Scuola, quanto spende lo Stato per un liceo? «Diecimila euro a studente»

Uno studio condotto da Civicum sul liceo Leonardo Da Vicini ha dato un risultato «sorprendente». Soprattutto se si considera che un alunno di secondaria paritaria costa invece ai contribuenti appena 50 euro
 
(Tempi, 24.09.18)
 
Quanto costa una scuola statale? Per la prima volta si è cercato di rispondere a questa domanda, analizzando con un nuovo metodo (Rei) quanto spendono i contribuenti per mantenere ad esempio il liceo Leonardo Da Vinci. La struttura di 11 mila metri quadrati in centro a Milano ospita mille studenti e cento lavoratori, fra insegnanti e tecnici. Il costo complessivo annuale sfiora i 10 milioni di euro, una media di diecimila euro all’anno a studente.

ISTRUZIONE “GRATUITA”. «L’obiettivo è far emergere idee per migliorare l’organizzazione del liceo», spiega al dorso milanese del Corriere il presidente di Civicum, Stefano Cianchi, che ha realizzato l’indagine con Deloitte. «Abbiamo verificato quanto costa ai contribuenti l’istruzione pubblica “gratuita”. È una cifra molto superiore rispetto ai 500 mila euro correttamente riportati nel bilancio della scuola perché abbiamo considerato ogni voce, a partire dai trasferimenti “effettivi” e “figurativi” dello Stato e degli Enti locali. Cinque anni di liceo Leonardo costano 50 mila euro per studente».

SEDE DA 4 MILIONI. L’analisi è stata fatta sui conti del 2016. La sede, pagata da Città Metropolitana, vale 4 milioni di euro, alla quale bisogna aggiungere 139 mila euro per bollette e riscaldamento. Insegnanti, tecnici e amministrativi costano invece 4,5 milioni. Lo studio va nel dettaglio: un pacchetto Fastweb che comprende la connessione internet costa la bellezza di ottomila euro l’anno, le spese per visite e viaggi di istruzione 150 mila. E ancora settemila euro di cancelleria, altrettanti di medicinali, 700 euro per riviste e giornali, più una fortuna in fotocopie. Continua a leggere

Secondo giorno di Papa Francesco in Ecuador. Lo Stato ha un debito sociale verso la famiglia

Papa Francesco e Rafael Correa

 di Massimo Introvigne
 
Nel secondo giorno della sua visita pastorale in Ecuador, il 6 luglio 2015, dopo avere visitato il Santuario della Divina Misericordia a Guayaquil, e prima di salutare i fedeli della capitale Quito di fronte alla cattedrale, Papa Francesco ha celebrato la Messa di fronte a un milione di persone nel  Parco de Los Samanes, sempre a Guayaquil. L’omelia ha avuto al centro la famiglia e il vero «debito sociale» che lo Stato ha nei suoi confronti, e – in vista del prossimo Sinodo – il Pontefice ha invitato ad andare oltre le statistiche che ci presentano la famiglia come una sorta di specie invia di estinzione e credere che il miracolo di una rinascita della famiglia è possibile.

Partendo dal vino che mancava alle nozze di Cana, il Papa ha rilevato che oggi anche in tante famiglie «non c’è più questo vino! Quante donne sole e rattristate si domandano quando l’amore se n’è andato, quando l’amore è scivolato via dalla loro vita! Quanti anziani si sentono lasciati fuori dalle feste delle loro famiglie, abbandonati in un angolo e ormai senza il nutrimento dell’amore quotidiano dei loro figli, dei loro nipoti e pronipoti!». E la mancanza del vino, cioè dell’amore nelle famiglie, «può essere anche la conseguenza della mancanza di lavoro, delle malattie, delle situazioni problematiche che le nostre famiglie in tutto il mondo attraversano». Continua a leggere

Scuole paritarie: un risparmio più che un costo

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La legge di stabilità ha ripristinato i fondi dello Stato per le scuole paritarie, e in attesa delle decisioni dei Comuni riguardo a Tares e Imu, Il Sussidiario ha intervistato il sottosegretario all’Istruzione (con delega alle scuole paritarie) Toccafondi che ha fornito dati sull’attuale situazione della scuola italiana.

