Quel volto nascosto in tutto ciò che è bello

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di Giovanni Fighera

Qual è l’«utilità» della bellezza nella nostra vita? Qual è il legame tra il bello e la civiltà, tra il bello e le altre discipline, tra il bello e le dimensioni concrete dell’esistenza? Affermare che la bellezza sia «disinteressata» coincide con l’attestazione della inutilità della bellezza?
Iniziamo col dire che la bellezza ha una suprema funzione educativa. Se, infatti, il bello produce sull’uomo l’effetto della contemplazione, allora esso ci educa a cogliere la realtà per quella che è, per il suo valore estrinseco. Di fronte al bello, l’uomo è portato, come primo, iniziale e puro impeto, a contemplarlo: è, quindi, educato a trasformare l’amore di concupiscenza in amore per l’oggetto in sé stesso. Questo sguardo puro, distaccato e contemplativo di fronte alla bellezza del reale si chiama verginità. Continua a leggere

Testimoni della bellezza: La via pulchritudinis

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[tratto dal sito RomaSette.it]

Le testimonianze intorno alla bellezza che hanno affollato le pagine di questa rubrica hanno voluto ricostruire, nelle intenzioni di chi scrive, una via pulchritudinis, un cammino, nella e attraverso la bellezza, di progressiva ascesa dalle radici terrene e corporee del bello (simbolo e forma contratta dell’increato), fino alle altezze dello splendore divino, passando attraverso lo stupore per le forme sensibili della liturgia, la contemplazione del volto di Maria e di suo Figlio, la gratitudine per l’esempio dei Santi, il riconoscimento dell’abbraccio misericordioso della Chiesa. Continua a leggere

Il velo divino nel silenzio della natura

Per comprendere quale bene per l’uomo sia la natura occorre andare alle immagini più semplici e nello stesso tempo più impressionanti che tale parola suscita in noi. Pensiamo al mare, agli oceani, ai tesori immensi di vita che essi custodiscono nei loro abissi e di cui conosciamo e usufruiamo soltanto una parte. Continua a leggere…