Papa Francesco: Pentecoste: pace e riconciliazione doni dello Spirito

LapresseFo_46370645

Una forte esortazione ad accogliere i doni dello Spirito Santo. Nella Messa solenne della domenica di Pentecoste, presieduta stamani in una Basilica di San Pietro gremita di fedeli, Papa Francesco ha ricordato nell’omelia che, così come accadde agli apostoli, anche oggi lo Spirito guida alla verità, rinnova la terra e dà i suoi frutti. Il Pontefice ha quindi sottolineato il peccato di chiudersi all’azione della grazia.

Di seguito il testo completo dell’Omelia del Santo Padre:
 
«Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi … Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20,21.22), così ci dice Gesù. L’effusione avvenuta la sera della Risurrezione si ripete nel giorno di Pentecoste, rafforzata da straordinarie manifestazioni esteriori. La sera di Pasqua Gesù appare agli Apostoli e alita su di loro il suo Spirito (cfr Gv 20,22); nel mattino di Pentecoste l’effusione avviene in maniera fragorosa, come un vento che si abbatte impetuoso sulla casa e irrompe nelle menti e nei cuori degli Apostoli. Continua a leggere

Papa Francesco: la salute di un cristiano si vede dalla gioia

topic (2)

Il pontefice ha svolto la sua omelia a Santa Marta sul tema della gioia come “sigillo del cristiano”

La gioia è “il sigillo del cristiano”, anche nei dolori e nelle tribolazioni. E’ quanto affermato da Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Papa ha ribadito che è impossibile un cristiano triste ed ha sottolineato che è lo Spirito Santo che ci insegna ad amare e ci riempie di gioia.

Gesù, ha esordito Papa Francesco, prima di andare in Cielo, ha parlato di tante cose, ma si soffermava sempre su “tre parole chiave”: “Pace, amore e gioia”. Sulla pace, ha ribadito, “ci diceva che non ci dà una pace, come la dà il mondo”, ma ci dà una “pace per sempre”. Sull’amore, ha proseguito, ha detto tante volte “che il comandamento era amare Dio e amare il prossimo” e ha fatto quasi un “protocollo”, in Matteo 25, “sul quale noi tutti saremo giudicati”. Nel Vangelo odierno, ha quindi osservato, “Gesù sull’amore dice una cosa nuova: ‘Non solo amate, ma rimanete nel mio amore’”: Continua a leggere

Il Papa: com’è il nostro cuore, fisso nello Spirito o ballerino?

1514024_LancioGrande

Papa Francesco celebra la Messa mattutina a Casa Santa Marta

Il cristiano abbia un cuore fisso nello Spirito Santo, non un cuore ballerino che va da una parte all’altra. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha incentrato la sua omelia su San Paolo che, ha detto, fu capace di evangelizzare senza sosta perché il suo cuore riceveva fermezza dallo Spirito Santo. Il servizio di Alessandro Gisotti:
Com’è il nostro cuore? Papa Francesco ha svolto la sua omelia sul binomio “movimento-fermezza” nel cuore dei cristiani. Il Papa ha preso spunto dalla Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, dove possiamo ammirare l’impegno per l’evangelizzazione di San Paolo, che ha “cuore fermo ma in continuo movimento”. Continua a leggere

“Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa”

gesù promette spiritp

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,21-26)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

La meditazione di Benedetto XVI
E’ Gesù stesso a promettere che pregherà il Padre affinché mandi ai suoi lo Spirito, definito “un altro Paraclito” (Gv 14,16), termine greco che equivale al latino “ad-vocatus”, avvocato difensore. Il primo Paraclito infatti è il Figlio incarnato, venuto per difendere l’uomo dall’accusatore per antonomasia, che è satana. Continua a leggere

Udienza generale. Il Papa: ci sono tanti santi nascosti, il dono della fortezza li aiuta a vivere nelle prove

1_0_799058

All’udienza generale di stamani, il Papa ha proseguito la sua catechesi sui doni dello Spirito Santo. Nelle scorse settimane ha parlato della sapienza, dell’intelletto e del consiglio. Oggi ha parlato del dono della fortezza.

