Hanna e i 300 ebrei di Salonicco salvati dal console

di Costanza Signorelli
 
«Yosef e Hanna si sedettero attorno al tavolo, le gambe tremavano per l’emozione e non reggevano. I genitori accostarono delle sedie e si accomodarono accanto a loro. «Se recupero gli ingredienti giusti voglio proprio preparare dei borekas, per festeggiare» annunciò con piglio la signora Izabela e tutti si misero a ridere, come non accadeva da tempo. Poi si strinsero le mani, in una catena, e le sollevarono al cielo. Con lo sguardo fisso ai documenti, che nessuno osava ancora toccare, intonarono insieme una preghiera di ringraziamento ad Adonai».

Siamo a pagina 104, poco dopo la metà. È questo il momento cruciale, forse il più significativo, del libro Hanna non chiude mai gli occhi di Luigi Ballerini (Edizioni San Paolo), pubblicato in occasione dell’imminente Giornata della Memoria 2016. Le famiglie ebree di Hanna e Yosef, stipate sotto lo stesso tetto e nel medesimo ghetto, per ordine tassativo del Reichsführer SS Himmler – hanno appena ricevuto i tanto attesi “documenti”. Si tratta di vere e proprie carte false che il governo italiano sta emettendo, per mano del console Guelfo Zamboni, al fine di salvare più ebrei possibili dalla furia del Reich, nella colonia ebraica di Salonicco (Grecia). Continua a leggere

Una scuola di teatro per i “piccoli Principi” dello slum

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di Marco Lepore
 
Cristina Colombo è direttrice della Cooperativa “La Carovana”, Ente Gestore dell’Istituto Tirinnanzi (scuole paritarie) di Legnano. L’abbiamo incontrata poco dopo il suo ritorno da un viaggio a Nairobi, e siamo rimasti colpiti dal modo con cui ci ha raccontato quanto le era accaduto, poiché lei stessa ne era impressionata.  Mossi dal desiderio di condividere con tutti la sua esperienza, abbiamo realizzato questa intervista, che è un’incisiva esemplificazione di quanto –fra le tante cose bellissime- ha recentemente detto papa Francesco ai partecipanti al Congresso mondiale promosso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, il 21 novembre scorso: «Non si tratta di andare là per fare beneficenza, per insegnare a leggere, per dare da mangiare…, no! Questo è necessario, ma è provvisorio. É il primo passo. La sfida, e io vi incoraggio, è andare là per farli crescere in umanità, in intelligenza, in valori, in abitudini, perché possano andare avanti e portare agli altri esperienze che non conoscono». Continua a leggere

Udienza Generale. Papa Francesco: “I nostri cari non sono scomparsi nel buio del nulla, ma sono nelle mani di Dio”

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Nel percorso delle catechesi sulla famiglia, Papa Francesco ha affrontato nell’Udienza Generale di oggi, 17 giugno 2015, il tema del lutto, un’esperienza che riguarda tutti, che fa parte della vita stessa, ma che – come ha detto il Papa – non riesce mai ad apparirci naturale. La morte di un figlio apre una voragine che inghiotte il passato e il futuro e la morte di un genitore per un bambino genera un vuoto al quale il bambino stesso non riesce nemmeno a dare un nome. Ma la morte non ha l’ultima parola, ha ribadito il Santo Padre: i nostri cari non sono scomparsi nel buio del nulla e il Signore ce li restituirà, così come narrato nel brano del Vangelo letto all’inizio dell’Udienza Lc (7, 11-15). Non neghiamo il diritto al pianto ha detto il Papa, anche Gesù pianse, ma contribuiamo con la nostra fede al lavoro dell’amore di Dio, che è più forte di quello della morte.
 
