La profezia di Tocqueville. E la speranza che fa ripartire

di Giovanni Fighera

Il percorso sulla contemporaneità è giunto ormai al termine. Nella prima parte abbiamo evidenziato la condizione di solitudine e di disagio dell’uomo odierno. Quell’individualismo che nel Settecento illuministico era presentato come fine dell’affrancamento dell’uomo dalla superstizione religiosa e dalle false autorità del passato appare sempre più come esito nefasto di una società che fatica a sollevarsi, ad aiutare il più debole, a collaborare per uno sviluppo buono e comune. La conseguenza di un individualismo vissuto nella tranquillità e nella finta pace domestica, che non considera l’altrui miseria e sopravvive nella dimenticanza di una giustizia per gli altri, è il disinteresse per l’ambito pubblico e per la politica. L’individualismo corrisponde così ad una torre d’avorio isolata che può prosperare solo fino a quando non arriveranno le «truppe degli invasori» scontenti.

Già nell’Ottocento il saggista francese Alexis C. de Tocqueville (1805-1859) aveva anticipato gli esiti di questa posizione: «Una società in cui gli esseri umani si riducono nella condizione di individui “rinchiusi nei loro cuori” è una società in cui pochi vorranno partecipare attivamente all’autogoverno. La maggioranza preferirà starsene a casa e godersi le soddisfazioni della vita privata, almeno fintantoché il governo in carica, qualunque sia, produce i mezzi di queste soddisfazioni, e ne fa larga distribuzione». Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: “Famiglia, palestra di allenamento al perdono”

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All’Udienza Generale di oggi Papa Francesco ha svolto la sua catechesi riflettendo sul perdono reciproco in famiglia. È proprio in famiglia – ha detto il Papa – che si impara a perdonare; “non si può vivere senza perdonarsi o almeno non si può vivere bene, specialmente in famiglia”. “Ogni giorno ci facciamo dei torti l’uno con l’altro. Dobbiamo mettere in conto questi sbagli, dovuti alla nostra fragilità e al nostro egoismo. Quello che però ci viene chiesto è di guarire subito le ferite che ci facciamo, di ritessere immediatamente i fili che rompiamo nella famiglia. Se aspettiamo troppo, tutto diventa più difficile”. “C’è un segreto semplice per guarire le ferite e per sciogliere le accuse”, dice il Papa. E’ cioè: “non lasciar finire la giornata senza chiedersi scusa, senza fare la pace.. Se impariamo a chiederci subito scusa e a donarci il reciproco perdono, guariscono le ferite, il matrimonio si irrobustisce, e la famiglia diventa una casa sempre più solida”. Di seguito il testo completo: Continua a leggere

Papa Francesco: la famiglia rende il mondo più umano, ma la politica non la sostiene

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All’udienza generale Papa Francesco ha svolto la sua catechesi sullo spirito famigliare. “Non si dà alla famiglia il dovuto peso, riconoscimento e sostegno nell’organizzazione politica ed economica della società contemporanea”. “Si potrebbe dire che lo “spirito famigliare” è una carta costituzionale per la Chiesa.”

Ecco di seguito il testo dell’Udienza:
 

Famiglia – 28. Spirito famigliare

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Da pochi giorni è iniziato il Sinodo dei Vescovi sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. La famiglia che cammina nella via del Signore è fondamentale nella testimonianza dell’amore di Dio e merita perciò tutta la dedizione di cui la Chiesa è capace. Il Sinodo è chiamato ad interpretare, per l’oggi, questa sollecitudine e questa cura della Chiesa. Continua a leggere

Secondo giorno di Papa Francesco in Ecuador. Lo Stato ha un debito sociale verso la famiglia

Papa Francesco e Rafael Correa

 di Massimo Introvigne
 
Nel secondo giorno della sua visita pastorale in Ecuador, il 6 luglio 2015, dopo avere visitato il Santuario della Divina Misericordia a Guayaquil, e prima di salutare i fedeli della capitale Quito di fronte alla cattedrale, Papa Francesco ha celebrato la Messa di fronte a un milione di persone nel  Parco de Los Samanes, sempre a Guayaquil. L’omelia ha avuto al centro la famiglia e il vero «debito sociale» che lo Stato ha nei suoi confronti, e – in vista del prossimo Sinodo – il Pontefice ha invitato ad andare oltre le statistiche che ci presentano la famiglia come una sorta di specie invia di estinzione e credere che il miracolo di una rinascita della famiglia è possibile.

