La specie umana esiste soltanto per miracolo

La specie umana esiste soltanto per miracolo

Se le proprietà dell’Universo fossero leggermente diverse, la nostra esistenza non sarebbe possibile

L’idrogeno, l’elio e piccole quantità di altri elementi chimici leggerisi sono sviluppati pochi minuti dopo il Big Bang. Poi, a causa dell’instabilità gravitazionale, sono emerse le stelle, le galassie e i gruppi di galassie. Nel tempo si è sviluppata, all’interno delle stelle, una temperatura sufficientemente elevata da consentire la sintesi di elementi chimici complessi, tra cui il carbonio.

“Affinché un’evoluzione biologica si possa sviluppare, abbiamo bisogno della chimica organica, cioè della chimica dei composti del carbonio. Affinché il carbonio possa emergere, il combustibile nucleare deve essere consumato in alcune generazioni di stelle. Alla fine del loro ciclo vitale, le stelle giganti esplodono e contaminano lo spazio esterno con la loro ‘cenere’. Queste ceneri contaminate, entrando in contatto con i gas, creano successive generazioni di stelle, che contengono carbonio. Una di queste stelle è stata il perno del nostro sistema planetario; su uno dei suoi pianeti, conosciuto come Terra, è sorto l’essere umano”, scrive il cosmologo Padre Michał Heller nel suo libro Rozmowy o człowieku. Wywiady z ekspertami [Dialoghi sulla persona umana. Interviste ad esperti]. Continua a leggere

L’età e le dimensioni dell’Universo non sono un’obiezione a Dio, anzi!

Universo

L’Universo esiste da miliardi di anni e l’esistenza umana sembra davvero un semplice blip sul calendario cosmico, esistono un gran numero di galassie, enormi quantità di stelle, pianeti e altre entità astronomiche, la terra stessa ha miliardi di anni eppure gli esseri umani hanno iniziato ad esistere solo da un periodo relativamente recente di tempo.

Queste evidenze scientifiche sono statisticamente le più trattate dalle persone di fede atea quando giustificano la loro posizione esistenziale. Eppure, è proprio attraverso la ricerca scientifica che si può replicare: John Barrow e Frank Tipler, nel loro capolavoro intitolato “Il principio antropico” (Adelphi 2002), hanno ben spiegato che le dimensioni e l’età dell’Universo sono proprio ciò che dovremmo aspettarci di osservare. Infatti, un universo corrispondente a dati differenti sarebbe rimasto vuoto e disabitato poiché in un tempo più breve di 15 miliardi di anni gli elementi pesanti (ossigeno e carbonio), indispensabili sia per la costituzione della terra che per i composti organici di cui è fatta la materia vivente, non avrebbero avuto il tempo e lo spazio necessari per formarsi in quantità sufficiente nelle nucleo-sintesi stellari. Continua a leggere

L’Universo ordinato e sintonizzato rimanda all’intelligenza del Creatore

Nella tradizione cristiana e cattolica, il tema della perfezione dell’ordine del cosmo (che non a caso significa“ordine”, in greco) come rimando all’intelligenza del suo Creatore, e dunque prova della sua esistenza, è presente da secoli.

Nel libro della Sapienza si legge “Tu hai disposto ogni cosa con misura, calcolo e peso” (Sap 11,20). Similmente San Paolo: “Le sue [di Dio] perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute” (Rm 1,20). Così anche San Tommaso: “La quinta via si desume dal governo delle cose. […] Vi è dunque un qualche essere intelligente, dal quale tutte le cose naturali sono ordinate a un fine: e quest’essere chiamiamo Dio” (Summa Teologica Iª q. 2 a. 3 co.). Continua a leggere

Il fisico Roberto Cingolani: «se penso all’Universo annuso la trascendenza»

Roberto Cingolani

Segnaliamo una bella intervista del giugno scorso a Roberto Cingolani, fisico italiano e direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT).

Il noto scienziato si è soffermato sui contenuti dell’enciclica di Francesco, “Laudato sì”, nella quale il Papa ha riflettuto anche sul ruolo della scienza e della tecnologia, nonché di argomenti come il clima, l’ecologia e l’inquinamento che rovinano la Creazione di Dio. «Chi trova strano che un Papa parli di scienza non ha letto l’enciclica, perché io, al contrario, vi ho riscontrato un atteggiamento molto scientifico», ha spiegato Cingolani. Nemmeno «vedo un atto d’accusa in quanto l’obiettivo della scienza non era la deriva che il Papa descrive e che è sotto gli occhi di tutti. Semmai, l’accusa ricade sullo sciagurato uso che l’uomo fa delle conoscenze scientifiche e sulla mancanza di una cultura della sostenibilità». Continua a leggere

Zichichi a Veronesi: Il cancro è questione di cellule. Ma l’universo è la prova di Dio

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Auschwitz e cancro sono tragiche realtà, ma dietro a stelle e galassie c’è una logica. E quindi un autore

di Antonino Zichichi

(da Il Giornale)
 
«Dopo Auschwitz, il cancro è la prova che Dio non esiste?». Lo sostiene Umberto Veronesi nel suo ultimo libro «Il mestiere di uomo». Ma ora a rispondergli è Antonino Zichichi, fisico e presidente Wfs (World federation of scientists).

L’oncologo così racconta il suo progressivo allontanamento: «Non saprei dire qual è stato il mio primo giorno senza Dio. Sicuramente dopo l’esperienza della guerra non misi mai più piede in una chiesa, ma il tramonto della fede era iniziato molto prima (…)». Continua a leggere

L’uomo nell’Universo: il figlio dell’Immenso

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Il concepimento come vero big bang della creazione

di Carlo Casini

Il primo aspetto riguarda il rapporto tra l’uomo e l’Universo. Restiamo attoniti e quasi sgomenti quando cerchiamo di applicare all’universo il nostro modo di pensare lo spazio e il tempo. La nostra terra ha una circonferenza di 40mila chilometri. La luce corre a 300mila Km. al secondo. Mentre io pronuncio la parola “uno” essa ha fatto sette volte e mezzo il giro del mondo. Ma l’unità di misura usata dagli astronomi è l’anno luce, cioè lo spazio percorso dalla luce in un anno. Poiché in un giorno ci sono 86.400 secondi e in un anno 31.536.000, un anno luce corrisponde a quasi 76mila miliardi di chilometri. La mente si smarrisce. Non siamo in grado di ricorrere alla immaginazione. Continua a leggere

Il Papa: l’universo non è frutto del caos, scienza e fede collaborino per il bene dell’umanità

Scienza e fede sono necessarie per costruire una “cultura di rispetto per l’uomo”. E’ uno dei passaggi forti del discorso del Papa ai membri della Pontificia Accademia delle Scienze, ricevuti ieri in udienza in occasione della sessione plenaria sul tema “Complessità e analogia nella scienza: aspetti teoretici, metodologici ed epistemologici”. Benedetto XVI ha quindi ribadito che il cosmo non è frutto del caos, ma è “un’ordinata complessità”. Continua a leggere