Santo Sepolcro: gli archeologi dicono che gli evangelisti avevano ragione

 Cos’ha rivelato l’apertura della lastra di marmo dell’Edicola
 
Il 20 ottobre 2016 ha avuto luogo uno degli eventi più straordinari degli ultimi secoli: l’apertura della lastra di marmo che custodiva il luogo in cui secondo la tradizione si trovava la tomba di Gesù, all’interno della basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Sotto la lastra ce n’era un’altra, anch’essa di marmo grigio, con una fessura sul lato e una croce di Lorena. Molto probabilmente risale all’epoca delle Crociate, dall’inizio del XII secolo.

Rimossa la seconda lastra è emersa la sorpresa, in base a testimonianze raccolte da varie fonti. Proprio sotto questa lastra è stato infatti scoperto un elemento fondamentale del sito: una panca di pietra scavata nella roccia e collegata direttamente alla parete verticale, sempre scavata nella roccia dietro di essa.

Le cronache dei viaggiatori medievali come Félix Faber (1480), che vide l’Edicola senza l’attuale copertura marmorea, testimoniano che il banco e la parete formavano un unico pezzo di pietra, che corrisponde al muro nord della piccola stanza, il luogo tradizionalmente venerato come la tomba di Gesù. Continua a leggere

Un’indagine psicologica sulle apparizioni ai discepoli del Gesù risorto

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(dal sito UCCR)
 
Come ha fatto notare il prof. Michael R. Licona, docente di Nuovo Testamento presso la Houston Baptist University (in “The Resurrection of Jesus: A New Historiographical Approach”, Downers Grove 2010), la morte di Gesù in croce è considerato ormai un fatto certamente storico dalla maggioranza degli studiosi moderni (così come, ne abbiamo già parlato, tutti gli elementi che hanno caratterizzato le ultime ore della sua vita terrena).

La Resurrezione è invece un elemento, come tutto ciò che riguarda il soprannaturale, che non è possibile indagare tramite i limitati occhi della scienza e dell’indagine storica anche se, come già spiegato, è comunque possibile affrontare la sua veridicità anche da un punto di vista storico. Continua a leggere

Il cristianesimo che curva la spina dorsale e David Bowie

Il grande cantante, scomparso ieri, nutriva una grande diffidenza nei confronti della Chiesa e dava credito a versioni del Vangelo prive di fondamento storico
 
di Giuliano Guzzo
 
La notizia della morte del David Bowie (1947–2016), pseudonimo di David Robert Jones, sta letteralmente facendo il giro del mondo e innumerevoli, in queste ore, sono le parole spese in sua memoria da parte di chi lo conosceva ma, soprattutto, dai tanti milioni di ammiratori che questo autentico camaleonte del rock, spentosi a 69 anni per un cancro contro il quale ha combattuto per diciotto mesi, aveva pressoché ovunque. È noto, fra le altre cose, come Bowie avesse una posizione molto critica nei confronti non tanto e non solo della fede, ma della Chiesa, come mostra, per restare ad anni più recenti, il video del brano “The Next Day”, nel quale preti e cardinali lussuriosi si trovano in un locale di perdizione in mezzo a donne seminude e demoni. Continua a leggere

I miracoli sono inseparabili dalla figura del Gesù storico

Miracoli pagano

(dal sito  UCCR)
 
Ad un certo punto della storia, almeno dal 1700 in poi, gli uomini hanno iniziato a vergognarsi di Gesù Cristo. Com’era possibile conciliare i racconti evangelici, i miracoli e gli esorcismi di Gesù, con la fede nella Dea ragione? Così studiosi, esegeti, biblisti, teologi e intellettuali hanno cominciato ad idealizzare il profilo di Gesù, privandolo delle caratteristiche che lo rendevano “scomodo” ai loro contemporanei.

Un Gesù “light”, più digeribile dalla dieta intellettuale razionalista e secolarizzata. I miracoli vennero tralasciati o demitizzati, definendoli “simboli” e non eventi storicamente accaduti. Tuttavia, con la cosiddetta third quest (terza via), ovvero la ricerca contemporanea sul Gesù storico avviatasi dagli anni ’90, sono state messe da parte le opere di “fantasia” degli studiosi ottocenteschi (Schweitzer e Bultmann), ripristinando un po’ le cose. Continua a leggere

La vanga del Nazareno

di Giovanni Cesare Pagazzi
Avvenire, 26 ottobre 2015
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Una delle immagini più consuete e belle per descrivere Gesù è quella del “buon Pastore”. Egli stesso s’è definito così (Gv 10,1-18), mostrando di sapersi muovere a proprio agio nella pratica della pastorizia. Come esperto, riferisce di nemici del gregge, allude al diverso comportamento del padrone delle pecore da quello del salariato che le sorveglia, indica la posizione da assumere rispetto al gregge, parla con competenza dell’importanza della voce ed evidenzia il legame tenace tra l’uomo e ciascuno dei suoi animali (Lc15,5-7). Tuttavia – ciò appare anche ad uno sguardo superficiale – le pagine evangeliche si soffermano ben più diffusamente sulla padronanza di Gesù in ambito agricolo.

