Roma. Subito coperto (con la sua verità) il poster contestato contro l’aborto 

 
Nel quartiere Aurelio un cartellone di 7 metri per 11 ricordava cosa avviene a 11 settimane di gravidanza. Accontentate le proteste delle consigliere del Pd al Campidoglio e altre associazioni
 
Ci saranno anche voragini da riparare, per le strade della Capitale, e spazzatura a deturpare le belle vie del centro, ma le priorità del Campidoglio sembrano altre. Per esempio, un cartellone che campeggiava su un palazzo di via Gregorio VII, nel quartiere Aurelio. Mostrando un bambino a 11 settimane di vita, con lo slogan – senz’altro forte nei toni, ma vero nella sostanza – dell’associazione Provita.

Da quando si è aperto il caso della presunta “violazione della sensibilità collettiva” da parte dell’immagine stilizzata di un bambino nel grembo materno il Campidoglio ha impiegato meno di 48 ore a far coprire l’immagine con un telone bianco. Come si trattasse di un messaggio scandaloso, insostenibile. Da censurare, addirittura, com’è purtroppo accaduto. Con soddisfazione del comitato di quartiere secondo cui si tratterebbe di una vittoria «dell’ampio e unitario fronte che ha visto coinvolti associazioni, movimenti, forze politiche ed esponenti delle istituzioni capitoline e regionali» mobilitatosi con forza contro «chi mette in discussione il diritto di scelta delle donne». Continua a leggere

Zero positivo: più forte della morte è l’amore

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La recensione di un libro indipendente: una biografia di una mamma che ha scelto la vita contro tutto
 
Cristina, giovane madre, al quinto mese di attesa del secondo figlio, scopre di avere una leucemia fulminante. Il suo cuore non ha dubbi: prima di tutto la vita del piccolo. Inizia così la terapia particolare nella speranza di non danneggiare il bambino, che ostinatamente resiste e fa forza a sua madre.

In uno dei primi giorni d’isolamento in ospedale, Cristina si guarda inavvertitamente allo specchio: «La vera scoperta era la mia immagine, la prova evidente della mia condizione: mi potevo vedere così, spoglia di ogni dignità, di ogni resto d’orgoglio […] mi sembrava di vedere solo un corpo senza volto, senza un’identità chiara […] Ero la spettatrice imbavagliata del mio dolore» (p. 22). Continua a leggere

In ascolto della vita

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“Ascolta: se tutti devono soffrire per comprare con la sofferenza l’armonia eterna, che c’entrano qui i bambini? Rispondimi, per favore”.

Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov

 
La gratitudine è una regola prima della grammatica sociale. Quando viene rispettata e praticata c’è più gioia di vivere, i legami si stringono, gli uffici e le fabbriche si umanizzano, diventiamo tutti più belli. Ma nel cuore umano non c’è soltanto il desiderio profondo di essere ringraziati, visti, riconosciuti per quello che siamo e per quanto facciamo.

Vi abita anche un altro bisogno profondissimo: quello di ringraziare. Soffriamo molto quando non riceviamo riconoscenza; ma soffriamo diversamente, e non meno, se e quando non abbiamo nessuno cui dire grazie. In questo la gratitudine assomiglia alla stima: non desideriamo soltanto essere stimati dagli altri, vogliamo anche poter stimare le persone con le quali viviamo. L’esistenza umana fiorisce quando nel corso degli anni aumentano sia la domanda sia l’offerta di gratitudine (e di stima), fino ad arrivare all’ultimo giorno quando, chiuderemo gli occhi pronunciando l’ultimo “grazie” – e sarà il più vero, il più bello. Continua a leggere

“E’ bello per noi essere qui”

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«Sono felice nel sentirti dire che, per usare le tue stesse parole, “è bello per noi essere qui” – cioè dove siamo ora. La stessa affermazione, se ricordo bene, fu fatta sulla montagna della Trasfigurazione. È uno di quei sermoni che ripeto sempre a me stesso, perché penso che quella frase di Pietro pronunciata di fronte a quella visione in quel momento straordinario, dovrebbe essere pronunciata da tutti noi, contemplando ogni cambiamento nel panorama di quella lunga Visione che chiamiamo vita – altre cose potremo dirle superficialmente, ma questa deve essere sempre presente al fondo. “È bello per noi essere qui… è bello per noi essere qui”, ripeterlo eternamente».
 
