Ma se l’Italia va a rotoli peggio che mai, perché lo spread scende? Spiegazione di un mistero

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Il differenziale tra titoli di Stato dice poco sull’economia reale dei paesi, serve solo a capire le intenzioni di quei «pochi potenti che detengono la ricchezza del mondo». E comandano i mercati. Intervista a Fabrizio Pezzani (Bocconi).
 
Se veramente lo spread fosse un’indicatore dell’”economia reale”, allora, in Italia, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali (Btp) e il Bund tedesco non dovrebbe attestarsi a meno di duecentocinquanta punti base, com’è attualmente, ma «come minimo a mille punti base». Continua a leggere

Più dello spread contano le culle vuote

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di Gianfranco Fabi

In questi ultimi mesi i mercati finanziari sono stati al centro dell’attenzione, nel bene, ma soprattutto nel male, dando l’impressione di aggravare i problemi economici anziché aiutare a risolverli. Ma il più delle volte perché si sono dati giudizi e interpretazioni lontani dalla realtà.

In primo luogo perché il più delle volte i “mercati” vengono considerati alla pari degli esseri umani, e quindi dotati di pensiero e razionalità, di obiettivi e di strategie da perseguire. Invece i mercati non sono né intelligenti, né stupidi, ma intelligenti o stupidi possono sicuramente essere coloro che li osservano e che li giudicano. Continua a leggere

Ecco l’«Agenda Ratzinger»

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di Massimo Introvigne

Come ogni anno, il 7 gennaio Benedetto XVI ha incontrato i rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, e ha loro rivolto un denso discorso relativo ai grandi temi della politica internazionale. Interessante notare come i titoli delle agenzie di stampa abbiano dato rilievo quasi solo agli accenni alla crisi economica – che non sono mancati -, mentre il Papa ha presentato tutti i grandi temi della dottrina sociale della Chiesa, nell’ordine di priorità che è tipico del suo Magistero. Continua a leggere

Minosse e spread, serve un tuffo chestertoniano per non sentirsi pesci fuor d’acqua

Il signor Chesterton scrisse nei suoi anni giovanili una simpatica poesia, rielaborando in modo stupefacente l’espressione “pesce fuor d’acqua”. Racconta la storia di un gruppo di audaci pirati che, dopo aver solcato tutti gli oceani del mondo, depredando e conquistando tesori, alla fine si imbattono nella tempesta più tremenda mai vista. Continua a leggere…