Educazione e tradizione, la lezione di don Giussani

La copertina del libro di don Giussani, Il rischio educativo

 di Peppino Zola
 
Caro direttore,

due mesi fa, sono stato invitato ad effettuare un intervento a Treviso sul tema “Tradizione: motore di crescita” ed è stata per me l’occasione per rileggere uno dei capolavori del servo di Dio don Luigi Giussani, Il rischio educativo, pubblicato per la prima volta nel 1977 e poi nel 1988 da Jaca Book e ancora nel 1995 da Sei ed infine nel 2005 dalla Rizzoli. In tutte le edizioni, l’autore descrive i quattro «fattori dell’avvenimento educativo», che sono la tradizione, appunto, la presenza dell’autorità, la verifica personale, «il rischio, necessario alla libertà».

Mi colpisce come don Giussani, fin dall’inizio della sua esperienza educativa e fino alla fine, abbia sempre tenuto conto della tradizione, anche nei tempi in cui tale parola era entrata in crisi nel mondo culturale dominante, dato che ad essa veniva dato un significato negativo, che faceva assonanza con l’espressione “tradizionalista”.   Continua a leggere

Emmaus, incontro con una Presenza

I discepoli di Emmaus

di Angelo Busetto

Come è possibile per noi fare l’esperienza dei discepoli che hanno incontrato il Signore risorto? La liturgia insiste ogni giorno a dirci che Cristo è vivo e presente, ma noi sembriamo navigare nel vuoto, e tentiamo invano di afferrarlo come Maria Maddalena mentre continuamente ci sfugge.

Fino a qualche tempo fa sembrava bastare il buon cammino della tradizione: Cristo consegnato dalla pratica religiosa delle nostre parrocchie, dalle buone abitudini delle famiglie che insegnavano a pregare ai bambini e seguivano il ritmo delle feste liturgiche, dalla scuola che riecheggiava le figure dei santi e cantava le melodie del Natale e l’alleluia della Pasqua. Ad ogni bambino che nasceva veniva consegnato il patrimonio della fede, come una riserva di cibo per il futuro, e lungo i sentieri della crescita ciascuno poteva incontrare la giusta dose di rifornimento. Continua a leggere

Papa Francesco: Scrittura, Tradizione e Magistero

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[…] Come sappiamo, le Sacre Scritture sono la testimonianza in forma scritta della Parola divina, il memoriale canonico che attesta l’evento della Rivelazione. La Parola di Dio, dunque, precede ed eccede la Bibbia. E’ per questo che la nostra fede non ha al centro soltanto un libro, ma una storia di salvezza e soprattutto una Persona, Gesù Cristo, Parola di Dio fatta carne. Proprio perché l’orizzonte della Parola divina abbraccia e si estende oltre la Scrittura, per comprenderla adeguatamente è necessaria la costante presenza dello Spirito Santo che «guida a tutta la verità» (Gv 16,13). Occorre collocarsi nella corrente della grande Tradizione che, sotto l’assistenza dello Spirito Santo e la guida del Magistero, ha riconosciuto gli scritti canonici come Parola rivolta da Dio al suo popolo e non ha mai cessato di meditarli e di scoprirne le inesauribili ricchezze.  Continua a leggere

Salvare il seme

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“Don Camillo, perché tanto pessimismo? Al­lora il mio sacrificio sarebbe stato inutile? La mia missione fra gli uomini sarebbe dunque fallita perché la malvagità degli uomini è più forte della bontà di Dio?”.

“No, Signore. Io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pu­dore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l’autodistruzione di cui par­lavo. L’uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale. Continua a leggere

Morti tra i morti o vivi tra i risorti: uno sguardo realista

Un aiuto a scoprire le prossime festività dei defunti, guardando alla bellezza.
 
Tra la morte pagana e la vita cristiana

Per molti, moltissimi, ormai, inizia la settimana del lungo ponte di Halloween. In realtà sarà la settimana della festa dei Santi e della commemorazione dei defunti, ma la festa neo pagana e consumistica del carnevale della morte e l’opportunità di un lungo week end di vacanza è in cima al pensiero di tutti, ben oltre la tradizione cattolica del nostro paese. C’è da giurare che il primo di novembre saranno in pochi a recarsi in chiesa per onorare i Santi, mentre moltissimi staranno a letto a smaltire la sbronza di una notte passata con streghe e demoni. Continua a leggere

Progressismo e conservatorismo

“Nel periodo post-conciliare siamo testimoni di un grande lavoro della Chiesa per far sì che questo «novum» costituito dal Vaticano II penetri in modo giusto nella coscienza e nella vita delle singole comunità del Popolo di Dio. Tuttavia, accanto a questo sforzo si sono fatte vive delle tendenze, che sulla via della realizzazione del Concilio creano una certa difficoltà. Una di queste tendenze è caratterizzata dal desiderio di cambiamenti che non sempre sono in sintonia con l’insegnamento e con lo spirito del Vaticano II, anche se cercano di fare riferimento al Concilio. Continua a leggere

Magistero o sola scriptura?

Lo spunto per questo post mi è venuto trovando un’immagine su facebook, pubblicata da un gruppo protestante. Nella foto, un uomo brutto (con pochi denti), intorno a lui la scritta “è totalmente impossibile capire la Bibbia senza il magistero della Chiesa […] io seguo i preti, non Gesù”.
Vi risparmio quello che c’era scritto tra le parentesi quadre. Questa immagine fa capire quanto abbiano capito del cattolicesimo i protestanti, ossia nulla. Mi pare un’occasione buona per spiegare il rapporto tra un cattolico e la Bibbia e perché non ha senso il concetto protestante di sola scriptura. Continua a leggere