Gilbert Keith Chesterton, da una lettera a sua moglie Frances Blogg, 1899
 
[Fonte: Il blog dell’Uomo Vivo]

Chi è Duda, il neo presidente che ha affidato la Polonia alla Madonna di Czestochowa

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La stampa internazionale lo dipinge come un conservatore bigotto e nazionalista, ma in Polonia ha convinto molto per le sue ricette chiare e patriottiche
 
«La sua campagna elettorale è stata chiara, non ambigua e questo lo ha ripagato». Così Artur Dmochowski, giornalista polacco, editore del quotidiano Gazeta Polska, spiega a tempi.it la vittoria inaspettata di Andrzej Duda, il candidato conservatore del Partito Diritto e Giustizia che, dato perdente nei pronostici, ha vinto le presidenziali polacche. Dopo aver vinto al primo turno, al secondo ha ottenuto il 51,5 per cento dei voti contro il 48,5 del suo sfidante, Bronislaw Komorowski.
 
Duda, definito dalla stampa internazionale come un cattolico nazionalista e tradizionalista, ha ricevuto la maggioranza dei voti dai giovani. Come mai?

Sempre chiaro e mai preoccupato di tenere i piedi in più scarpe, Duda ha sottolineato la centralità della famiglia naturale come punto di ripresa dell’economia e del lavoro e ha messo gli interessi nazionali davanti a quelli delle lobby e delle banche internazionali. Altrettanto chiare sono state le sue posizioni sull’Europa, sul libero mercato e sulla vita. Continua a leggere

E’ il diritto alla vita la base della democrazia

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di Giuliano Guzzo
 
Quale che sia l’esito, quest’oggi, della votazione che si terrà al Parlamento europeo sulla risoluzione Tarabella in materia di libero accesso ad aborto e contraccezione, c’è un aspetto di assoluta importanza da tenere presente: il diritto all’aborto, anche se formalmente introdotto, rimarrebbe inesistente. A prescindere, cioè, dall’approvazione o meno di quel documento – posto che c’è da augurarsi senza esitazione alcuna la sua bocciatura -, e al di là dei possibili e a ben vedere molteplici profili di incompatibilità dello stesso col dettato degli ordinamenti interni degli Stati, Italia inclusa, il dato ineludibile per chiunque abbia a cuore il diritto alla vita rimane l’impossibilità di ammettere il diritto all’aborto non solo grazie alle leggi, qualora queste lo neghino, ma pure nonostante le leggi, nell’eventualità lo riconoscano. Continua a leggere

Bagnasco: salvare l’alfabeto dell’umano

download Il cardinale Angelo Bagnasco lo riconosce con commozione sincera: «C’è una vita brulicante di eroismo quotidiano, nei giovani, nelle famiglie, che deve fare inginocchiare noi vescovi e pastori di fronte a tanta ricchezza, a tanto eroismo nascosto. Le nostre parrocchie, i nostri gruppi, le nostre associazioni, forse sono l’unica cosa rimasta della vita aggregata, della vita d’insieme, della possibilità della gente di oggi di incontrarsi non per fare qualcosa ma per essere di più, soprattutto per chi è più debole». Lo riconosce di fronte ai quattrocento partecipanti al convegno ‘Non abbiamo che cinque pani’, che vede riuniti ieri e oggi a Montesilvano le undici diocesi della Conferenza episcopale abruzzese molisana con tutti i loro pastori, in preparazione del Convegno ecclesiale di Firenze.

