La dignità negata ai malati sui treni per Lourdes: un fatto inaccettabile

Tempi di percorrenza dei convogli sempre più lunghi, pesanti controlli, snervanti attese: i viaggi da 15-16 ore sono passati a 25-26. Le mancate risposte dalla Francia
 
di Monsignor Paolo AngelinoPresidente Generale Oftal (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes)

Corriere della Sera, 20 settembre 2018
 
Milano, Scalo San Cristoforo: dopo un’ora di snervante attesa finalmente la manovra perché il treno che porta a bordo malati gravi proveniente da Lourdes possa entrare in stazione. Una scena che si ripete ormai da diversi anni e che si assomma a tempi di viaggio intollerabili. Stiamo parlando dei treni che da tutta Italia raggiungono Lourdes da ormai cento e più anni e che da diverso tempo sono oggetto di un trattamento a dir poco disumano.
 
Bloccati per ore

Le responsabilità, è bene dirlo, sono equamente ripartite tra ferrovie italiane e francesi. I tempi di percorrenza tra Milano e Lourdes (giusto a titolo d’esempio) potrebbero essere di 15/16 ore (come è stato sino agli anni 2007/2008). Oggi ammontano a circa 25-26 ore. Stiamo parlando, ripeto, di treni che ospitano malati, spesso allettati, che escono per una volta sola all’anno dai loro istituti e ricoveri e che si trovano a dover affrontare un viaggio impossibile. Treni, si badi bene, che le Associazioni come la nostra pagano — giustamente — sino all’ultimo centesimo. Ma ormai questi treni hanno meno importanza dei carri merci. Spesso vengono fermati per ore e ore senza motivazione in sperdute stazioni francesi — l’ultimo treno è stato fermo tre ore ad Avignone —, quasi dimenticati e in alcuni casi è dovuta intervenire anche la Protezione Civile francese.  Continua a leggere