Fine Vita, Gigli: accogliere messaggio Papa integralmente senza strumentalizzare

“Centralità del malato, importanza dell’alleanza terapeutica, rinuncia all’accanimento terapeutico, proporzionalità delle cure, preoccupazione per l’abbandono terapeutico, richiesta di accompagnamento, ribadita illiceità di qualunque forma di eutanasia in quanto si propone di interrompere la vita procurando la morte, rigetto dell’idolatria della tecnica.
Sono queste, al di là di ogni strumentalizzazione legata all’iter della legge sul testamento biologico in Senato, le linee della tradizionale dottrina della Chiesa che il Papa ha ribadito oggi ai partecipanti al convegno promosso da Accademia per la Vita e World Medical Association. Sono queste anche le linee su cui da sempre si è mosso il Movimento per la Vita Italiano”.
Lo afferma l’On. Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita Italiano.
“Non a caso – sottolinea Gigli – i documenti richiamati nel messaggio del Papa sono il discorso di Pio XII ai rianimatori del 1957, la Dichiarazione sull’eutanasia della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1980 e il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Il Papa è consapevole che, quando ci si immerge nella concretezza della pratica clinica, non è sufficiente applicare in modo meccanico una regola generale per giudicare se un intervento medico clinicamente appropriato sia effettivamente proporzionato. Continua a leggere

Le strumentalizzazioni non giovano a nessuno

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Una riflessione di don Antonio Ucciardo sulle strumentalizzazioni (da una parte e dall’altra) relative alla prossima canonizzazione di Giovanni XXIII.

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In questi giorni vado rileggendo alcune pagine del B. Giovanni XXIII, specialmente del “Giornale dell’anima”. Conservo gelosamente la copia acquistata quando avevo diciassette anni. Semmai mi dolgo di non aver saputo emulare quell’ideale di sacerdozio che allora mi affascinò. Un uomo e un cristiano che ha mantenuto limpida la sua fede, fatta di sincera obbedienza alla Chiesa, di paterna carità, di pratiche di pietà, di tenero abbandono alla Madonna, a S. Giuseppe, agli Angeli. Un Papa che faceva la meditazione sul giudizio di Dio e sulle virtù, che leggeva Tommaso da Olera, che traeva forza dagli esempi di Pio IX e dallo zelo pastorale di S. Gregorio Barbarigo. Continua a leggere

La vera apertura di papa Francesco

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Di seguito l’intervento di Padre Antonio Spadaro, Direttore de La Civiltà Cattolica, sul “Corriere della Sera” del 7 gennaio 2014.

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La sfida educativa è una delle grandi sfide del mondo contemporaneo. Papa Francesco lo ha ribadito di recente nella sua conversazione con i Superiori Generali pubblicata su La Civiltà Cattolica. Purtroppo alcuni titoli giornalistici che hanno parlato di «apertura alle coppie gay» sono stati fuorvianti nella comprensione di ciò che il Papa ha effettivamente detto e della grande sfida che ha delineato. La strumentalizzazione delle sue parole è risultata funzionale sia ai suoi detrattori di «destra» sia a chi lo esalta per usarlo a «sinistra». Che cosa ha detto esattamente il Papa? Che l’educatore «deve interrogarsi su come annunciare Gesù Cristo a una generazione che cambia». Questo è il punto: «il compito educativo oggi è una missione chiave, chiave, chiave!». Continua a leggere

Coppie di fatto, Lombardi: forzature su parole del Papa

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Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede interviene dopo i commenti dei media sul discorso ai Superiori religiosi riprodotto ieri (4 gennaio) su La Civiltà Cattolica.

«La forzatura è del tutto evidente, tanto da apparire in certi casi come una strumentalizzazione». Con una nota, il portavoce del Vaticano padre Federico Lombardi interviene dopo i commenti che i media hanno dedicato alle parole espresse da papa Francesco sulle coppie di fatto e sulle unioni gay, nel discorso rivolto il 29 novembre scorso ai Superiori religiosi e riprodotto ieri sulla rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica.

Spiega Lombardi: «Nella conversazione con i Superiori religiosi, il Papa fa la considerazione che la situazione in cui oggi si svolge l’educazione dei bambini e dei giovani è molto diversa dal passato, perché essi vivono in molte situazioni familiari difficili, con genitori separati, nuove unioni anomale, a volte anche omosessuali e così via. Continua a leggere