Accolto dal presidente della Ceam, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, e da monsignor Pietro Santoro, vescovo dei Marsi, che sta guidando la regione ecclesiastica verso l’appuntamento di novembre sul tema ‘In Gesù Cristo il nuovo umanesimo’, Bagnasco ha portato il suo prezioso contributo dopo la lectio divina tenuta dalla biblista Rosalba Manes, partendo proprio dal riconoscimento di tanta ricchezza che anima le parrocchie e le chiese locali. Continua a leggere

I medici le chiedono di scegliere la figlia da salvare: lei si rifiuta e vince la sfida con la vita

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di Federica Macagnone
(da Il Messaggero, 17.01.15)
 
I medici le dissero senza mezzi termini che la situazione era grave. Le gemelle che portava in grembo avevano poche possibilità di sopravvivere perché, condividendo lo stesso sacco amniotico e la stessa placenta, i cordoni ombelicali si sarebbero aggrovigliati a tal punto da limitare il flusso dell’ossigeno e delle sostanze nutritive. Per sperare di salvarne almeno una avrebbe dovuto sopprimere l’altra con un aborto.

Una prospettiva davanti alla quale Carmelle Hartgrove, 32 anni, non si è scomposta minimamente, ribattendo che la soluzione a quel problema, angoscioso e “impossibile”, in realtà era semplicissima: lei non avrebbe ucciso nessuna delle sue gemelle, sarebbe andata avanti nella gravidanza con tutte e due. Carmelle è stata irremovibile, e non ha neanche dovuto discuterne con il marito: lei e Steve, 36 anni, che avevano già due figli, Charlotte di 12 anni e Callum di 9, erano totalmente d’accordo, anche se i medici scuotevano la testa e davano loro solo un 30% di probabilità di portare a termine la gravidanza con successo. Continua a leggere

L’angelo di Rio: una donna salva 3.000 bambini dall’aborto

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Ex insegnante va nelle favelas per aiutare le donne incinte a scegliere la vita e a costruire un futuro
 
Mentre Rio de Janeiro è al centro dell’attenzione mondiale per aver ospitato la Giornata Mondiale della Gioventù e la Coppa del Mondo di calcio e perché vi si svolgeranno le Olimpiadi estive del 2016, una donna ha salvato in silenzio più di 3.000 bambini che avrebbero dovuto essere abortiti nelle sue favelas più povere.

È iniziato tutto in modo semplice. 23 anni fa, Doris Hipólito aveva una vita confortevole come insegnante di storia e geografia e consulente scolastica a Rio de Janeiro. Il direttore della sua scuola le ha chiesto di aiutare alcune delle allieve che soffrivano per le conseguenze dell’aborto. La Hipólito ha riunito materiali pro-vita per aiutare le ragazze e li ha distribuiti anche ai membri della sua parrocchia. Ha poi sentito la necessità di iniziare a recitare il rosario in una piazza pubblica il 13 di ogni mese, distribuendo opuscoli pro-vita. Con il sostegno del vescovo Werner Siebembrok e della Legione di Maria, il piccolo gruppo che si era raccolto intorno alla Hipólito ha iniziato ad assistere nelle favelas di Rio le donne che pensavano di non avere alternative all’aborto. Continua a leggere

Il cammino delle Beatitudini ci salverà

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Papa Francesco ha presieduto al Cimitero romano del Verano la Messa nella Solennità di Tutti i Santi. Nella sua omelia a braccio, partendo dalla prima Lettura tratta dal Libro dell’Apocalisse, laddove l’angelo grida a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso di devastare la Terra e il Mare, di distruggere tutto: “Non devastate la Terra né il Mare né le piante”. “A me – ha detto – è venuta in mente una frase” che “è nel cuore di tutti noi: ‘gli uomini sono capaci di farlo, meglio di voi’. Noi siamo capaci di devastare la Terra meglio degli angeli. E questo lo stiamo facendo, questo lo facciamo: devastare il Creato, devastare la vita, devastare le culture, devastare i valori, devastare la speranza. E quanto bisogno abbiamo della forza del Signore perché ci sigilli con il suo amore e con la sua forza, per fermare questa pazza” volontà di distruzione. Continua a leggere

Dio: una favola per bambini ed anziani?

