La profezia di Tocqueville. E la speranza che fa ripartire

di Giovanni Fighera

Il percorso sulla contemporaneità è giunto ormai al termine. Nella prima parte abbiamo evidenziato la condizione di solitudine e di disagio dell’uomo odierno. Quell’individualismo che nel Settecento illuministico era presentato come fine dell’affrancamento dell’uomo dalla superstizione religiosa e dalle false autorità del passato appare sempre più come esito nefasto di una società che fatica a sollevarsi, ad aiutare il più debole, a collaborare per uno sviluppo buono e comune. La conseguenza di un individualismo vissuto nella tranquillità e nella finta pace domestica, che non considera l’altrui miseria e sopravvive nella dimenticanza di una giustizia per gli altri, è il disinteresse per l’ambito pubblico e per la politica. L’individualismo corrisponde così ad una torre d’avorio isolata che può prosperare solo fino a quando non arriveranno le «truppe degli invasori» scontenti.

Già nell’Ottocento il saggista francese Alexis C. de Tocqueville (1805-1859) aveva anticipato gli esiti di questa posizione: «Una società in cui gli esseri umani si riducono nella condizione di individui “rinchiusi nei loro cuori” è una società in cui pochi vorranno partecipare attivamente all’autogoverno. La maggioranza preferirà starsene a casa e godersi le soddisfazioni della vita privata, almeno fintantoché il governo in carica, qualunque sia, produce i mezzi di queste soddisfazioni, e ne fa larga distribuzione». Continua a leggere

Sussidiarietà in affanno. Tira aria di centralismo

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da AgenSIR
 
È anche l’esito delle cattive prove date dalle realtà territoriali, Regioni in primis. Ma anche tantissimi Comuni, grandi e piccoli, sono stati mal gestiti. A fronte di questo scenario, la Fondazione per la Sussidiarietà propone la formula del “decentramento differenziato”, cioè una legislazione e una prassi che premino le realtà intermedie più virtuose.

di Luigi Crimella

La spesa pubblica totale in Italia nel 2014 ha raggiunto la cifra di 825 miliardi di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente del +7,8%. Se prendiamo questa cifra e la dividiamo per 60 milioni di italiani, scopriamo che per ciascuno di noi lo Stato, in tutti i suoi interventi e ai vari livelli di governo, dal centro al più piccolo dei Comuni, spende la bellezza di 13.750 euro. Continua a leggere

Papa: da una strategia a favore della famiglia può iniziare un rilancio economico

LapresseFo_44284952_300 Città del Vaticano (AsiaNews) – Da una “strategia a favore della famiglia” può iniziare anche “un rilancio economico”, ma ciò richiede “un aiuto appropriato da parte delle agenzie pubbliche e delle aziende” con una particolare attenzione nei confronti della donna, costretta, da esigenze economiche, “a un lavoro troppo duro e a un orario troppo pesante, che si aggiungono a tutte le sue responsabilità di conduttrice della casa e di educatrice dei figli”. Il ruolo della famiglia nella società e quindi i suoi diritti e i suoi doveri sono stati descritti da papa Francesco nel messaggio che ha indirizzato ai partecipanti al Festival della famiglia che si svolge in Italia, a Riva del Garda, sul tema: “L’ecosistema vita e lavoro. Occupazione femminile e natalità, benessere e crescita economica”.

“La famiglia – scrive il Papa – ha una missione che le è propria, al servizio dei suoi membri, del proprio sviluppo, della vita; ha dei diritti e dunque ha bisogno di sostegni e garanzie per poterli esercitare. D’altra parte, la famiglia ha anche dei doveri verso la società, deve cioè offrire la sua collaborazione al servizio della comunità. Continua a leggere

Papa Francesco all’europarlamento di Strasburgo: “Costruiamo un’Europa che ruoti intorno alla sacralità della persona, non all’economia”

stradiscpapa_cr “È giunta l’ora di costruire l’Europa che ruota non intorno all’economia ma intorno alla sacralità della persona umana”.

Lo ha detto Papa Francesco durante il suo intervento al Parlamento europeo di Strasburgo.

“Si constata con rammarico un prevalere delle questioni tecniche ed economiche al centro del dibattito politico, a scapito di un autentico orientamento antropologico. L’essere umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla stregua di un bene di consumo da utilizzare, così che – lo notiamo purtroppo spesso – quando la vita non è funzionale a tale meccanismo viene scartata senza troppe remore, come nel caso dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o dei bambini uccisi prima di nascere”.

“È il grande equivoco che avviene «quando prevale l’assolutizzazione della tecnica», che finisce per realizzare «una confusione fra fini e mezzi». Risultato inevitabile della “cultura dello scarto” e del “consumismo esasperato”. Al contrario, affermare la dignità della persona significa riconoscere la preziosità della vita umana, che ci è donata gratuitamente e non può perciò essere oggetto di scambio o di smercio”. Continua a leggere

Un paese smarrito, la speranza di un popolo

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di Donata Fontana

Ancora un Appello? Un altro? Data la frequenza con cui si firmano e si licenziano appelli, quello preparato dall’Osservatorio Cardinale Van Thuân e pubblicato da Cantagalli – 86 pagine stringate, linguaggio tagliente, nessuna concessione alla retorica – può essere considerato con fastidio. Sarebbe però un peccato. Già il titolo ne mette in evidenza la novità e l’importanza: “Un Paese smarrito e la speranza di un popolo. Appello politico agli italiani”.

La storia ci ha finora detto che nei grandi momenti di difficoltà, nelle fasi di passaggio in cui per accidia non ci si stacca dal passato anche se percepito ormai come troppo stretto e per stanchezza non si ha la forza di progettare il futuro, i cattolici hanno sempre dato il meglio di sé, animando la rinascita della nazione. Continua a leggere

Quando il fisco diventa brutale

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Cosa insegna la Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica?
Un articolo del 1992… attualissimo.

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[…] Senza avere la pretesa di valutare tecnicamente la situazione attuale, possiamo comunque ricordare i principi basilari della dottrina sociale della Chiesa rispondendo ad alcune domande generali che possono aiutare il contribuente a trovare una soluzione concreta.

Può lo Stato tartassare i cittadini per assicurare l’assistenzialismo?

Dato che il fine delle pubbliche finanze sta nell’assicurare le condizioni economiche del bene comune, la quantità e la gravità delle imposte hanno la loro giustificazione solo nella misura in cui corrispondono equamente all’ampiezza e alla qualità dei servizi assicurati dallo Stato (3). Continua a leggere

In carcere, ma sempre uomini

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di Riccardo Cascioli

L’Italia è stata condannata ancora una volta per lo stato pietoso delle carceri. Questa volta la Corte Europea dei diritti umani ha accolto il ricorso di sette detenuti nei carceri di Busto Arsizio e Piacenza, costretti a vivere in celle con meno di 3 metri quadri a disposizione. E non ci voleva certo la Corte di Strasburgo per rendersi conto che si tratta di condizioni inumane. E’ la seconda volta che l’Italia viene condannata, la prima era stata nel 2009 per un ricorso simile riguardante il carcere romano di Rebibbia. Questa volta all’Italia tocca pagare un totale di 100mila euro per danni morali. Ma ci sono altri 500 e più ricorsi in attesa di essere giudicati a Strasburgo. Continua a leggere