Sindone: inaffidabile lo studio che definisce false alcune macchie di sangue

Papa Francesco davanti la Sacra Sindone

La prof.ssa Marinelli, sindonologa di fama mondiale: la ricerca non ha rigore scientifico. Gruppi ideologici investono denaro in ricerche e indagini preconfezionate per dimostrare la falsità del Sacro Telo
 
(da vaticannews.va, 17.07.18)
 
La notizia ha fatto il giro del mondo. Metà delle macchie di sangue impresse sulla sindone non sarebbero compatibili con la postura di un uomo crocifisso ed altre addirittura non troverebbero riscontro di posizione sia sulla croce sia sul sepolcro. Apparentemente una bomba, con un pedigree di tutto rispetto: la firma dell’Università di Liverpool che ha pubblicato lo studio sul Journal of Forensic Sciences. I due ricercatori autori del lavoro, Matteo Borrini dello stesso ateneo e Luigi Garlaschelli del Comitato Italiano per il Controllo sulle Pseudoscienze, hanno provato a simulare con un manichino posizionato su un telo la fuoriuscita di sangue: i risultati non avrebbero dato le stesse evidenze della Sindone. A quel punto sono fioccati i titoli dei media di tutto il globo: metà delle macchie di sangue non sono vere.
 
Indagine non credibile: non c’è nulla di rigorosamente scientifico
 
Arrivata all’orecchio della professoressa Emanuela Marinelli, sindonologa di fama mondiale, la ‘bomba’ non l’ha fatta sobbalzare dalla sedia. Anzi. Al telefono non pare turbata, indignata sì. “Ha letto l’abstract della ricerca? Di scientifico non c’è nulla. Ma le sembra un criterio scientifico prendere un manichino di quelli che si usano per i vestiti delle vetrine dei negozi e con una spugna imbevuta di sangue artificiale fissata su un pezzo di legno premere sul lato destro del fantoccio per vedere dove cadono i rivoli di sangue? Questa roba non ha il rigore di altre indagini come quelle realizzate ormai quarant’anni fa su cadaveri di uomini morti per emopericardio (come presumibilmente Gesù ndr), posizionati in verticale e punti con un bisturi fra la quinta e la sesta costala, come fece la lancia del soldato romano. Prove che ebbero risultati diversi da quelli di Borrini e Garlaschelli” snocciola tutta d’un fiato la professoressa. Continua a leggere

«La Sindone esisteva già prima del 1300», un altro storico lo riconosce

livio zerbini emanuela marinelli

Nel giorno del Venerdì santo i cristiani fanno memoria della passione di Cristo, in attesa della resurrezione pasquale. La possibilità di avere una testimonianza storico-archeologica di questi due eventi è qualcosa di incredibile e questo spiega la potenziale importanza della Santa Sindone.

Nessun obbligo a credervi ma, a nostro avviso, le prove a favore della sua autenticità ci sembrano attualmente più determinanti di quelle contrarie. In ambito scientifico, in Italia, gli studi più interessanti sono stati svolti dai fisici dell’Enea che, proprio sul nostro sito web, hanno voluto pubblicare un’anteprima della conclusione a cui sono giunti: non si è in grado di replicare l’immagine sindonica con le più moderne tecnologie (né con i mezzi disponibili nel passato, come dimostra il fallimento del tentativo del dott. Luigi Garlaschelli e del Cicap), soltanto attraverso l’irraggiamento di un tessuto di lino tramite impulsi laser eccimero è stato possibile ottenere un risultato similsindonico. Continua a leggere

Nuovo studio: la Sindone e il Sudario di Oviedo “hanno avvolto la stessa persona”

Lo studio è in realtà di un anno fa, ma visto che siamo in prossimità della Passione, lo condivido volentieri.  La Sindone mi commuove sempre per il ricordo della morte terribile che Gesù ha patito anche per me.

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da Aleteia
 
I punti da cui è sgorgato il sangue corrispondono totalmente

La Sindone di Torino e il Sudario di Oviedo (Spagna) “hanno avvolto, con quasi totale sicurezza, il cadavere della stessa persona”. È la conclusione a cui è giunta un’indagine che ha paragonato le due reliquie mediante uno studio basato sull’antropologia forense e la geometria.

Il lavoro è stato realizzato dal dottore in Belle Arti e docente di Scultura dell’Università di Siviglia Juan Manuel Miñarro all’interno di un progetto del Centro Spagnolo di Sindonologia (CES), entità con sede a Valencia. Continua a leggere

Mario Trematore, la conversione del pompiere che salvò la Sindone

La conversione del pompiere ateo che salvò la Sindone

Nella notte fra l’11 e il 12 aprile 1997 nella cappella del Guarini, posta tra la Cattedrale di Torino e Palazzo Reale, scoppia un devastante incendio. Lì vicino è posta la Sacra Sindone, che viene presto raggiunta dalle fiamme. Soltanto il tempestivo intervento dei pompieri riuscì ad evitare il peggio.