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di Francesco Agnoli
 
Russell Stannard è un fisico americano che indaga il rapporto tra scienza e fede. In Italia è stato pubblicato un suo testo, La scienza e i miracoli, in cui vengono intervistati molti scienziati, sui temi più scottanti. Alcuni di essi, dopo essere stati genetisti, fisici, astronomi, hanno deciso di diventare anche teologi. Perchè la loro scienza non gli bastava.

Il libro inizia con una descrizione: quella di un gruppetto di scolari di 9 anni presso un Osservatorio astronomico. Ad alcune domande sull’origine del cosmo, delle stelle, degli alberi, racconta Stannard, tutti tirano in ballo Dio. Per i bambini Dio è una realtà vera e presente. Vi sono studi che sostengono che l’idea di Dio sia innata negli uomini, e particolarmente efficace proprio nei bambini. Come fossimo “programmati” per credere. Ma la certezza dell’esistenza di Dio, continua Stannard, naufraga clamorosamente quando, invece che bambini, si interrogano giovani universitari o adulti. Continua a leggere

La nascita: da qui all’eternità

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(fonte: Notizie provita)

Per gentile concessione dell’Autore, pubblichiamo una pagina delicata e poetica per riscoprire la bellezza della vita. Potete leggere altri scritti di Paolo Morandi sul suo blog Oasi dello spirito

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Fin dagli albori dell’umanità, qualunque nascita è sempre stata considerata un evento talmente prodigioso da risultare indiscutibilmente impregnata di sacro.
Come nello sviluppo di una pianta dal seme, come nell’ininterrotto alternarsi del giorno con la notte, come in tante altre misteriose ma evidentissime meraviglie che formano la vita dell’intero nostro pianeta, così – nel continuo rinnovarsi dell’esistenza umana ed anche persino nella formazione iniziale di varie civiltà del passato – si è sempre voluto intravedere il disegno di una precisa volontà divina (basti pensare alle leggende sulle origini di molte dinastie regali o alla convinzione degli antichi romani in merito al loro Impero; considerato, appunto, concreta espressione di un fato decretato dagli dèi). Continua a leggere

Pur separato, resta fedele al Matrimonio. E così scopre la fede. I cattolici sono i veri “rivoluzionari”

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«Il mio nome è Luca, mi sono separato nel 2007, ho due figli un maschietto ed una femminuccia di rispettivamente 12 e 10 anni e sono Vigile del Fuoco a Roma. Premetto che quando mi sono separato non credevo, non avevo in nessun modo a che fare con la religione e quindi con la Chiesa. All’inizio ho provato a conoscere altre donne con l’intenzione di “rifarmi una vita”, allora tutte le voci di conoscenti e parenti consigliavano in tal senso, ero spinto a farlo perché “oggi è normale”, “lo fanno tutti”, “i tempi sono cambiati” e ancora “chiusa una porta si apre un portone”, “quando il vaso è rotto rimane rotto”. Le donne che ho conosciuto, non poche, erano brave donne, premurose, disponibili, ma guardandole bene non vedevo nulla che potesse farci vivere insieme. Continua a leggere

Vita, famiglia, evangelizzazione

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Il 19 maggio 2014 Papa Francesco ha aperto i lavori dell’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, con un discorso dove non sono mancati cenni a temi di attualità – vita, famiglia, economia – ma che, come in altri incontri con vescovi, il Pontefice ha voluto dedicare soprattutto alla sfida dell’evangelizzazione. Ė normale che nelle ore successive all’intervento, a seconda delle preferenze, alcuni media si concentrino sull’appello alla difesa della vita e della famiglia e altri alla solidarietà con gli immigrati e i disoccupati. E tuttavia in qualche modo queste letture corrono il rischio di trascurare l’essenziale.

