Se non riesce a farci detestare noi stessi, il diavolo ci farà detestare gli altri

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(da Aleteia, 22.08.16)
 
Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi» – Giovanni 21:21-22
 

Oh, Pietro. C’è qualcuno nelle Scritture che ci dà più consolazione di Pietro? È un disastro totale, eppure è grandemente amato. Fa errori di continuo – errori enormi – eppure resta comunque un eletto. Non vedo l’ora di sedere accanto a Pietro, l’impulsivo, il passionale. E vedere questo uomo irruente reso gentile dall’Amore. Ma fino ad allora, mi consola leggere di lui.

Questo versetto post-Risurrezione ci mostra Pietro appena dopo essere stato perdonato per aver rinnegato Cristo tre volte. Gesù manda Pietro a compiere una pesca miracolosa, proprio come avvenuto durante la sua prima chiamata. Si siedono accanto a un fuoco di brace (un chiaro richiamo al fuoco attorno al quale si trovava Pietro quando rinnegò il Maestro). E gli chiede, per ben tre volte, di dichiarare il suo amore per Lui. E poi afferma che la Sua promessa si compirà: Pietro guiderà la Chiesa di Cristo, sarà il Suo primo Vicario, fedele fino alla fine. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: “Impariamo a essere umili, come Gesù Bambino”

Papa Francesco

“.. I bambini, infine, amano giocare. Far giocare un bambino, però, significa abbandonare la nostra logica per entrare nella sua. Se vogliamo che si diverta è necessario capire cosa piace a lui, e non essere egoisti e far fare loro le cose che piacciono a noi. E’ un insegnamento per noi. Davanti a Gesù siamo chiamati ad abbandonare la nostra pretesa di autonomia – e questo è il nocciolo del problema: la nostra pretesa di autonomia -, per accogliere invece la vera forma di libertà, che consiste nel conoscere chi abbiamo dinanzi e servirlo”.

Queste alcune delle parole pronunciate da Papa Francesco all’Udienza generale di oggi, 30 dicembre 2015. Di seguito il testo completo:
 

3. Il Natale del Giubileo della Misericordia

Fratelli e sorelle, buongiorno! Continua a leggere

Stein: intellettuali aiutate il popolo

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L’inedito di Edith Stein
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Nei circoli degli intellettuali spesso si può ancora sentir dire che essi si aspettano, in modo del tutto ovvio, di avere come compito quello di guide del popolo. Se, al contrario, si considerano i fatti della storia e, specialmente, gli avvenimenti degli ultimi anni, del tempo di guerra e del dopoguerra, emergono allora pesanti dubbi: sia riguardo all’effettività della guida sia riguardo al fatto di essere chiamati a svolgere un ruolo di guida. Vale, quindi, veramente la pena di riflettere un po’ su questo problema […].

Innanzitutto con “guida del popolo” non s’intende solamente la direzione politica, bensì un lavoro di educazione e formazione presso il popolo. E con “intellettuali” non s’intendono solo gli uomini puramente teoretici, bensì anche tutti coloro che, sulla base di una formazione teoretica, esercitano una professione pratica: il prete, il medico, l’insegnante e così via. Continua a leggere

Umorismo come umiltà

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C’é un umorismo che guarda ad ogni cosa con la tenerezza di Dio.

“La gioia profonda del cuore è la precondizione del senso dell’umorismo,
e così l’umorismo è, in qualche modo, la misura della fede.
Io non sono un uomo a cui vengano in mente continuamente barzellette. Ma saper vedere anche l’aspetto divertente della vita e la sua dimensione gioiosa e non prendere tutto così tragicamente, questo lo considero molto importante e direi che è anche necessario per il mio ministero.
Un qualche scrittore aveva detto che gli angeli possono volare perché non si prendono troppo sul serio. E noi forse potremmo anche volare un po’ di più, se non ci dessimo tanta importanza”.

(Benedetto XVI)

Papa Francesco: Non c’è umiltà senza umiliazione

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Una folla a piazza San Pietro per la domenica delle Palme
 
“Al centro di questa celebrazione, che appare tanto festosa, c’è la parola che abbiamo ascoltato nell’inno della Lettera ai Filippesi: «Umiliò sé stesso».” E’ l’umiltà, e l’umiliazione che sempre ne consegue, al centro dell’omelia di Papa Francesco, oggi, alla domenica delle palme che ha visto una grande folla gremire piazza San Pietro per ascoltare le parole del Pontefice e assistere alla grande, solenne processione. “Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo la storia dell’Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele! Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, il loro Padre, che li aveva fatti uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà. Continua a leggere

Lo psicologo Rudolf Allers: «l’unico libero dalla nevrosi è l’uomo che accetta di essere creatura»

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L’austriaco Rudolf Allers è stato un celebre psicologo e psichiatra del secolo scorso, da molti definito “l’anti-Freud” (termine affibbiatogli dal filosofo Louis Jugnet) dato che mantenne sempre verso di lui e verso la psicoanalisi una posizione radicalmente critica. Lavorò per anni con Emil Kraepelin, padre della psicopatologia nonché con Alfred Adler, uno dei fondatori della psicodinamica che inizialmente fu collaboratore di Freud dal quale si separò nel 1912 a causa del dogmatismo estremo del creatore della psicoanalisi e del pansessualismo che in quell’epoca sosteneva.

Allers fu docente di psichiatria nella Scuola di Medicina dell’Università di Monaco, docente di psicologia alla Scuola di Medicina dell’Università di Vienna, dove divenne direttore del Centro di psicologia medica e di Psicologia della sensazione dell’Istituto di Fisiologia, insegnò alla Georgetown University e alla Catholic University of America. Continua a leggere

La verità orgogliosa non può dare niente

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“Più una verità è profonda, necessaria e redentrice, più essa deve perdere, espandendosi, la sufficienza e la indiscrezione dell’ebbrezza conquistatrice. La verità orgogliosa non può dare niente. I doni supremi devono essere offerti con mani supplichevoli.
Sii umile come un mendicante, tu che porti Dio agli uomini. E quando il tuo Dio è accettato, non dimenticare mai che sei tu che ricevi”.

(Gustave Thibon, La scala di Giacobbe, AVE, Roma 1947, p. 93)

 
(fonte: Ritorno al reale)