Caro Fresa, da magistrato a magistrato: certe sentenze sui nuovi diritti non sono innovative né coraggiose. Sono violazioni di legge

Corte Cassazione - inaugurazione anno giudiziario 2012

«Ma che legittimazione abbiamo noi?». La risposta di Giacomo Rocchi, consigliere del Csm, alla lettera del collega che celebra le «decisioni innovative» dei giudici «coraggiosi» sui nuovi diritti
 
(da Tempi.it)
 
Pubblichiamo la lettera di Giacomo Rocchi, magistrato e consigliere della Corte di Cassazione, inviata a Repubblica (e per conoscenza a Tempi) in risposta all’intervento del collega Mario Fresa su nuovi diritti e «decisioni giurisprudenziali innovative», apparso sempre su Repubblica mercoledì 3 settembre.
 
Gentile Direttore, mi permetta una replica alla lettera del collega Mario Fresa apparsa sul suo quotidiano. Continua a leggere

Corte Costituzionale, errori umani, smarrimento antropologico

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(dal sito Comunità Ambrosiana)
 
Abbiamo chiesto a Chiara Mantovani, Consigliere nazionale di Scienza e Vita, di aiutarci a comprendere meglio che cosa è avvenuto negli ultimi giorni nell’ambito della campagna contro la natura umana in corso anche in Italia.
 
Le notizie si succedono nel breve giro di pochi giorni.

L’8 aprile il giudice Gennaro Mastrangelo del tribunale di Milano assolve una coppia, che è andata in India a prendere il “suo” bambino cresciuto nell’utero di una donna che si è “offerta” di fare la gestante per conto terzi, e lo fa scrivendo nella sentenza una cosa agghiacciante: l’avanzamento della tecnologia rende la definizione di maternità ormai controversa, cambia il concetto di madre. Continua a leggere

Con le loro sentenze i giudici creano diritti e mutano l’antropologia

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Il professor Andrea Pin spiega come in diversi Stati europei stia facendo breccia “la teoria della massima espansione dei diritti”. “Dove la scienza avanza, dove la società cambia, il diritto deve, se non arretrare, regolare queste ipotesi. Ovviamente, così procedendo, non viene scompaginato solo il panorama dei diritti, ma anche la loro gerarchia”. I Parlamenti in affanno rispetto alle Corti con evidenti rischi di deficit democratico.
 
“La battaglia sui diritti corrisponde a un impegno sul soggetto-uomo. Il diritto non può correggere il cuore dell’uomo: perciò ogni tentativo di cambiare la vita, individuale e associata, senza passare attraverso la persona, le persone, sembra destinato a fallire. Del resto le leggi non possono nemmeno estirpare il cuore dall’uomo. Ed è perciò che dall’uomo si può ripartire”. Continua a leggere