“C’è una parabola, raccontata da Gesù, che ci aiuta a cogliere l’importanza di questo dono. Un seminatore esce a seminare; non tutto il seme che sparge, però, porta frutto. Quello che finisce sulla strada viene mangiato dagli uccelli; quello che cade sul terreno sassoso o in mezzo ai rovi germoglia, ma viene presto seccato dal sole o soffocato dalle spine. Solo quello che finisce sul terreno buono può crescere e dare frutto (cfr Mc 4,3-9 // Mt 13,3-9 // Lc 8,4-8). Come Gesù stesso spiega ai suoi discepoli, questo seminatore rappresenta il Padre, che sparge abbondantemente il seme della sua Parola. Il seme, però, si scontra spesso con l’aridità del nostro cuore e, anche quando viene accolto, rischia di rimanere sterile. Con il dono della fortezza, invece, lo Spirito Santo libera il terreno del nostro cuore, lo libera dal torpore, dalle incertezze e da tutti i timori che possono frenarlo, in modo che la Parola del Signore venga messa in pratica, in modo autentico e gioioso. E’ un vero aiuto questo dono della fortezza, ci dà forza, anche ci libera di tanti impedimenti.”. Continua a leggere

Il Papa all’Udienza generale: “Il dono della sapienza ci insegna a guardare con gli occhi di Dio”

1_0_789222

Papa Francesco all’Udienza Generale di oggi ha iniziato un ciclo di catechesi sui doni dello Spirito Santo, iniziando da quello della Sapienza. Non si tratta della saggezza umana, ha sottolineato il Santo Padre, ma di “vedere il mondo, vedere le situazioni, le congiunture, i problemi, con gli occhi di Dio”. E questo è un dono che ci dà lo Spirito Santo quando abbiamo un rapporto filiale con Dio Padre: “Quando siamo in comunione con il Signore, lo Spirito è come se trasfigurasse il nostro cuore e gli facesse percepire tutto il suo calore e la sua predilezione”. Papa Francesco conclude la sua catechesi utilizzando alcuni esempi concreti, parlando delle nostre piccole azioni quotidiane – nel matrimonio, con i nostri figli – che devono essere guidate e affrontate con il dono della sapienza. “E così, con questa saggezza andiamo avanti, costruiamo la famiglia, costruiamo la Chiesa e tutti ci santifichiamo”.
 
Papa Francesco – Udienza Generale del 9 aprile 2014

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Iniziamo oggi un ciclo di catechesi sui doni dello Spirito Santo. Voi sapete che lo Spirito Santo costituisce l’anima, la linfa vitale della Chiesa e di ogni singolo cristiano: è l’Amore di Dio che fa del nostro cuore la sua dimora ed entra in comunione con noi. Lo Spirito Santo sempre sta con noi, sempre è in noi, è nel nostro cuore. Continua a leggere

Papa Francesco: «Abbiate cura dei bambini, fate loro fare la Cresima. Non lasciateli a metà cammino»

Udienza Generale del mercoledì di Papa Francesco

All’udienza generale, il Pontefice ha parlato dell’importanza del sacramento della Confermazione. «Così Dio si prende cura della nostra vita»

Papa Francesco, questa mattina all’udienza generale, ha proseguito la catechesi sui sacramenti, parlando della Cresima, un sacramento che va compreso «in continuità con il Battesimo» al quale è legato «in modo inseparabile». Confermazione, Battesimo ed Eucaristia «formano un unico evento salvifico, nel quale veniamo inseriti in Gesù Cristo morto e risorto e diventiamo nuove creature e membra della Chiesa. Ecco perché in origine questi tre Sacramenti si celebravano in un unico momento, al termine del cammino catecumenale, che era normalmente nella Veglia Pasquale. Così veniva suggellato il percorso di formazione e di graduale inserimento nella comunità cristiana che poteva durare anche alcuni anni. Si faceva passo per passo, per arrivare al Battesimo, poi alla Cresima e all’Eucaristia». Continua a leggere