Queste le parole di Papa Francesco: Continua a leggere

La bellezza c’è. Ma occorre più educazione

Particolare della Venere di Botticelli

di Angelo Busetto
 
«Ci vorrebbe più educazione!». Non appena nel senso delle buone maniere, ma nel senso del recupero del valore della vita e del bello e del buono che la costituisce. Educarci ed educare ad apprezzare quel che vale, quel che è sano e che rilancia il desiderio e la progettualità della persona. Non solo per l’urto di fatti inumani, come il terrorismo e le guerre. Ma anche per un abbassamento del livello stesso dell’essere uomo.

Impressionante il commercio a cui viene sottoposta – anche con leggi statali- la vita umana: la tratta delle persone, ma anche la compravendita dei bambini, gli uteri in affitto e tante pratiche che mirano a “produrre” artificialmente la vita dell’uomo o a spegnerla dall’inizio… Giornali e Tv fanno passare tutto per l’autostrada dell’informazione, appiattendo le coscienze e assuefacendole a tutte le invenzioni. Con i soldi si fa tutto, anche il peggio. Per soldi si mette in vendita se stessi, per una sera o per nove mesi, si compera una donna o un bambino, o li si distrugge. Quale differenza, rispetto alla pratica della schiavitù antica o alla tratta dei negri? Continua a leggere

La creazione secondo Gaudí

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La Sagrada Família è un inno alla natura, è un canto alla luce e a tutto il creato che, secondo il libro della Genesi, seguì alla creazione della luce. La visione che Gaudí ha della natura e che plasma nella sua opera è molto vicina a quella di san Francesco d’Assisi. Pertanto, a ragione, si è parlato di un’ispirazione francescana nella sua opera, e di uno stile francescano nella sua vita, in particolare quanto a umiltà e povertà.

È ben noto che le strutture geometriche, nella cui creazione e uso Gaudí è geniale, si ispirano alla natura. «Il grande libro – affermava – sempre aperto e che conviene sforzarsi di leggere, è quello della natura. Gli altri libri sono tratti da questo e contengono gli errori e le interpretazioni degli uomini. Continua a leggere

Natale è attesa

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di Marco Luscia
 
Questo è il tempo del Natale, un tempo che è attesa e speranza. Il credente lo sa, il non credente aperto al mistero lo intuisce. L’ateo militante sopporto a fatica l’idea che Dio sia dentro il tempo, che Dio si sia incarnato in Gesù di Nazaret. L’attesa è un sentimento misterioso, eppure da quando esiste il tempo, tutto è attesa. In inverno la natura attende i primi tepori per risvegliarsi alla “vita attiva”, l’innamorato attende lo sguardo dell’amata, lo studente più prosaicamente il tempo delle vacanze. Il malato attende un responso che gli restituisca speranza e il contadino scruta il cielo in attesa di un tempo benigno per il suo raccolto. La sposa attende che il figlio fiorito nello scrigno del suo corpo veda la luce del mondo, sano e felice. L’uomo attende un lavoro, come la guerra attende la pace. E poi, c’è l’attesa di una festa vicina, di un regalo, di un incontro che ci cambi la vita. Continua a leggere

Il Papa: non cedere a depressione di fronte al male, ma vivere con speranza

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Anche in mezzo a tante difficoltà, il cristiano non ceda alla depressione. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Papa ha dunque avvertito che “corruzione” e “distrazione” ci allontanano dall’incontro con il Signore.

Babilonia e Gerusalemme. Nella sua omelia, Francesco ha preso spunto da queste due città di cui parla la Prima Lettura tratta dall’Apocalisse e il Vangelo di San Luca. Il Papa ha sottolineato che entrambe le letture attirano la nostra attenzione sulla fine di questo mondo. E per meditare, ha notato, ci parla del “crollo di due città che non hanno accolto il Signore, che si sono allontanate” da Lui. Il crollo di queste due città, ha precisato, “avviene per motivi differenti”. Babilonia è il “simbolo del male, del peccato” e “cade per corruzione”, si “sentiva padrona del mondo e di se stessa”. E quando “si accumula il peccato – ha ammonito – si perde la capacità di reagire e si incomincia a marcire”. Continua a leggere