Il Papa vede una società italiana che in gran parte è molto lontana dalla Chiesa. E vescovi che qualche volta rimangono nel «quieto vivere» o perfino scrutano le mosse del Pontefice leggendole, come fanno tanti giornalisti, in una logica di gruppi e di cordate. Così, però, non si rendono conto della situazione drammatica di un Paese scristianizzato e della pressante necessità di «uscire» per evangelizzarlo. Chi non coglie questo aspetto del discorso – a tratti accorato e perfino impressionante – del Pontefice finisce per capire poco del messaggio di Papa Francesco. Continua a leggere

Chi era Paolo VI

E’ arrivato ufficialmente, da parte della Congregazione per le Cause dei Santi, il riconoscimento del miracolo attribuito all’intercessione di Paolo VI, che di fatto apre la strada alla sua beatificazione. Nel decreto promulgato il 10 maggio si conferma che la cerimonia avverrà il prossimo 19 ottobre, in Vaticano, a conclusione del Sinodo straordinario sulla Famiglia. Dopo le canonizzazioni di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, un altro pontefice sale agli onori degli altari in questo 2014. Ma chi era veramente Paolo VI?

Al secolo Giovanni Battista (Enrico Antonio Maria) Montini, è nato il 26 settembre 1897 a Concesio, in provincia di Brescia. Ordinato sacerdote nel 1920, tre anni dopo ha iniziato gli studi presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica e la collaborazione con la Segreteria di Stato, sotto il pontificato di Pio XI. Ha lavorato per cinque mesi come addetto alla nunziatura apostolica a Varsavia, prima di rientrare in Italia e conseguire le leuree in Filosofia, Diritto Canonico e Diritto Civile. Continua a leggere

Un paese smarrito, la speranza di un popolo

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di Donata Fontana

Ancora un Appello? Un altro? Data la frequenza con cui si firmano e si licenziano appelli, quello preparato dall’Osservatorio Cardinale Van Thuân e pubblicato da Cantagalli – 86 pagine stringate, linguaggio tagliente, nessuna concessione alla retorica – può essere considerato con fastidio. Sarebbe però un peccato. Già il titolo ne mette in evidenza la novità e l’importanza: “Un Paese smarrito e la speranza di un popolo. Appello politico agli italiani”.

La storia ci ha finora detto che nei grandi momenti di difficoltà, nelle fasi di passaggio in cui per accidia non ci si stacca dal passato anche se percepito ormai come troppo stretto e per stanchezza non si ha la forza di progettare il futuro, i cattolici hanno sempre dato il meglio di sé, animando la rinascita della nazione. Continua a leggere

La fame e la sete

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di Maria Elena Rosati     trentamenouno
 
“Antonio è immobile, accovacciato, con le gambe ritratte al petto; la bocca aperta, gli occhi sbarrati. Chiuso in un nodo indissolubile. Il suo respiro è bloccato, come trattenuto dalle mani che si incrociano sul petto, stringendo avidamente i lembi della pesante tunica nera che lo avvolge. […]

[…] Antonio è un giovane nel pieno degli anni, consumato nel corpo e nella mente da lunghe privazioni ma non per questo esente dai desideri della carne e del fisico. Ancora più temibili, dunque, le sue tentazioni in forma di donne procaci che stimolano il desiderio ed evocano l’appagamento dei sensi. Continua a leggere

Il Papa: “La vita va difesa dal grembo materno fino alla sua fine”

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Nella Giornata per la Vita appello pro life di Papa Francesco all’Angelus. Il Pontefice poi tende la mano a chi negli ultimi giorni è stato colpito dalla violenta ondata di maltempo.