Rallegrati, piena di grazia

annunciazione

Il Vangelo di oggi

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Continua a leggere

“Giuseppe.. non temere”

s giuseppe GANDOLFI G

Il Vangelo di oggi:
 
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Continua a leggere

Scalfari travisa il Papa “La coscienza non è un’opinione”

socci

di Antonio Socci

(Da “Libero”, 19 novembre 2013)

Eugenio Scalfari non deve aver digerito la cancellazione dal sito del Vaticano della sua “intervista” al Papa. E nella sua interminabile omelia domenicale ha ribadito che “Francesco ha teorizzato in varie occasioni la libertà di coscienza dei cristiani come di tutti gli altri uomini e la loro libera scelta tra quello che ciascuno di loro ritiene sia il Bene e quello che ritiene sia il Male. E portando avanti il Vaticano II (Francesco) ha deciso di dialogare con la cultura moderna”.
 
I DUE EQUIVOCI

La sommarietà di queste frasi mostra che Scalfari non ha le idee chiare. Ma con l’espressione “in varie occasioni” cerca di dire che anche nella lettera scritta dal Papa il 4 settembre, in risposta a un suo articolo del 7 agosto, Francesco diceva sulla coscienza la stessa cosa che lui gli ha attribuito nell’intervista del 1° ottobre (quella cancellata dal sito vaticano). Continua a leggere

Diventare pietre vive del Tempio dello Spirito Santo

1190455_papa-bergoglio-vacanze-tuttacronaca_thumb

di Massimo Introvigne
 
Nell’udienza generale del 26 giugno 2013 Papa Francesco ha proseguito le sue catechesi sulla Chiesa, presentando – dopo «popolo di Dio» e «corpo di Cristo» – una terza immagine che la Costituzione dogmatica «Lumen gentium» del Concilio Ecumenico Vaticano II usa per descrivere la Chiesa: «tempio dello Spirito Santo». La catechesi è stata occasione per riflettere sulle relazioni fra il Tempio dell’Antico Testamento e la Chiesa come tempio, e per invitare ancora una volta a superare quella «stanchezza» che ci trasforma in cristiani scoraggiati e chiusi in noi stessi, distogliendoci dall’evangelizzazione. Continua a leggere

Papa Francesco: «Non si può fare la “macedonia”: O Cristo o il mondo»

Papa Francesco in udienza speciale con gli studenti delle scuole dei Gesuiti

Seguire Cristo non significa eseguire un serie di precetti: «È una conversione». E per farlo occorre aprire il cuore alla salvezza e alle beatitudini. Cioè essere uomini liberi
 
Papa Franceco, questa mattina nell’omelia alla Messa alla Casa Santa Marta, ha iniziato parlando di una parola («consolazione») che ritorna spesso all’inizio della seconda Lettera ai Corinzi di san Paolo. Paolo si rivolge «ai cristiani giovani nella fede» che «hanno incominciato da poco la strada di Gesù». Persone «normali», ma che «avevano trovato Gesù». È questo incontro che le cambia, che opera in loro una trasformazione. È la «forza speciale di Dio» che è per loro forza di consolazione cioè «la presenza di Dio nel nostro cuore». Tutto ciò basta? No, perché, ha aggiunto il pontefice «è necessario aprire la porta» cioè è necessaria la nostra «conversione». Continua a leggere