Lo si nota nelle parabole, dove il Signore racconta di sentimenti e pratiche contadine in maniera così puntuale ed esperta che difficilmente sono solo frutto del “sentito dire”. Egli parla della semina, mostrando precisa conoscenza della morfologia del terreno con cui avevano a che fare gli agricoltori galilei della sua epoca (Mc 4,1-9). Continua a leggere

ECCE HOMO

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Si inaugura oggi nel Duomo di Torino l’ostensione della Sacra Sindone, in occasione del bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Ma chi è l’uomo, barbaramente trucidato, che ha lasciato la sua impronta su questo lino? E come l’ha formata? I numerosi studi compiuti portano a concludere che la vicenda dell’Uomo della Sindone coincide con la vicenda della crocifissione e morte di Gesù. Ecco le prove. Un articolo tratto dal mensile “Il Timone”.

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Il reperto archeologico più studiato al mondo, la più preziosa reliquia della Cristianità: stiamo parlando della Sacra Sindone, il venerato lenzuolo che sarà di nuovo esposto nel Duomo di Torino da domenica 19 aprile a mercoledì 24 giugno, nel bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco.

Da dove viene questo antico lino? Chi è l’uomo, barbaramente trucidato, che vi ha lasciato la sua impronta? La Sindone (dal greco Sindon, lenzuolo) può essere davvero il sudario funebre di Gesù di Nazareth, come la tradizione afferma, oppure è la testimonianza di un atroce delitto, perpetrato per realizzare una falsa reliquia? Per rispondere a questi inquietanti interrogativi, da più di cento anni gli scienziati si sono impegnati nell’esame di questo enigmatico lenzuolo. Continua a leggere

Vangeli e Sindone, una coincidenza straordinaria

Sacra Sindone

di Francesco Agnoli
 
Professore di storia e filosofia in un prestigioso istituto veronese paritario, Marco Fasol studia da anni la questione dell’autenticità dei Vangeli canonici alla luce delle più moderne conoscenze filologiche e documentali. Un argomento di nicchia, che è esploso ai tempi de Il codice da Vinci di Dan Brown, quando milioni di persone hanno appreso, per la prima volta, dell’esistenza dei cosiddetti Vangeli apocrifi, e, con il gusto classico delle cose proibite, si sono fatti guidare da un narratore americano in un percorso romanzesco ed immaginifico che però non ha, con i fatti, alcun collegamento.

L’idea che i veri Vangeli siano quelli apocrifi (o qualcuno di essi), non era nuova: Dan Brown, notoriamente vicino ad ambienti esoterici, poteva trovarne traccia in altri passaggi della storia. Vari gerarchi nazisti, per esempio, erano convinti dell’esistenza di un Quinto Vangelo, nascosto dalla Chiesa, in cui erano contenute verità coerenti con l’ideologia nazional-socialista, e in conflitto, invece, con la dottrina cattolica. Continua a leggere

Passione, morte e risurrezione di Gesù: fatti accertati anche dalla storia

Gesù in croce

(da UCCR, 01.04.15)
 
La Pasqua è la festività più importante per i cristiani: senza risurrezione Gesù sarebbe stato soltanto uno dei tanti saggi profeti apparsi nella storia, forse il più ammirabile, forse ispirato dallo Spirito Santo, ma senza la capacità di sconvolgere l’umanità e la vita di miliardi di persone.

Risorgendo è restato nel mondo, si è reso incontrabile da chiunque, ha espresso la volontà del Padre di mischiarsi tra gli uomini, donando loro il senso ultimo della vita: l’attesa di infinito che ognuno di noi vive dentro di sé non è un inganno della natura, ma è una promessa che verrà certamente mantenuta. La vita è il percorso della libertà dell’uomo, chiamato a riconoscere questo, a testimoniarlo e ad attendere il mantenimento di tale promessa vivendo già un anticipo, qui e ora, di compimento. Continua a leggere

I quattro Vangeli: perché sono il cuore della Fede cristiana

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CHE COSA SIGNIFICA LA PAROLA VANGELO?

“Vangelo” è una parola d’origine greca, εÚαγγέλιον (evangelion), che arriva all’italiano attraverso il latino evangelium e significa letteralmente lieto annuncio, buona notizia. Tale lieto annuncio riguarda la vita e la predicazione di Gesù Cristo, il Figlio Unigenito di Dio fatto uomo.