Su circa 9 milioni di studenti, le 13.500 scuole paritarie ospitano poco più di un milione di ragazzi. L’insieme di scuole statali e scuole paritarie costituisce l’istruzione pubblica e per tale ragione tutte ricevono finanziamento dallo Stato. Continua a leggere

Il diritto dei genitori è precedente al diritto dello Stato

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“Il diritto dei genitori sul figlio è precedente al diritto dello Stato. Dove lo Stato obbliga i genitori a mandare il loro figlio in una istituzione che questi deve frequentare per molte ore al giorno e dalla quale la sua mente non può che essere formata nel periodo più critico del suo sviluppo, il genitore ha un diritto di richiedere allo Stato che quell’istituzione sia di un tipo che egli approva. Nel caso particolare del genitore cattolico che vive sotto l’autorità di uno stato anticattolico come l’Inghilterra, i membri del corpo cattolico hanno un pieno diritto politico di richiedere che l’intera spesa dovuta per l’educazione obbligatoria dei propri figli sia sostenuta dallo Stato ma che sia in mani cattoliche – soggette naturalmente alla condizione che quel denaro imposto per un particolare scopo debba essere speso per l’educazione”.

(Hilaire Belloc, Essays of a Catholic, 1931)

Tre suicidi, un solo Bisogno

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Una coppia sposata da 35 anni, Romeo Dionisi e Annamaria Sopranzi, e il fratello maggiore di lei, Giuseppe. Senza figli la coppia, mai sposato Giuseppe. Tre persone affiatate che vivevano insieme da una vita che, però, dopo anni e anni di lavoro e sacrifici, sembrava aver loro voltato le spalle. Poche centinaia di euro di pensione, crediti non riscossi da Dionisi che doveva ora aspettare altri anni per arrivare alla pensione. E nel frattempo aveva acceso un mutuo per poter pagare i debiti all’Inps. Alla fine non hanno retto e si sono suicidati: prima la coppia, poi anche Giuseppe appena appreso di essere rimasto da solo. Continua a leggere

Quando il fisco diventa brutale

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Cosa insegna la Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica?
Un articolo del 1992… attualissimo.

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[…] Senza avere la pretesa di valutare tecnicamente la situazione attuale, possiamo comunque ricordare i principi basilari della dottrina sociale della Chiesa rispondendo ad alcune domande generali che possono aiutare il contribuente a trovare una soluzione concreta.

Può lo Stato tartassare i cittadini per assicurare l’assistenzialismo?

Dato che il fine delle pubbliche finanze sta nell’assicurare le condizioni economiche del bene comune, la quantità e la gravità delle imposte hanno la loro giustificazione solo nella misura in cui corrispondono equamente all’ampiezza e alla qualità dei servizi assicurati dallo Stato (3). Continua a leggere

Stato e famiglia sono i protettori principali dei bambini

Il prossimo 10 novembre si voterà in Irlanda un referendum sui diritti dei genitori

di Grégor Puppinck, direttore del Centro Europeo per la Legge e la Giustizia (ECLJ)

ROMA, domenica, 4 novembre 2012 (ZENIT.org) – Il 10 novembre 2012, i cittadini irlandesi voteranno un referendum per modificare la Costituzione riguardo al ruolo dello Stato verso i bambini. Le implicazioni della formulazione dell’emendamento sono sottili e difficili da percepire per un non esperto. Continua a leggere

Il vero spread è tra stato e famiglia

di Alessandro D’Avenia

Ci sono alcune parole che non appena le nomini ci si schiera, come se fossero la difesa di una certa posizione politica e ideologica. Una di queste parole è famiglia. Se la pronunci, subito sembra che tu debba schierarti tra i favorevoli e i contrari alla famiglia tradizionale. L’argomento famiglia non è un argomento di parte ma è un fatto, un fatto sociale e come tale va trattato. Ed è così sin dai tempi di Aristotele, che vi identificava il nucleo costitutivo della polis. Continua a leggere…

Scuole paritarie, un affare per lo Stato

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Il pregiudizio non è facile da scalzare, perché, come dice la parola stessa, è “pre”…Così, anche di fronte alle più luminose evidenze, spesso non si cambia parere. Questo vale (nel nostro paese, poi, in modo particolare) anche per la questione della scuola paritaria, che, a dispetto dei numerosi dati a suo favore messi a disposizione dell’opinione pubblica in questi ultimi anni, continua ad essere denigrata ad ogni piè sospinto. Ma noi non siamo disposti a demordere, così tentiamo ancora una volta di fare chiarezza; quella chiarezza che i polveroni mediatici –come quello sollevato in questi giorni dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio “contro” la scuola pubblica – sistematicamente oscurano….

In Italia (dati statistici MIUR) esistono oggi poco più di 13mila scuole paritarie, in gran parte (quasi l’86%) gestite da enti non-profit, sia di origine religiosa che laica. Continua a leggere