Scuola, due cose da fare subito per le paritarie

Due cose da fare subito per le paritarie

Le risorse, è noto, sono poche, e il governo è tirato per la giacchetta da tutte le parti… Una cosa però, è certa: alla luce del documento “La Buona Scuola” presentato nei giorni scorsi dal governo, la Legge di stabilità 2015 rappresenta l’occasione per verificare se le buone intenzioni dichiarate potranno tradursi in azioni concrete per un effettivo sviluppo del nostro sistema nazionale di istruzione. In modo particolare, sarà il banco di prova per accertare se il ruolo assolutamente marginale ricoperto dalla scuola paritaria nel citato documento è una scelta voluta, rigurgito di una obsoleta avversione ideologica che finirebbe per emarginarci ancora di più dal resto dei paesi europei, o una semplice e innocente disattenzione.

Sin dall’inizio del suo mandato, il presidente del Consiglio Renzi ha sottolineato la necessità di una forte attenzione al fattore educativo e la centralità di una scuola “che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico, che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani”. Se questo è davvero ciò che interessa, non è possibile trascurare l’importante contributo offerto dalle scuole paritarie. Continua a leggere

Scuole paritarie: un risparmio più che un costo

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La legge di stabilità ha ripristinato i fondi dello Stato per le scuole paritarie, e in attesa delle decisioni dei Comuni riguardo a Tares e Imu, Il Sussidiario ha intervistato il sottosegretario all’Istruzione (con delega alle scuole paritarie) Toccafondi che ha fornito dati sull’attuale situazione della scuola italiana.

Su circa 9 milioni di studenti, le 13.500 scuole paritarie ospitano poco più di un milione di ragazzi. L’insieme di scuole statali e scuole paritarie costituisce l’istruzione pubblica e per tale ragione tutte ricevono finanziamento dallo Stato. Continua a leggere