«Non ridurre la dottrina allo spirito del mondo»

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di Massimo Introvigne

Mentre continuano negli Stati Uniti le discussioni sul forte richiamo all’integrità dottrinale, specie quanto all’«insegnamento morale» della Chiesa, rivolto da Papa Francesco il 30 gennaio al consiglio direttivo dell’Università Notre Dame, la più grande università cattolica del mondo, il Pontefice il 31 gennaio ha incontrato la Congregazione per la Dottrina della Fede.

I giornali si sono occupati di questo incontro principalmente per l’annuncio che la Commissione per la protezione dei fanciulli, istituita da Papa Francesco, si collegherà alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che già da anni si occupa della questione dei preti pedofili. Continua a leggere

Sorpresa, la Chiesa non è in liquidazione

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Papa Francesco ad Assisi spiazza gli oltre mille giornalisti che si attendevano un annuncio eclatante sulla rinuncia della Chiesa ai beni materiali. La cosa di cui spogliarsi è lo «spirito del mondo», ha invece detto il Papa. E ha fatto a pezzi l’immagine di un san Francesco sdolcinato ed ecologista: l’amore per i poveri, il rispetto per il Creato e il desiderio di portare la pace hanno un nome: Cristo.

A seguire in questi giorni stampa e tv, il 4 ottobre sarebbe dovuto essere una sorta di Dies Irae: papa Francesco ad Assisi che fa un gesto eclatante di rottura con il passato, vaticanisti e anche qualche prelato che anticipavano una rinuncia clamorosa a tutte le ricchezze della Chiesa, ovviamente nella Sala della Spoliazione dove era previsto l’incontro con i poveri. Continua a leggere

Papa Francesco: «Non si può fare la “macedonia”: O Cristo o il mondo»

Papa Francesco in udienza speciale con gli studenti delle scuole dei Gesuiti

Seguire Cristo non significa eseguire un serie di precetti: «È una conversione». E per farlo occorre aprire il cuore alla salvezza e alle beatitudini. Cioè essere uomini liberi
 
Papa Franceco, questa mattina nell’omelia alla Messa alla Casa Santa Marta, ha iniziato parlando di una parola («consolazione») che ritorna spesso all’inizio della seconda Lettera ai Corinzi di san Paolo. Paolo si rivolge «ai cristiani giovani nella fede» che «hanno incominciato da poco la strada di Gesù». Persone «normali», ma che «avevano trovato Gesù». È questo incontro che le cambia, che opera in loro una trasformazione. È la «forza speciale di Dio» che è per loro forza di consolazione cioè «la presenza di Dio nel nostro cuore». Tutto ciò basta? No, perché, ha aggiunto il pontefice «è necessario aprire la porta» cioè è necessaria la nostra «conversione». Continua a leggere