L’eterna scelta tra Babele e la Pentecoste

img-_innerArt-_FrancescoSanPietroTesto

di Massimo Introvigne
 
Proseguendo nelle sue catechesi sul Credo per l’Anno della fede, il 22 maggio Papa Francesco ha iniziato a commentare le parole «Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica», affermando che non è casuale che la fede nella Chiesa sia professata nel simbolo apostolico subito dopo la fede nello Spirito Santo. «C’è un profondo legame tra queste due realtà di fede: è lo Spirito Santo, infatti, che dà vita alla Chiesa, guida i suoi passi. Senza la presenza e l’azione incessante dello Spirito Santo, la Chiesa non potrebbe vivere». Guardare allo Spirito Santo aiuta a non dimenticare che la ragion d’essere della Chiesa è l’evangelizzazione. «Evangelizzare è la missione della Chiesa, non solo di alcuni, ma la mia, la tua, la nostra missione». Continua a leggere

Novità, armonia e missione: i tre nomi dello Spirito

img-_innerArt-_FrancescoTesto_0

di Massimo Introvigne

Dopo la veglia di Pentecoste di sabato 18 maggio, domenica 19 maggio Roma ha visto la grande Messa con i movimenti ecclesiali che, ha detto Papa Francesco al Regina Coeli, «ha trasformato Piazza San Pietro in un Cenacolo a cielo aperto». Nell’omelia, dopo aver rievocato l’episodio della Pentecoste in cui lo Spirito Santo «sprigiona il suo dinamismo irresistibile, con esiti sorprendenti», il Papa – utilizzando un suo schema pedagogico tipico, che estrae dalla Sacra Scrittura poche parole chiave, che invita a comprendere e memorizzare – ha chiesto ai movimenti di riflettere su tre caratteristiche dell’azione dello Spirito Santo: la novità, l’armonia, la missione, tornando con forza sulla denuncia – che ripropone continuamente – di una Chiesa autoreferenziale, poco aperta alla missione, la quale rischia di diventare nello stesso tempo una Chiesa «gnostica», che confida nelle sue forze e non nei doni dello Spirito. Continua a leggere

Solennità di Pentecoste. Omelia di Benedetto XVI

Pentecoste_B

Cari fratelli e sorelle!

Il giorno di Pentecoste lo Spirito Santo scese con potenza sugli Apostoli; ebbe così inizio la missione della Chiesa nel mondo. Gesù stesso aveva preparato gli Undici a questa missione apparendo loro più volte dopo la sua risurrezione (cfr At 1,3). Prima dell’ascensione al Cielo, ordinò di “non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre” (cfr At 1,4-5); chiese cioè che restassero insieme per prepararsi a ricevere il dono dello Spirito Santo. Ed essi si riunirono in preghiera con Maria nel Cenacolo nell’attesa dell’evento promesso (cfr At 1,14).
Restare insieme fu la condizione posta da Gesù per accogliere il dono dello Spirito Santo; presupposto della loro concordia fu una prolungata preghiera. Troviamo in tal modo delineata una formidabile lezione per ogni comunità cristiana. Si pensa talora che l’efficacia missionaria dipenda principalmente da un’attenta programmazione e dalla successiva intelligente messa in opera mediante un impegno concreto. Continua a leggere

La Pentecoste

Oggi la Chiesa celebra la solennità di Pentecoste, giorno in cui si conclude il tempo sacro dei cinquanta giorni di Pasqua e, con l’effusione dello Spirito Santo sui discepoli a Gerusalemme, si fa memoria dei primordi della Chiesa e dell’inizio della missione degli Apostoli fra tutte le tribù, lingue, popoli e nazioni. (QUI il Vangelo e la Liturgia di oggi).
 