Partendo dal vino che mancava alle nozze di Cana, il Papa ha rilevato che oggi anche in tante famiglie «non c’è più questo vino! Quante donne sole e rattristate si domandano quando l’amore se n’è andato, quando l’amore è scivolato via dalla loro vita! Quanti anziani si sentono lasciati fuori dalle feste delle loro famiglie, abbandonati in un angolo e ormai senza il nutrimento dell’amore quotidiano dei loro figli, dei loro nipoti e pronipoti!». E la mancanza del vino, cioè dell’amore nelle famiglie, «può essere anche la conseguenza della mancanza di lavoro, delle malattie, delle situazioni problematiche che le nostre famiglie in tutto il mondo attraversano». Continua a leggere

Il Papa: valorizzare le donne, no a ideologie contro famiglia e matrimonio

Valorizzare le donne nella Chiesa e nella società. E’ l’esortazione di Papa Francesco durante l’udienza alla delegate della Conferenza internazionale cattolica delle guide. Il Pontefice è quindi tornato a denunciare la diffusione di quelle ideologie che sono contrarie alla natura e al disegno di Dio sulla famiglia e sul matrimonio. Riprendendo poi l’Enciclica Laudato Si’, il Papa ha sottolineato che l’educazione all’ecologia è essenziale per trasformare le mentalità e abitudini per superare le sfide che riguardano l’ambiente. Il servizio di Alessandro Gisotti:

E’ molto importante che la donna sia “adeguatamente valorizzata e che possa prendere pienamente il posto che le spetta, sia nella Chiesa sia nella società”. E’ uno dei passaggi chiave del discorso che Francesco ha rivolto alla Conferenza delle guide, in occasione del 50.mo anniversario di fondazione. Continua a leggere

Papa Francesco: “Con i bambini non si scherza!” (Udienza generale 8.04.15)

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Nella catechesi dell’Udienza Generale di oggi, 8 aprile 2015, Papa Francesco ha continuato le sue riflessioni sulla famiglia e in particolare sui bambini, parlando questa volta delle “storie di passione” che molti di loro vivono. Tanti bambini, infatti, vengono “rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro” e molte volte gli adulti giustificano il loro comportamento dicendo che è stato un errore farli venire al mondo. Ma, ha sottolineato con forza il Santo Padre – “non scarichiamo sui bambini le nostre colpe!”.
 

Di seguito il testo dell’udienza generale:
 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nelle catechesi sulla famiglia completiamo oggi la riflessione sui bambini, che sono il frutto più bello della benedizione che il Creatore ha dato all’uomo e alla donna. Abbiamo già parlato del grande dono che sono i bambini, oggi dobbiamo purtroppo parlare delle “storie di passione” che vivono molti di loro. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: società senza bambini è triste e grigia

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All’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, Papa Francesco dopo le catechesi sulle diverse figure della vita familiare (madre, padre, figli, fratelli, nonni) ha svolto la sua riflessione sui bambini che sono – ha detto – un “grande dono per l’umanità … ma sono anche i grandi esclusi perché neppure li lasciano nascere”. La prossima settimana – ha annunciato – si soffermerà “su alcune ferite che purtroppo fanno male all’infanzia. Mi vengono in mente i tanti bambini che ho incontrato durante il mio ultimo viaggio in Asia: pieni di vita, di entusiasmo, e, d’altra parte, vedo che nel mondo molti di loro vivono in condizioni non degne… In effetti, da come sono trattati i bambini si può giudicare la società, ma non solo moralmente, anche sociologicamente, se è una società libera o una società schiava di interessi internazionali”.

I bambini non hanno problemi a capire Dio
“Per prima cosa i bambini – ha detto – ci ricordano che tutti, nei primi anni della vita, siamo stati totalmente dipendenti dalle cure e dalla benevolenza degli altri. E il Figlio di Dio non si è risparmiato questo passaggio. Continua a leggere