I paletti necessari e il ruolo della politica. Difendiamo i bambini dagli smartphone

di  Daniele Novara
 
È davvero inquietante che siano alcuni azionisti della Apple stessa a voler tutelare i bambini sull’uso degli smartphone mentre la politica e le istituzioni tacciono, chiuse in un silenzio davvero colpevole. La particolare pericolosità degli smartphone per i bambini è legata alla loro stessa natura: si tratta di una tecnologia portatile, estremamente comoda e facile da utilizzare. Il successo di questi dispositivi nelle famiglie risale a pochi anni fa quando whatsapp divenne un vero e proprio cavallo di troia per ottenere che i genitori regalassero ai figli non più i vecchi cellulari monouso ma dei veri e proprio computer portatili.

Il pretesto fu rappresentato dalla gratuità dei messaggi whatsapp rispetto agli sms che apparentemente costavano di più. In realtà fu una vera e propria manipolazione dell’opinione pubblica in quanto, come è noto, per avere whatsapp bisogna anche avere una connessione a Internet. Improvvisamente bambini di 8-9-10 anni si sono ritrovati in tasca un apparecchio con un accesso libero alla Rete, il cui 50% dei contenuti, come purtroppo sappiamo bene, sono di natura pornografica e violenta, come le esecuzioni dell’Isis o i film dell’orrore. In realtà i danni maggiori non attengono ai contenuti specifici visibili su Internet ma al dispotismo che gli smartphone esercitano sulla vita dei ragazzi: la facilità dell’uso rende difficilissimo separarsene. I danni maggiori sono quelli relativi al sonno. Sono tantissime le ricerche che dimostrano l’interferenza dei videoschermi sulla qualità del riposo. In seconda battuta vanno considerate le ripercussioni sulla capacità di concentrazione: lo studio, lo sport, la musica, le attività ludiche vengono compromesse a tal punto da sparire quasi del tutto. Sono sempre di più i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni completamente in balìa degli smartphone , da cui non si staccano mai. Continua a leggere

Una app per donare cibo gratuitamente ai bisognosi

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Con il supporto della Santa Sede e del governo italiano, il prossimo 8 dicembre partirà il progetto “Fame Zero”, che, attraverso un’applicazione su smartphone, consentirà di aiutare i poveri delle città italiane

Roma, 02 Novembre 2014 (Zenit.org)

Stabilire un ponte diretto ed immediato tra chi ha possiede più cibo del necessario e tutti coloro che non ne hanno per niente o che faticano a guadagnarsi anche una razione quotidiana. Da oggi sarà possibile grazie ad una app, un’applicazione scaricabile sui diversi smartphone, che consentirà di fornire del buon cibo, altrimenti buttato via, a tutti i poveri e gli indigenti.

Il progetto, nato contro lo spreco alimentare, si intitola “Fame zero”, prendendo il nome della campagna Onu e del Programma alimentare mondiale, lanciata da Ban Ki Moon. Continua a leggere