La discesa dello Spirito Santo

L’episodio della discesa dello Spirito Santo è narrato negli Atti degli Apostoli, cap. 2; gli apostoli insieme a Maria, la madre di Gesù, erano riuniti a Gerusalemme nel Cenacolo, probabilmente della casa della vedova Maria, madre del giovane Marco, il futuro evangelista, dove presero poi a radunarsi abitualmente quando erano in città; e come da tradizione, erano affluiti a Gerusalemme gli ebrei in gran numero, per festeggiare la Pentecoste con il prescritto pellegrinaggio. Continua a leggere

Lo Spirito Santo ci protegge dal relativismo

untitled

di Massimo Introvigne
 
Nell’udienza generale del 15 maggio, continuando le catechesi sul Credo per l’Anno della fede, Papa Francesco ha proseguito – dal precedente mercoledì – la sua meditazione sullo Spirito Santo, insistendo sul suo rapporto con la verità in opposizione al relativismo dei nostri giorni. Su questo rapporto tra Spirito Santo e verità attira l’attenzione Gesù stesso: lo Spirito, dice, «vi guiderà a tutta la verità» (Gv 16,13), è «lo Spirito di Verità» (Gv 14,17).
Ovviamente, la questione è di attualità «in un’epoca in cui si è piuttosto scettici nei confronti della verità. Benedetto XVI ha parlato molte volte di relativismo, della tendenza cioè a ritenere che non ci sia nulla di definitivo e a pensare che la verità venga data dal consenso o da quello che noi vogliamo». Continua a leggere

Papa Francesco: lo Spirito Santo è lo sconosciuto della nostra fede ma è Lui che ci ricorda le cose di Dio

1_0_691508

È lo Spirito Santo che permette al cristiano di avere “memoria” della storia e dei doni ricevuti da Dio. Senza questa grazia, si rischia di scivolare nell’idolatria. Papa Francesco lo ha affermato all’omelia della Messa presieduta questa mattina in Casa Santa Marta. Alla celebrazione hanno partecipato dipendenti della Direzione tecnica, amministrativa e generale di Radio Vaticana e del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti, guidati dai vertici del dicastero, il cardinale presidente Antonio Maria Vegliò, il segretario mons. Joseph Kalathiparambil e il sottosegretario padre Gabriele Bentoglio, che hanno concelebrato col Papa. Continua a leggere

È lo Spirito Santo che elegge il Papa? Ecco come rispose (con una certa ironia) l’allora cardinale Ratzinger

044643751-8064f6d1-2d5b-4993-9c56-c8ddb2a1a646

Una volta fu chiesto al futuro Papa se lo Spirito Santo fosse il responsabile dell’elezione dei Pontefici. «Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Egli è un buon educatore»
 
Oggi Avvenire riporta un’interessante risposta che Joseph Ratzinger diede nel 1997 alla domanda sull’azione dello Spirito Santo in Conclave.

È lo Spirito Santo il responsabile dell’elezione del Papa?, gli fu domandato.

Ratzinger, non rinunciando nel finale a una certa ironia, rispose così: «Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Continua a leggere

Ispirazione e verità della Sacra Scrittura

untitled

Dio è l’Autore della Sacra Scrittura. “Le cose divinamente rivelate, che nei libri della Sacra Scrittura sono contenute e presentate, furono consegnate sotto l’ispirazione dello Spirito Santo.
La Santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché, scritti sotto ispirazione dello Spirito Santo, hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 21]. Continua a leggere

«Aggiornamento» non significa rottura con la tradizione, ma ne esprime la continua vitalità

Il 12 ottobre, ricevendo un gruppo di padri conciliari del Vaticano II ancora viventi, Benedetto XVI ha definito una «grazia» la loro partecipazione, cinquant’anni fa, al Concilio. Il Papa ha colto l’occasione di questa udienza per ritornare ancora su una parola che, «quasi in modo programmatico, ritornava continuamente nei lavori conciliari: la parola “aggiornamento”». Continua a leggere

Timor di Dio

“Signore, come sono dolci le vostre vie! Ma chi vi camminerà senza timore? Temo di non sapervi servire. Quando mi metto a servirvi, non trovo nulla che mi soddisfi per pagarvi almeno in qualche cosa il molto che vi devo. Mi sembra che vorrei consacrarmi tutta al vostro servizio, ma considerando attentamente la mia miseria, sento di non saper far nulla di buono se Voi non mi aiutate” (Teresa d’Avila). Continua a leggere