Papa Francesco al Regina Coeli: turbato per la Siria, in preghiera per Alfie Evans

Al Regina Caeli di oggi, Papa Francesco ha chiesto maggior impegno della comunità internazionale per un’azione comune per la pace in Siria. Poi un appello pubblico per il piccolo Alfie Evans – dopo il twitt del 5 aprile scorso – affinché “sia curato in modo adatto alla sua condizione, con l’apporto concorde dei familiari, dei medici e degli altri operatori sanitari” e ha aggiunto: “con grande rispetto per la vita”.

Riporto di seguito il testo completo, perché merita una riflessione:
 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Al centro di questa terza domenica di Pasqua c’è l’esperienza del Risorto fatta dai suoi discepoli, tutti insieme. Ciò è evidenziato specialmente dal Vangelo che ci introduce ancora una volta nel Cenacolo, dove Gesù si manifesta agli Apostoli, rivolgendo loro questo saluto: «Pace a voi!» (Lc 24,36). E’ il saluto del Cristo Risorto, che ci dà la pace: «Pace a voi!» Si tratta sia della pace interiore, sia della pace che si stabilisce nei rapporti tra le persone. L’episodio raccontato dall’evangelista Luca insiste molto sul realismo della Risurrezione. Gesù non è un fantasma. Infatti, non si tratta di un’apparizione dell’anima di Gesù, ma della sua reale presenza con il corpo risorto.

Gesù si accorge che gli Apostoli sono turbati nel vederlo, che sono sconcertati perché la realtà della Risurrezione è per loro inconcepibile. Credono di vedere un fantasma; ma Gesù risorto non è un fantasma, è un uomo con corpo e anima. Per questo, per convincerli, dice loro: «Guardate le mie mani e i miei piedi – fa vedere loro le piaghe –: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho» (v. 39). E poiché questo non sembra bastare a vincere l’incredulità dei discepoli. Il Vangelo dice anche una cosa interessante: era tanta la gioia che avevano dentro che questa gioia non potevano crederla: “No, non può essere! Non può essere così! Tanta gioia non è possibile!”. E Gesù, per convincerli, disse loro: «Avete qui qualche cosa da mangiare?» (v. 41). Essi gli offrono del pesce arrostito; Gesù lo prende e lo mangia davanti a loro, per convincerli. Continua a leggere

Lambert, i medici: niente eutanasia

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Nessuna eutanasia. È questa la decisione presa dall’équipe medica dell’ospedale di Reims dov’è ricoverato Vincent Lambert, l’infermiere francese di 38 anni in stato di minima coscienza dal 2008, e comunicata questo pomeriggio ai familiari.

Dopo il via libera della Corte europea di Strasburgo alla possibilità dell’eutanasia, l’équipe guidata dalla dottoressa Daniela Simon aveva avviato il 15 luglio una procedura collegiale per stabilire se interrompere idratazione e alimentazione. Il caso è al centro di un’aspra battaglia giudiziaria tra la moglie di Vincent, che ne vorrebbe l’eutanasia, e i genitori che lo accudiscono senza riserve.

Dopo un grave incidente automobilistico, Lambert ha subito danni irreversibili al cervello, ma nonostante questo non è attaccato ad alcun macchinario, respira autonomamente e risponde agli stimoli: la sua è una condizione di gravissima disabilità, non di fine vita. Per dimostrarlo i suoi genitori hanno diffuso un video dove si vede Vincent che, per quanto gli è possibile, interagisce con chi gli sta intorno e hanno messo a disposizione perizie mediche che dimostrano come abbia ricominciato a deglutire da solo, dando segni di miglioramento. Continua a leggere

Eutanasia per Vincent, il sì di Strasburgo

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​”È uno scandalo, sono triste, ma ci batteremo ancora”: non si rassegna la madre di Vincent Lambert dopo la sentenza, arrivata come previsto questa mattina, della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo che ha autorizzato l’interruzione dei trattamenti per il tetraplegico francese da circa 7 anni in coma. La decisione non è più soggetta ad appello.

I genitori di Vincent, con due figli, si sono sempre opposti all’interruzione dei trattamenti, contrariamente alla moglie Rachel che invece si batte, insieme al medico curante e ad altri cinque fratelli, per l’eutanasia del 38enne. Era stata proprio la madre a presentare ricorso per sospendere la decisione del Consiglio di Stato francese, la massima istanza amministrativa in Francia, che nel giugno del 2014 aveva autorizzato i medici a interrompere l’alimentazione e idratazione assistite dell’uomo, rimasto vittima di un incidente stradale nel 2008. Continua a leggere

Hollande si rifiuta di incontrare la mamma di Vincent Lambert. «Mio figlio non è un vegetale»

Viviane, la madre dell’uomo che sta per essere condannato a morire di fame e di sete, è andata ieri all’Eliseo per consegnare al Presidente il suo libro sul figlio. Ma Hollande non l’ha ricevuta
 
È arrivata sulla soglia dell’Eliseo, il palazzo presidenziale francese, con in mano il suo libro appena scritto per vedere François Hollande. E lì è rimasta. Perché nessuno l’ha accolta, né l’ha fatta entrare. Chiedeva solo «qualche minuto» per suo figlio «in fin di vita», ma non ha ottenuto niente. Qualcuno le ha preso però di mano il libro, assicurandole che il presidente l’avrebbe ricevuto.

VINCENT LAMBERT. Eppure il 22 aprile Viviane Lambert aveva scritto a Hollande una lettera accorata. Lei è la madre di Vincent, 39 anni, che tra poche settimane la Corte europea per i diritti dell’uomo potrebbe condannare a morire di fame e di sete come Terri Schiavo. I giudici francesi infatti hanno ordinato di staccare alimentazione e idratazione all’uomo, entrato e uscito dal coma nel 2008 e oggi in stato di coscienza minima. Vincent è sveglio, non è in fin di vita, non è attaccato ad alcuna macchina, ma la moglie, insieme ad alcuni dei familiari, vogliono lasciarlo morire. I genitori ed altri familiari chiedono di potersi occupare di lui e per questo hanno fatto ricorso a Strasburgo e sono in attesa di una sentenza. Continua a leggere

Francia: no dei giudici a eutanasia di un malato

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Il cuore del 38enne francese Vincent Lambert continuerà a battere. Ma per la seconda volta in 9 mesi, il paziente tetraplegico, in stato di coscienza minima da 5 anni a causa di un incidente stradale, potrà vivere solo grazie al verdetto di un tribunale amministrativo che ha dato ieri nuovamente ragione ai genitori del giovane e a quella parte del mondo medico transalpino scandalizzata dalla volontà dell’Ospedale universitario di Reims di arrestare l’alimentazione artificiale.

Da mesi, il “caso Lambert” suscita molto più che umana pietà. Fra i familiari del giovane, è nato un conflitto sulla “reale volontà” di Vincent, mai formalizzata per iscritto. A più riprese, la moglie ha chiesto la cessazione dell’alimentazione, in nome della «dignità». Continua a leggere