“La vita va difesa dal grembo materno fino alla sua fine su questa terra”. Appello pro-life di papa Francesco all’Angelus. “Oggi si celebra in Italia la Giornata per la Vita, che ha come tema “Generare futuro“- afferma il Pontefice a piazza San Pietro – Rivolgo il mio saluto e il mio incoraggiamento alle associazioni, ai movimenti e ai centri culturali impegnati nella difesa e promozione della vita. Mi unisco ai vescovi italiani nel ribadire che ogni figlio è volto del Signore amante della vita, dono per la famiglia e per la società”. Continua a leggere

La divisione nel centrodestra è anche morale

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di Riccardo Cascioli

La situazione politica italiana sta vivendo un rimescolamento senza precedenti, al punto che sembra impossibile neanche prevedere come potrà presentarsi il quadro politico fra due-tre mesi. Dopo la scissione del Pdl e quella di Scelta Civica – come scriveva ieri il nostro Ruben Razzante – potrebbe toccare ora al Pd, le cui primarie se appaiono scontate per il nome del vincitore potrebbero però generare importanti abbandoni. E’ un sommovimento che non lascerà indenne il governo che già in questi giorni dovrà far fronte alle ormai scontate dimissioni del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, travolta dal caso Ligresti e dalle intercettazioni ormai di pubblico dominio.

Indubbiamente però per le cose che ci stanno a cuore la vicenda del Pdl è quella che interessa maggiormente. Continua a leggere

Il Papa: «L’amore di Dio non è a tempo limitato»

Papa Francesco recita l'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico

di Andrea Tornielli

«L’amore di Dio non è a tempo limitato, è per sempre. Lui è fedele per sempre, ci aspetta e accompagna ognuno di noi con questa fedeltà eterna». Lo ha detto Francesco prima dell’Angelus. Il Papa ha ricordato le vittime del tremendo tifone che ha provocato diecimila morti nelle Filippine, chiedendo a tutti i fedeli di pregare prima in silenzio e poi con un’«Ave Maria». Infine ha ricordato l’anniversario della «Notte dei Cristalli», durante la quale nel novembre 1938 le violenze contro gli ebrei, «le sinagoghe, le abitazioni, i negozi segnarono un triste passo verso la tragedia della Shoah».

Nella catechesi, il Papa ha ricordato il Vangelo del giorno, dov’è presentato il dialogo tra Gesù e i sadducei che negavano la risurrezione e cercavano di metterlo in difficoltà ridicolizzando questa fede. Continua a leggere

La Rai si scusa. E la Vita torna in Diretta

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da Avvenire.it
 
«La Rai si scusi», chiedeva ieri attraverso Avvenire Max Tresoldi, assieme alla sua famiglia e a una folla sempre più numerosa di cittadini indignati, dopo che a “La Vita in Diretta” Alda D’Eusanio gli aveva detto in faccia che la sua – in quanto disabile – non era una vita, che piuttosto che avere «quello sguardo vuoto» era meglio morire…

E le scuse ieri sono arrivate: «La Rai si dissocia dalle dichiarazioni e dai commenti che la giornalista Alda D’Eusanio ha indirizzato, nel corso della trasmissione “La Vita in Diretta”, a Max Tresoldi, la cui storia ha commosso milioni di telespettatori – ha scritto al direttore di “Avvenire” il responsabile relazioni con i media, Fabrizio Casinelli –. Continua a leggere

La Vita non va in diretta. «La Rai chieda scusa»

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da Avvenire.it

Tutto era pronto, lunedì, in casa Tresoldi per la diretta tivù: da due giorni i camion della Rai stazionavano lì sotto, con via vai di giornalisti e cameraman che indaffaravano mamma Ezia, sempre pronta a sfornare focacce. Nel caseggiato di Carugate (Milano) abita Max, il giovane che nel 2001 si è risvegliato dopo dieci anni di stato vegetativo, e quando è “tornato” ha detto una cosa terribile e bellissima: «C’ero sempre stato. Sentivo e vedevo tutto, ma non sapevo come dirvelo».

Da allora, pur disabile, gira l’Italia a testimoniare come la cura dell’amore non sia una fiction ma l’unica terapia nota (la scienza neurologica la chiama “effetto mamma”) e anche a «La Vita in Diretta» doveva raccontare la sua storia di speranza. Continua a leggere