La storia oscura della Francia: i genocidi non si dimenticano

Rivoluzione Francese

Voleva essere la patria della “libertè” e della “fraternité”, voleva creare l’”uomo nuovo”, voleva laicizzare il mondo estirpando la “superstizione” sostituendola con la “dea Ragione”. Oggi la Francia si trova accusata, con prove schiaccianti, di complicità nel genocidio verso la popolazione del Rwanda.

Nel giro di soli tre mesi, nel 1994, furono massacrati oltre un milione di tutsi, minoranza etnica, uccisi da estremisti della maggioranza hutu, in quello che fu definito il genocidio più rapido della storia dell’umanità. Una tragedia in cui grande ruolo ha avuto la Francia dell’ex presidente François Mitterand, protagonista sul finire dell’eccidio di un intervento umanitario (la cosiddetta “Opération Turquoise”), con l’assenso delle Nazioni Unite, che in realtà consentì la fuga dei principali dirigenti estremisti hutu a cui la Francia aveva garantito, negli anni precedenti lo sterminio, un deciso sostegno finanziario e militare. Il presidente del Ruanda, Paul Kagame, si è infatti scagliato, senza nominarla, contro la Francia. «Nessun Paese è così potente da poter cambiare i fatti» ha detto nel giorno del ventennale dell’eccidio, per poi aggiungere in francese: «Dopo tutto, i fatti sono cocciuti». L’ambasciatore a Kigali, Michel Flesch, è stato definito “persona non grata” alle celebrazioni, provocando un nuovo incidente diplomatico. Continua a leggere

1789: la Rivoluzione francese

1789, esplode in Francia una rivoluzione che si estende in pochi anni nel resto d’Europa. Le idee dell’Illuminismo portano a un radicale sovvertimento della società e dello Stato. Le istituzioni impongono una profonda laicizzazione della cultura e della vita pubblica. La Chiesa viene perseguitata e la religione “privatizzata”. Il Re e la Regina vengono assassinati. La Vandea insorge ma subisce un tentato genocidio. Nasce l’epoca dell’odio ideologico. Durerà due secoli. Continua a leggere…