«La vita di Alfie è inutile»: il giudice ordina di staccare la spina

I giovanissimi genitori di Alfie Evans all'esterno dell'ospedale di Liverpool

È stato l’ennesimo giudice dell’Alta Corte di Londra Anthony Paul Hayden a dire la parola fine alla vita di Alfie Evans, il piccolo che non ha neppure due anni ed è affetto da una malattia degenerativa del sistema nervoso.

La spina dei macchinari verrà staccata presto, forse anche domani, giovedì, ma nessuno che era presente alla dura sentenza di morte può dire il giorno e l’ora. Il giudice ha deciso così per proteggere i medici e gli infermieri dell’Alder Hey Children Hospital di Liverpool che hanno voluto a tutti i costi la fine del bambino ricorrendo alla legge per imporre ai genitori una data che non avrebbero mai voluto sul loro calendario. Si teme che l’”esercito di Alfie”, i centinaia di sostenitori che hanno fatto il tifo per la famiglia dai siti di social network e anche organizzando manifestazioni fuori dall’ospedale o suonando il clacson quando passavano vicino, insultino o addirittura compiano gesti violenti contro il personale dell’ospedale.

È rimasto inascoltato anche il tweet del Papa dei giorni scorsi, nei quali Francesco diceva di sperare “che possa essere fatto tutto il necessario per continuare ad accompagnare con compassione il piccolo Alfie Evans e che la profonda sofferenza dei suoi genitori possa essere ascoltata”.

Il giudice, dimostrando la stessa freddezza dei medici, ha dichiarato che la vita di Alfie era “futile”, “inutile”, perché il bambino era in stato vegetativo ovvero non più un essere umano. Piuttosto un oggetto o forse una macchina da trattare con strumenti sterilizzati, da mantenere a distanza, un corpo da osservare quasi sotto un microscopio. “Non andava bene dargli del cioccolato”, come ha fatto la mamma per vedere se il bambino reagiva, ha detto il giudice perché “il cioccolato sporca, interferisce con l’igiene dell’ospedale”. Continua a leggere