“Il termine ‘vangelo’, ai tempi di Gesù, era usato dagli imperatori romani per i loro proclami. Indipendentemente dal contenuto, essi erano definiti ‘buone novelle’, cioè annunci di salvezza, perché l’imperatore era considerato come il signore del mondo ed ogni suo editto come foriero di bene. Applicare questa parola alla predicazione di Gesù ebbe dunque un senso fortemente critico, come dire: Dio, non l’imperatore, è il Signore del mondo, e il vero Vangelo è quello di Gesù Cristo” (Benedetto XVIAngelus, 27-1-08). Continua a leggere

Gesù Bambino, una storia vera

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di Andrea Tornielli

«L’infanzia di Gesù», il terzo libro di Benedetto XVI che completa la trilogia dedicata al Nazareno, pubblicato da Rizzoli e dalla Libreria Editrice Vaticana, sta già diventando un best seller ed è venduto in molti Paesi del mondo. Rispetto ai due precedenti («Gesù di Nazaret», 2007, dedicato alla vita pubblica di Cristo dal battesimo sul Giordano alla Trasfigurazione; «Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme alla resurrezione», dedicato agli eventi celebrati nel triduo pasquale) il nuovo saggio ratzingeriano è più breve e per certi versi anche di più facile lettura. Continua a leggere

I vangeli dell’infanzia: racconti credibili, non miti

Il nuovo libro di Benedetto XVI sulla nascita di Gesù

I racconti dell’infanzia di Gesù, contenuti nei primi capitoli dei vangeli di Matteo e di Luca, non sono leggende né ricostruzioni fantasiose. E non sono neanche un «midrash», cioè un’interpretazione della Scrittura mediante narrazioni tipica della letteratura ebraica. Sono «storia, storia reale, avvenuta, certamente storia interpretata e compresa in base alla Parola di Dio». Lo scrive Benedetto XVI nel libro «L’infanzia di Gesù» (Rizzoli-Libreria Editrice Vaticana, pp. 174), il terzo volume ratzingeriano dedicato al Nazareno. Continua a leggere

Quel papiro con la «moglie» di Gesù

Su un piccolo frammento copto del IV secolo, presentato a un congresso a Roma, si legge la frase sospesa: «E Gesù disse loro: Mia moglie…»
 
di Andrea Tornielli
 
Un frammento di papiro scritto nel dialetto copto sahidico tipico del basso Egitto e sinora sconosciuto ha riaperto il dibattito sulla possibilità che Gesù fosse sposato. Continua a leggere

“Gesù sì, Chiesa no?”

S. Pietro 2

Desidero ritornare su un argomento già trattato qualche giorno addietro, poichè mi capita di vederlo troppo spesso affrontato con superficialità e leggerezza, mentre meriterebbe una più attenta riflessione per l’importanza fondamentale che riveste.

Si tratta della frase che sempre più sovente corre sulla bocca di molti: “Gesù si, Chiesa no”. La tendenza a separare Gesù dalla Chiesa, a mostrare gradimento per Gesù e insieme ostilità verso la Chiesa è molto diffusa anche tra coloro che si dicono vagamente credenti.

Questa separazione ha in realtà origini molto remote e affonda le sue radici nel processo rivoluzionario iniziato con la riforma protestante (Cristo sì, Chiesa no) e proseguito poi attraverso alcune tappe della storia: Continua a leggere…

Autenticità – Veridicità Vangeli

Che cosa significa indagare sull’autenticità dei Vangeli? Vuol dire appurare in primo luogo che essi risalgano effettivamente all’età apostolica, ossia al I secolo, e poi che siano stati scritti realmente dagli autori cui sono attribuiti.
Che cosa significa indagare sulla veridicità dei Vangeli? Vuol dire: in primo luogo, controllare che i Vangeli siano stati scritti in epoca vicina ai fatti che narrano; recuperare informazioni sui loro autori, perché interessa sapere se sono persone meritevoli di fiducia, competenti in materia e testimoni attendibili dei fatti che raccontano; infine accertare che i fatti narrati siano realmente accaduti. Continua a leggere…

Esistenza storica di Gesù

Il Cristianesimo ci informa che il suo fondatore, Gesù Cristo, è morto per salvare l’umanità intera da un pericolo mortale, altrimenti irrimediabile, l’inferno, al quale tutti eravamo destinati dopo il peccato di Adamo e di Eva. Inoltre, il Cristianesimo annuncia che Gesù Cristo è stato ucciso, crocifisso, ma poi è risorto ed è tornato a vivere. Anche ad ogni uomo toccherà di risorgere, quindi di affrontare un giudizio da parte di Dio per essere destinato alla gioia o alla disperazione eterna. Continua a leggere…

Primato di Pietro e infallibilità

Per la dottrina cattolica, il Papa è infallibile quando sancisce, cioè quando conferma, propone alla attenzione e alla fede del popolo cristiano verità di fede e di morale. Questo non vuol dire che il Papa può inventare verità di fede e di morale, non vuol dire che può imporre una sua idea personale. Dove si trovano nei Vangeli le prove dell’infallibilità del Papa? Continua a leggere…