Bambina affetta da spina bifida nasce sana dopo un intervento chirurgico nel grembo materno

Dopo aver subito un intervento chirurgico alla spina bifida ancor prima di nascere, la piccola Piper-Kohl Kelly è in perfetta salute. I suoi genitori, i britannici Georgia Axford e Tyler Kelly, hanno chiesto un prestito di £9.000 (più di 10.000 euro) e hanno viaggiato più di 570 miglia (quasi 1.000 chilometri) per far operare la loro bimba ancora nel grembo da un chirurgo esperto.

Secondo il Daily Mail, alla ventesima settimana gli ultrasuoni hanno evidenziato che la figlia di Axford e Kelly era affetta da spina bifida, una condizione per cui il tubo neurale non si sviluppa propriamente, lasciando parti del midollo spinale e dei nervi spinali scoperti. Questa condizione può causare difetti neurologici e alcuni casi sono fatali.

Oggi le innovazioni mediche permettono ai dottori di operare i bambini affetti da spina bifida prima del parto, coprendo le parti esposte del midollo spinale. I dottori del Regno Unito hanno detto alla famiglia di Piper che avrebbe potuto essere operata prima della nascita ma da un medico che non aveva mai eseguito un’operazione simile. La famiglia ha optato per l’operazione in Germania da un medico esperto e ha pagato i costi da sola.

L’ intervento è stato fatto tramite un fetoscopio, un telescopio e una camera inserite nel grembo. Durante l’operazione, i chirurghi hanno inserito uno strato di collagene sui nervi esposti per prevenire la paralisi e altre complicazioni associate con la spina bifida. Piper non doveva nascere fino ad ottobre ma solo sei settimane dopo l’operazione, sua madre è entrata in travaglio e Piper è nata il 28 luglio a solo 30 settimane e 4 giorni.

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Spina bifida corretta in utero intervento rivoluzionario al San Raffaele

La diagnosi riscontrata al diciannovesima settimana di gravidanza

Milano si conferma «capitale» italiana per la cura della spina bifida, un difetto congenito che si manifesta a partire dal secondo trimestre di gravidanza con la mancata chiusura della colonna vertebrale. Dopo il primo intervento in utero effettuato a giugno dagli specialisti del Policlinico, nei giorni scorsi è toccato ai colleghi del San Raffaele fare il bis con un’operazione pressoché analoga effettuata per curare la malformazione in un bambino che dovrebbe nascere entro la prima metà di febbraio. L’intervento, a differenza di quanto accaduto nell’ex Ospedale Maggiore, è stato effettuato con una piccola incisione a livello dell’utero gravido. In questo modo gli specialisti, guidati dai primari Massimo Candiani (ginecologia e ostetricia) e Pietro Mortini (neurochirurgia), hanno potuto correggere il difetto dorsale nel feto: minimizzando l’impatto e dunque i rischi per la madre (già dimessa, è in buona salute) e la prosecuzione della gravidanza (l’intervento è stato effettuato nel corso della ventiduesima settimana).

La procedura chirurgica fa seguito alle quattro già effettuate in laparoscopia al Policlinico, nel corso dell’estate. Il quinto intervento è già programmato per novembre. In questo caso, i primi due bambini sono nati e «risultano in ottima salute»: questa l’unica informazione che filtra dal più antico ospedale cittadino, primo centro in Europa a mettere in atto la chirurgia intrauterina della spina bifida. La malattia è determinata dalla chiusura incompleta di una o più vertebre. Continua a leggere

Sapete cos’è accaduto al bambino di questa famosissima foto?

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La testimonianza della famiglia, dei medici, del fotografo e del bambino che appare in questa immagine emozionante
 
Samuel Alexander Armas ha 16 anni e abita a Douglas County, vicino ad Atlanta (Georgia, Stati Uniti). È nato il 2 dicembre 1999, e in quel momento era già diventato famoso a livello mondiale per la “mano della speranza”, una fotografia diventata un’icona della difesa della vita nel grembo materno.

Il 7 settembre 1999, il quotidiano statunitense USA Today ha pubblicato la fotografia di Samuel che teneva la mano fuori dall’utero materno e stringeva quella del chirurgo, il dottor Joseph Bruner. 

Quando è stata scattata la fotografia, il 19 agosto 1999, il dottor Bruner aveva completato una procedura storica: un intervento chirurgico su un bambino di appena 21 settimane di gestazione. Il fotografo, Michael Clancy, stava coprendo l’evento per una commissione speciale di USA Today. Continua a leggere