Chi è persona? E persona si è, o si diventa?

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Quando si parla di “persona”, cosa s’intende? Questo termine spesso non ha più un significato univoco, e questo genera conseguenze assai importanti nella vita di ognuno.

Iniziamo citando Philip K. Dick, autore che non ha bisogno di particolari presentazioni. Chi non conosce l’indimenticabile scrittore di fantascienza che ispirato, con le sue trame perfette, capolavori cinematografici come come Blade Runner di Ridley Scott?

Di Dick è tuttavia meno noto è un racconto del 1974, dal titolo The Pre-Persons (“Le pre-persone”), nel quale lo scrittore disegna un mondo in cui la misura dell’umano è stabilita dallo Stato, arrivato a estendere a dodici anni il limite legale per gli aborti post partum. In questa società surreale lo status di “persona” viene assegnato a chi dimostra la capacità di risolvere problemi di matematica superiore, di tipo algebrico. I bambini indesiderati e quelli che non rientrano nei ristretti parametri della cognizione logico-matematica sono rubricati come “pre-persone” e vengono avviati alle cliniche degli aborti. Continua a leggere

Porgere l’altra guancia…

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Il mondo ci insegna che vanno amati solo i buoni, ma Gesù ci dice che questa logica è superata
 
di JUAN ÁVILA ESTRADA
 
Il Discorso della Montagna, quel bel testo che appare ai capitoli 5-6-7 di Matteo, tocca leggi mosaiche perfettamente conosciute dagli ebrei. “Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente” – quella che conosciamo come legge del taglione (che non cercava la vendetta ma la giustizia, riparare al danno fatto); Gesù ora dice qualcosa che sembra aggressivo all’orecchio umano: “A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra”. Non è forse un insegnamento contrario al nostro istinto di conservazione, difesa e vendetta? Senz’altro.

Ci troviamo di fronte a un insegnamento rivoluzionario perché la legge del taglione si basa sulla giustizia commutativa: mi dai perché io ti dia. Riceverai tutto ciò che offrirai (non possiamo dimenticare che la giustizia è una virtù cardinale difesa da tutti i popoli). Scopriamo, però, che il Vangelo non si basa sulla giustizia commutativa, ma la supera perché la sua base è costituita da misericordia, perdono e amore. Continua a leggere

Se per Veronesi il cancro è la prova che Dio non esiste

Umberto Veronesi

di Luigi Santambrogio

(da lanuovabq.it, 18.11.14)
 
Umberto Veronesi, chirurgo e direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, si racconta nel libro Il mestiere di uomo, da oggi nelle librerie. Repubblica ne ha offerto un’anticipazione e si può ben immaginare che il libro mette per iscritto quando è duro e drammatico Il mestiere di vivere, se il paragone con Cesare Pavese non suonasse un tantino pretenzioso e sproporzionato. Ma il chirurgo Veronesi, ed è verità indiscutibile, è bravo a guarire il cancro mentre Pavese si arrese davanti all’impossibilità di curare il tumore che l’esistenza è in se stessa. Storia drammatica ma affascinante, quella che il professore racconta, perché ci rimette in faccia questioni forti e disperate che la cultura del Novecento ha sempre rimpallato senza dare mai offrire risposte convincenti. Però, più che nelle risposte, è nella domanda che si nasconde la verità, se non tutta almeno una sua piccola scheggia. Al centro dell’indagine di Veronesi ci sono il male, il dolore e le loro crudeli pretese di spadroneggiare sulle vite degli uomini. Continua a leggere

Lo scapolare della beata Vergine Maria del Monte Carmelo

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“Anch’io porto sul mio cuore, da tanto tempo, lo Scapolare del Carmine!”
Giovanni Paolo II

(cf. Messaggio all’Ordine del Carmelo del 25 marzo 2001)

 


Storia


 
«Scapolare» viene da «scapola» e indica quell’indumento che presso molti istituti di monaci o frati nel Medio Evo ricopriva sia il petto che le spalle (in latino: scapulæ), dopo averlo infilato per la testa. Serviva generalmente per i tempi di lavoro, così da proteggere l’abito e non insudiciarlo. L’abito aveva però un significato soprattutto simbolico, significava il «giogo dolce» di Cristo (Mt 11, 29), così che abbandonare l’abito voleva dire sconfessare la disciplina monastica abbracciata, abdicare al servizio di Dio, mancare di fedeltà agli impegni assunti. Nell’ordine carmelitano – per le caratteristiche proprie di quest’ordine – lo scapolare assunse ben presto un significato mariano. Continua a leggere

Papa Francesco, la comunione dei santi è una delle realtà più consolanti delle fede

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Udienza generale del mercoledì, Bergoglio si sofferma sul significato profondo della “comunione dei santi”
 
All’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, il Papa ha parlato “di una realtà molto bella della nostra fede, cioè della ‘comunione dei santi’. Il Catechismo della Chiesa Cattolica – ha detto – ci ricorda che con questa espressione si intendono due realtà: la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante (n. 948). Mi soffermo sul secondo significato: si tratta di una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo. Una comunione che nasce dalla fede; infatti, il termine “santi” si riferisce a coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo. Per questo i primi cristiani erano chiamati anche “i santi” (cfr At 9,13.32.41; Rm 8,27; 1 Cor 6,1)”.

“Il Vangelo di Giovanni – ha proseguito – attesta che, prima della sua Passione, Gesù pregò il Padre per la comunione tra i discepoli, con queste parole: «Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (17,21). Continua a leggere

Perchè è importante quello che leggiamo? Perchè “siamo quello che amiamo”, come scrive Sant’Agostino

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di Giovanni Fighera

Oggi si legge sempre meno. Inutile è fornire le statistiche che  collocano l’Italia tra i Paesi europei dove si legge meno. Spesso, nello  sconforto che si diffonde dai dati pubblicati sulla lettura o sul  disastro dell’editoria si afferma la convinzione che l’importante sia  leggere, non importa cosa. La scuola non è immune a questa tendenza,  anzi talvolta è la più vivace promotrice dell’imperativo categorico:  «Leggete, leggete! Non importa cosa. L’importante è leggere!». Continua a leggere

La difesa della vita comincia dalla difesa del significato delle parole

Sul sito della Stampa è comparso questo titolo: “I primi figli con due mamme saranno pronti entro tre anni”. Segue la spiegazione sommaria di una nuova tecnica di combinazione di DNA mitocondriali diversi che, manco a dirlo, guarirà terribili malattie ereditare.

Come saranno pronti? Saranno pronti si dice delle cose. Vai dall’ottico, scegli la montatura e poi chiedi: “Quando saranno pronti i miei occhiali?”. Porti l’auto dal meccanico, gli spieghi il problema e poi domandi: “Quando sarà pronta? Sa, devo organizzarmi con mia moglie per venirla a ritirare”. Continua a leggere