Fallita ogni possibilità di aprire la teca in cui è riposta, uno dei vigili del fuoco si prende la responsabilità di frantumarla con una mazza. Passano quindici minuti di colpi e cristalli frantumati, poi all’1:30 la reliquia viene estratta.

Il nome di quell’eroico pompiere è emerso lentamente, si chiama Mario Trematore, ed è lui nelle foto e nei video a portare in spalla la Sindone fuori dal duomo. «In 22 anni di lavoro pensavo di averne visti tanti di incendi, ma uno così terrificante da gelarti il sangue nelle vene non mi era mai capitato», ha dichiarato in un’intervista recente. «Ancora oggi non so spiegarmi cosa sia successo. Non avevo pensieri né per il capolavoro del Guarini, né per l’uomo muto della Sindone. Avevo altro in mente: la mia vita e quella dei miei colleghi. È stato faticoso, ma dentro di me sentivo una forza che non era umana». Continua a leggere

Sindone, e il beato scolpì Cristo che risorge

Cristo Morto_300 Correva l’anno 1933 e per un giovane scultore veneto (iscritto all’Opera della regalità di Nostro Signore Gesù Cristo, come pure all’Associazione delle settimane eucaristiche), la vita segnava una svolta. L’artista, allora trentatreenne, aveva studiato prima a Conegliano, poi a Venezia, dove nel ’29 si era diplomato in scultura all’Accademia. A quella data, s’era già fatto notare: per la sua prima opera in marmo, una testa di giovinetta (L’anima e la sua veste, ammirata da Aldolf Wildt) e per una statua dal titolo la Volata (un atleta lanciatore di palla, in perfetto stile classico, destinazione il Foro Mussolini a Roma) con la quale aveva vinto un concorso, salvo poi esserne escluso perché non iscritto al partito fascista. Si racconta che proprio quel fatto oltre a ferirlo profondamente, accelerò la sua scelta definitiva verso il convento e l’arte sacra. Continua a leggere

Baima Bollone: dopo una vita di studi, sono convinto che la Sindone sia vera. Lo direi anche se fossi ateo

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di Maurizio Ternavasio

Una vita intera per la Sindone. Sin da quando, da bambino, i genitori gli parlavano del Sacro Lino. Lui li ascoltava e ne rimaneva affascinato, non potendo certo immaginare che, dopo che nel 1969 una commissione di esperti nominata dall’arcivescovo di Torino aveva ipotizzato la presenza di tracce di siero, sarebbe stato il primo patologo al mondo in grado di analizzarle.


Professor Pierluigi Baima Bollone, come è avvenuta la scoperta di microtracce di materia nel tessuto?

«Analizzando nel ’78 dodici fili sottratti al lenzuolo, e una microcrosta di pochi millesimi di millimetri, prelevata con una équipe di scienziati svizzeri. Ma l’idea era stata mia. Così ho scoperto che si trattava di sangue umano, con tanto di gruppo sanguigno. E poi, con l’aiuto di alcuni specialisti di dna, anche alcune delle sue caratteristiche». Continua a leggere

ECCE HOMO

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Si inaugura oggi nel Duomo di Torino l’ostensione della Sacra Sindone, in occasione del bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Ma chi è l’uomo, barbaramente trucidato, che ha lasciato la sua impronta su questo lino? E come l’ha formata? I numerosi studi compiuti portano a concludere che la vicenda dell’Uomo della Sindone coincide con la vicenda della crocifissione e morte di Gesù. Ecco le prove. Un articolo tratto dal mensile “Il Timone”.

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Il reperto archeologico più studiato al mondo, la più preziosa reliquia della Cristianità: stiamo parlando della Sacra Sindone, il venerato lenzuolo che sarà di nuovo esposto nel Duomo di Torino da domenica 19 aprile a mercoledì 24 giugno, nel bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco.

Da dove viene questo antico lino? Chi è l’uomo, barbaramente trucidato, che vi ha lasciato la sua impronta? La Sindone (dal greco Sindon, lenzuolo) può essere davvero il sudario funebre di Gesù di Nazareth, come la tradizione afferma, oppure è la testimonianza di un atroce delitto, perpetrato per realizzare una falsa reliquia? Per rispondere a questi inquietanti interrogativi, da più di cento anni gli scienziati si sono impegnati nell’esame di questo enigmatico lenzuolo. Continua a leggere