezza. Il richiamo alla «famiglia come baricentro esistenziale da preservare» è stato condito da una serie di affermazioni che tracciano la strada all’impegno dei cattolici italiani nell’immediato futuro. Afferma Bagnasco: «Si dice famiglia, ma si pensa a qualunque nucleo affettivo a prescindere dal matrimonio, che ne riconosce in modo impegnativo la pubblica valenza, e dai due generi». Per questo pensiero distorto il presidente della Conferenza episcopale italiana lancia l’allarme contro la “colonizzazione ideologica” in atto.

L’eco alle parole di Papa Francesco è evidente quanto letterale. Il tentativo sciocco di segnare una distinzione tra l’azione del Vescovo di Roma e quella dei Vescovi italiani si infrange su questa chiarezza persino testuale. I media laicisti anche ieri hanno provato a disegnare una Chiesa divisa tra un Papa che abbraccia un transessuale in udienza privata in Vaticano e un presidente della Cei che con nettezza prende posizione contro la cultura gender. Basterebbe andare a rileggere, senza fare troppa fatica, quello che ha appena detto proprio contro l’ideologia gender Papa Francesco durante il recente viaggio in Asia per avere contezza di quanto i cattolici si muovano con una sola voce e una sola intenzione dietro al Magistero di Pietro. Continua a leggere

Violenta la compagna dopo la lezione di educazione sessuale

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(da UCCR, 9.01.15)
 
Un ragazzo di tredici anni ha stuprato una sua compagna nel cortile della scuola dopo aver seguito in classe una lezione sull’educazione sessuale. Il ragazzo ha affermato che, nonostante il rifiuto della compagna, voleva “provare” quanto gli era appena stato insegnato in classe. Il fatto è accaduto in Galles e la notizia è stata ripresa dalla stampa inglese. Le autorità stanno rivalutando il contenuto di questi corsi scolastici.

Ma non c’è molto da stupirsi, purtroppo, l’educazione sessuale non è certo una lezione sull’affettività ma è asettico corso di “istruzioni per usare sessualmente l’altro”, dove nemmeno viene citata la parola “amore”. Continua a leggere

Studiare solo per dovere è odioso. Ma farlo per capire libera la ragione, sin dai primi banchi di scuola

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di Giuseppe Botturi
 
Quest’anno insegno storia in una prima liceo nel Canton Ticino (dunque si tratta di studenti di 15 anni, poiché le medie durano quattro anni: 11-14). Per far fronte a una lacuna dovuta al piano degli studi cantonale, mi è stato assegnato un programma a dir poco arduo: dalla Grecia antica alla Rivoluzione inglese; pur avendo tre ore settimanali in classe, coprire oltre duemila anni di storia è davvero un compito impegnativo. Innanzitutto è chiaro che, stanti così le cose, occorre effettuare una scelta drastica degli argomenti da presentare, selezionando tra quelli importanti quelli addirittura irrinunciabili; cosa che, per un insegnante, invita a una riflessione didattica molto stimolante. In questo, grazie al cielo, sono stato consigliato e accompagnato in pieno dal mio collega di lunga esperienza. Continua a leggere

Senza vere libertà e parità non c’è la buona scuola

Non c'è buona scuola senza la parità pubblico privato

di Ruben Razzante
 
Per rilanciare la qualità dell’insegnamento e salvare la scuola italiana da una rovinosa e costante caduta verso il basso, la parola chiave è una sola: autonomia. L’ideologia statalista ha condizionato per anni le politiche nel settore dell’istruzione, ritardandone l’ammodernamento e l’allineamento a standard qualitativi e gestionali già ben radicati in altre realtà nazionali. La situazione in Italia è anomala rispetto alla quasi totalità dei Paesi europei poiché la scelta scolastica è limitata alle scuole statali autonome, dove non è quasi mai possibile scegliere la sezione, né vi è garanzia che gli insegnanti restino e che la classe del figlio persegua in modo stabile un dato programma educativo.

A trattare con puntualità e in modo assai documentato l’argomento sono Luisa Ribolzi (professore ordinario di sociologia dell’educazione) e Giorgio Vittadini (professore universitario e presidente della Fondazione per la sussidiarietà) nel volume S.O.S. Educazione. Statale, paritaria: per una scuola migliore, edito dalla Fondazione per la sussidiarietà. Continua a leggere

Moncalieri, nessuna omofobia

25e68fb48c_44181715_300 Non fu un caso di omofobia. Più precisamente: «La docente non ha abusato del suo potere, né ha fatto proselitismo, ma ha svolto soltanto la sua funzione educativa». Così all’istituto Pininfarina di Moncalieri, alle porte di Torino, è stata “scagionata” la prof di religione accusata di aver offeso uno studente omosessuale. Un’indagine interna – 24 giorni dopo quelle infamanti accuse – ha portato a confermare la versione più volte spiegata dalla stessa prof sulle pagine di Avvenire: era tutta una montatura.

A darne notizia ieri sera il preside della scuola, Stefano Fava, e l’ufficio scolastico regionale in una nota congiunta. Adele Caramico era finita al centro di una bufera quando un suo studente l’aveva accusata di aver detto che «l’omosessualità è una malattia da cui ci si può curare». O, secondo altre versioni cavalcate dai media, che lui stesso «doveva curarsi in quanto gay». Continua a leggere

Responsabili dell’educazione dei nostri figli: per inviare alla Scuola una “richiesta di consenso informato” via PEC

“… da oggi e per l’intera settimana tutte le scuole d’Italia ospiteranno eventi “educativi” riguardanti la “Settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione”. Il problema di queste “manifestazioni formative” è che… nessuno sa di cosa si tratti!”
Da leggere…

il blog di Costanza Miriano

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L’Avvocato Edoardo Panunzio ha raccolto l’iniziativa del Comitato Articolo 26 e della Manif pour tous Italia circa la “Settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione” (vedi l’articolo di Costanza Signorelli): nel suo duplice ruolo di avvocato e di genitore di figli in età scolare, Panunzio ha voluto rivedere un modello di “consenso informato” mettendolo a disposizione di quanti volessero farne uso, offrendosi in più anche per il servizio (gratuito) di comunicazione dei modelli alle Scuole tramite la sua PEC professionale. Di seguito riportiamo la sua lettera.

Carissimi,

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Germania: non manda figlia a lezione di educazione sessuale, genitore arrestato

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(da Radio Vaticana, 13.11.14)
 
In Germania, in un piccolo comune della Renania Vestfalia, un genitore è stato arrestato perché si è rifiutato di mandare la propria figlia ad una lezione di educazione sessuale della scuola elementare. L’assurda vicenda è stata possibile in forza di una normativa approvata già da alcuni anni. E’ quanto sottolinea dalla città tedesca di Chemnitz, Andrea Rebeggiani, professore di lettere in pensione, da 27 anni in Germania. L’intervista è di Alessandro Gisotti:
 
R. – La notizia o il fatto non è nuovo, si è ripetuto. E’ già accaduto alcuni anni fa che altre famiglie di confessione battista hanno rifiutato che i loro figli frequentassero le lezioni di educazione sessuale e hanno preteso che su questa materia i figli fossero educati in casa. Per questo motivo sono stati denunciati, essendoci una legge non generale dello Stato, ma dei Länder, che vieta questo, vieta cioè la possibilità di istruire i figli a casa. Questa legge prevede multa o arresto per i genitori che si rifiutino di mandare i figli a scuola durante queste lezioni. Continua a leggere