Papa Francesco: «Un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata (che non è ‘quello che mi pare’)»

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Sull’aereo di ritorno dal Messico, Papa Francesco ha incontrato, come di consueto, i giornalisti in conferenza stampa. Tanti i temi toccati. Riporto di seguito alcuni passaggi della conversazione.
 

Unioni civili
 
Domanda: Nel Parlamento italiano è in discussione la legge sulle unioni civili, tema che sta portando a forti scontri in politica, ma anche a un forte dibattito nella società e fra i cattolici. In particolare, volevo sapere il Suo pensiero sul tema delle adozioni da parte delle unioni civili.

Papa Francesco: «Prima di tutto, io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i Vescovi [italiani], nel maggio 2013, una delle tre cose che ho detto: “Con il governo italiano, arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa, e che ha detto in tante occasioni. Perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto». Continua a leggere

Francesco e Kirill: “La famiglia si fonda sul matrimonio tra un uomo e una donna”

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Il 12 febbraio Cuba è stata testimone di un avvenimento atteso da mille anni: il primo incontro fra il capo della Chiesa di Roma e quello della Chiesa ortodossa russa, accompagnato dalla firma di una importante dichiarazione congiunta. Tale documento, se da un lato riconosce che permangono ancora “ostacoli” alla piena unità tra le due Chiese, dall’altro richiama “l’immutabilità dei principi morali cristiani” basati sul rispetto della dignità della persona “secondo il disegno del Creatore”. Emergono in particolare: la difesa della famiglia naturale e l’inviolabilità della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Parole a cui i media non hanno dato risonanza, ma che a Cuba sono risuonate forti e chiare.  Continua a leggere

Unioni civili, Galantino: “una forzatura ideologica”. Critiche anche al gender nelle scuole

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“Ancora una volta è in atto un tentativo di equiparare realtà che di fatto sono diverse tra loro”: così il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, ha risposto oggi – durante la conferenza stampa per la presentazione del comunicato finale del Consiglio episcopale permanente – alle domande sul ddl Cirinnà, approvato ieri alla commissione giustizia del Senato, che intende dare vita in Italia alle “unioni civili”, parificandole di fatto al matrimonio eccetto che per le adozioni. “La famiglia – ha sottolineato monsignor Galantino – è una realtà storicamente, culturalmente e antropologicamente definita. Oggi, col ddl Cirinnà si farebbe una forzatura ideologica per ridurre realtà diverse come fossero uguali”. Secondo il segretario Cei, inoltre, “siamo di fronte a un uso improprio e ideologico dello strumento giuridico. Occorre invece avere il coraggio di riconoscere le differenze, senza pretese di fare del terrorismo linguistico, confondendo il doveroso rispetto dei diritti con una forzature giuridica”. Proseguendo nei commenti, ha affermato che “si tratta di una tentazione sempre in agguato per arrivare a un’equiparazione forzata, utilizzando strumenti impropri, in questo caso strumenti giuridici”.​ Continua a leggere

Ruini parla di unioni civili, sinodo e chiesa

'Che tempo che fa del lunedì' con Fazio e Saviano

di Aldo Cazzullo (Corriere della Sera)
 
Parla Camillo Ruini, l’ex presidente della CEI.
 
Eminenza, dal Sinodo esce una Chiesa divisa. Si è votato, le posizioni sostenute dal Papa hanno prevalso, ma di misura. Che impressione ne ha tratto? 
«Quella che papa Francesco ha espresso nel discorso conclusivo: non una Chiesa divisa, ma una Chiesa con posizioni differenti. Una Chiesa che è comunione: l’unico corpo di Cristo, in cui siamo membri gli uni degli altri. Mi pare un po’ forzato dire che certe posizioni erano sostenute dal Papa piuttosto che certe altre. Lui stesso ha voluto che ci fosse piena libertà di parola. Ed è anche molto arrischiato parlare di maggioranze e minoranze».

Però si sono coagulati elementi di dissenso e di malumore verso Francesco. È normale? O ne possono derivare conseguenze negative? 
«Questi elementi ci possono essere, non è certo la prima volta. Accadde anche al Concilio. Conseguenze negative si possono verificare se qualcuno dimentica che il Papa è il capo e il fondamento visibile dell’unità della Chiesa». Continua a leggere

Pupi Avati: «Il mio matrimonio dura da 49 anni. Se ti capita una cosa bella non la racconti a nessuno?»

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Intervista al regista che porta in tv un’alternativa «alla negatività e alla propaganda dei media». «Trascorrere tanti anni con una persona è un’opportunità, non una penalizzazione»

È difficile definire Pupi Avati. Il regista bolognese, amante del jazz, cattolico praticante, ex dipendente della Findus, va a messa tutti i giorni ed è sposato da quasi mezzo secolo. Non ha il profilo dell’intellettuale, tanto meno quello di sinistra. «Qualcuno mi considera un conservatore rimbambito», scherza lui con tempi.it, «io mi impegno soltanto a non essere anticonformista». Sicuramente non è conforme a chi si pretende anticonformista. Dal suo esordio al cinema sul finire degli anni ‘60 a oggi ha girato decine di film. Di ogni genere. Continua a leggere