Il cervello degli adolescenti è un campo di battaglia, non lasciamoli soli

Recenti studi hanno messo in luce l’importanza del neurotrasmettitore dopamina nei comportamenti tipici dei giovanissimi, a muoverli è la ricerca impulsiva di una ricompensa immediata.

di Piero Bianucci

(Aleteia, 30.08.18)

Daniel J. Siegel insegna psichiatria clinica all’Università della California a Los Angeles, dove dirige il Mindsight Institute. È diventato famoso a livello internazionale per le sue ricerche sullo sviluppo del cervello negli adolescenti. Che il cervello non sia soltanto un insieme di neuroni (90 miliardi!) determinato alla nascita o tutt’al più nei primi anni di vita, è una scoperta relativamente recente.

Quanti neuroni!

Ogni anno si pubblicano migliaia di articoli sulla “plasticità cerebrale”,cioè sulla modificabilità del cervello, e ormai è diffusa la convinzione che, sia pure in misura ridotta, la plasticità si mantenga fino all’età più avanzata, un po’ per la presenza di cellule staminali che, sia pure in modo molto parziale, vanno a sostituire neuroni danneggiati, ma soprattutto perché la dotazione di neuroni che ci è data alla nascita modifica continuamente la propria rete in funzione delle esperienze e dei rapporti sociali.

Contano i neuroni, certo, ma conta ancora di più il modo con cui sono collegati tra loro – il cosiddetto connettoma – e sui collegamenti influiscono pesantemente le circostanze della vita: ambiente, cibo, giochi, conoscenze. Il “cablaggio” del cervello umano è lungo circa 100 mila chilometriil National institutes of health degli Stati Uniti lo sta mappando.  Continua a leggere

Baima Bollone: dopo una vita di studi, sono convinto che la Sindone sia vera. Lo direi anche se fossi ateo

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di Maurizio Ternavasio

Una vita intera per la Sindone. Sin da quando, da bambino, i genitori gli parlavano del Sacro Lino. Lui li ascoltava e ne rimaneva affascinato, non potendo certo immaginare che, dopo che nel 1969 una commissione di esperti nominata dall’arcivescovo di Torino aveva ipotizzato la presenza di tracce di siero, sarebbe stato il primo patologo al mondo in grado di analizzarle.


Professor Pierluigi Baima Bollone, come è avvenuta la scoperta di microtracce di materia nel tessuto?

«Analizzando nel ’78 dodici fili sottratti al lenzuolo, e una microcrosta di pochi millesimi di millimetri, prelevata con una équipe di scienziati svizzeri. Ma l’idea era stata mia. Così ho scoperto che si trattava di sangue umano, con tanto di gruppo sanguigno. E poi, con l’aiuto di alcuni specialisti di dna, anche alcune delle sue caratteristiche». Continua a leggere

La dottoressa nella bufera perché non prescrive la pillola del giorno dopo: «Se serve a far sapere che quel farmaco è abortivo, ben venga»

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Intervista a Rita Polo, denunciata alla stampa per non aver dato il Norlevo a una giovane in pronto soccorso: «È una questione di onestà scientifica e poi umana»
 
Dopo il caso dell’infermiera di Voghera che ha deciso di dimettersi in seguito alla bufera mediatica scoppiata per il suo tentativo (riuscito) di convincere due ragazze a non fare ricorso alla cosiddetta pillola del giorno dopo, è toccato alla dottoressa Rita Polo, 51 anni, subire la gogna per lo stesso motivo. Medico di turno al pronto soccorso di Noventa Vicentina (Ulss 6 Vicenza), l’11 ottobre scorso la Polo si è rifiutata di prescrivere il Levonorgestrel (Norlevo) a una giovane che si è rivolta a lei dopo un rapporto non protetto con il fidanzato. E nonostante lo sdegno e le accuse comparse sulla stampa, la dottoressa ribadisce le sue convinzioni, senza vittimismi e senza timore. «Se sono preoccupata? Direi di no», spiega con grande pacatezza e tranquillità a tempi.it. «Anzi, se tutto questo serve a chiarire la verità su quella pillola, che è abortiva, ben venga. Lo scopo del mio lavoro è curare e salvare vite. Ho fatto il medico per questo». Continua a leggere

Infelicità e disturbi: il fallimento della rivoluzione sessuale

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Un paio di anni fa su Newsweek si è parlato della nuova sindrome occidentale: la “sex addiction epidemic”, epidemia di dipendenza da sesso. Siamo una società malata di sesso, una “nuova schiavitù” che affligge in modo grave –secondo la “Society for the Advancement of Sexual Health”– nove milioni di americani, quasi il 5% della popolazione, e quaranta milioni che accedono quotidianamente a siti hard.

Per curare questo nuovo disturbo comportamentale, paragonato all’alcol e alla droga, oggi l’America impiega oltre 1500 “terapisti del sesso”, contro meno di cento di un decennio orsono. Continua a leggere

Perché ogni bimbo esige un papà e una mamma

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di R.Iafrate e G. Tamanza
 
Per gentile concessione, dall’ultimo numero in uscita di «Vita e Pensiero», bimestrale culturale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, pubblichiamo questa riflessione firmata dagli psicologi Raffaella Iafrate e Giancarlo Tamanza.
 
Perché oggi parlare di madri e padri rappresenta un argomento sfidante? L’essere genitori parrebbe di primo acchito una delle esperienze esistenziali più note e condivise, una sorta di “universale” indiscusso e indiscutibile dell’umano. Eppure, attualmente, in un clima di individualismo e di relativismo, anche tale tema è ampiamente messo in questione. Continua a leggere

Antilingua per far accettare politiche e sostanze che impediscono la vita

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Spiegata la trasformazione semantica dei concetti di concepimento e gravidanza

Roma, 27 Gennaio 2013 (Zenit.org).

di Anna Fusina

É interessante esaminare come è avvenuta l’evoluzione semantica dei termini “concepimento” e “gravidanza”. Nel suo testo “The facts of life”, Brian Clowes ne analizza la genesi5. Antecedentemente al 1965 con il termine “concepimento” viene indicato il momento della fusione di un ovulo con lo spermatozoo (fecondazione) nella tuba di Falloppio. Continua a leggere

La miglior prevenzione contro la droga è la famiglia

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Sarà pure in crisi e in declino rispetto a qualche decennio fa; sarà pure – come sostengono alcuni – un modello di vita arcaico e superato, ma oltre a garantire stabilità affettiva fra i partner ed essere il luogo privilegiato per l’educazione e la crescita dei figli, la cara vecchia famiglia è anche alla base, più di qualsivoglia programma scolastico o di sensibilizzazione, della più efficace prevenzione del consumo di droghe fra i giovani. Una banalità, si potrebbe dire. Continua a leggere

Studio USA: il divorzio danneggia i figli ed indebolisce la società

 (Tratto dal sito UCCR, 6 marzo 2012)
 
Secondo un recente studio statunitense, il divorzioindebolirebbe tute le principali istituzioni della società. La ricerca condotta da Patrick F. Fagan ed Aaron Churchilltocca una serie di ambiti: primo fra tutti la relazione con i genitori. Si legge infatti che “lo stress causato dal divorziodanneggia il rapporto madre-figli nel 40% delle madri divorziate. Questa carenza è più marcata quando i figli sono al liceo e all’università”. Secondo lo studio, inoltre, “quasi la metà dei bambini – che nel 90% dei casi vivono con la madre – ha dichiarato di non aver visto il padre nel corso dell’ultimo anno”. Continua a leggere