L’angelo come figura chiave per una teologia della creazione e della storia in Pierangelo Sequeri

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Pierangelo Sequeri ha recentemente pubblicato un articolo dal titolo Effetti dell’Angelo. Prospettive dell’angelologia per una nuova teologia della storia, in La Rivista del Clero Italiano, LXXXIX 2008, numero di aprile, pagg.254-268.
Scrive l’autore: L’Angelo appare come l’elemento rivelatore di una dimensione colossale e grandiosa della creazione, che la teologia della creazione generalmente mortifica… Per aver trascurato lo sfondo al quale si riferisce la manifestazione dell’Angelo, la teologia della creazione si è silenziosamente ridotta a teologia della ‘terra’ (e dell’uomo che la abita)…
Il ‘cielo di Dio’… non è semplicemente ‘Dio stesso’, né semplicemente la ‘terra-mondo’…. L’affollamento della presenza di Angeli, nella tradizione evangelica, è significativamente concentrato intorno al luogo dell’incarnazione-nascita e a quello della morte-resurrezione di Gesù… L’Angelo ha la parola giusta, fa il segno giusto, per rimettere in moto la storia dell’avvento di Dio in favore dell’uomo. E per scompigliare le carte della rassegnazione umana a una storia ‘chiusa’ al divino. L’Angelo non è irruzione dell’elemento ‘irrazionale’ nella storia. L’Angelo è ‘complice’ del Logos di Dio.
 
(fonte: gliscritti.it)
 

I nodi del pastore Bergoglio

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Fu lui a importare in Argentina dalla Germania la devozione alla Madonna “che scioglie i nodi”. Agli studi preferiva la cura d’anime. E oggi fa lo stesso: lascia ad altri l’esposizione della dottrina. Come nel caso della comunione ai divorziati risposati.

di Sandro Magister

ROMA, 29 ottobre 2013 – Da quando è stato eletto papa, Jorge Mario Bergoglio è costantemente sotto lo sguardo del mondo, che ne scruta ogni gesto e ogni parola.

Ma la sua precedente biografia ancora attende di essere altrettanto investigata.

Il libro di Nello Scavo “La lista di Bergoglio” ha sollevato il velo sul ruolo dell’allora giovane gesuita negli anni di piombo della dittatura militare. Continua a leggere

Ratzinger: “Caro Odifreddi le racconto chi era Gesù”

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Il papa emerito Benedetto XVI scrive al matematico ateo Pirgiorgio Odifreddi su “Repubblica”. La missiva, come spiega oggi Odifreddi, gli è stata consegnata il 3 settembre ed è datata 30 agosto. Consta di 11 fitte pagine di protocollo. Sul quotidiano ne sono stati pubblicati alcuni stralci. La versione integrale sarà pubblicata sul prossimo volume del matematico.
 
di Joseph Ratzinger
 
ll. mo Signor Professore Odifreddi, (…) vorrei ringraziarLa per aver cercato fin nel dettaglio di confrontarsi con il mio libro e così con la mia fede; proprio questo è in gran parte ciò che avevo inteso nel mio discorso alla Curia Romana in occasione del Natale 2009. Devo ringraziare anche per il modo leale in cui ha trattato il mio testo, cercando sinceramente di rendergli giustizia. Continua a leggere